Il duro risveglio

E' stato solo un sogno? ho immaginato tutto come spesso è capitato in questi anni, per concedermi una fuga, un volo di fantasia lontano da questa quotidianità che mi consuma?
No, sono diversi giorni ormai che ci rimugino su, che cerco di dare un senso a quel che è successo, che cerco di trovargli un posto nella mia vita, senza sconvolgerla e senza rovinare tutto.
Il risveglio ormai c'è stato, dopo il primo giorno di torpore assoluto, in cui ho cercato di stare da sola quanto più tempo ho potuto, in cui ho limitato all'essenziale la comunicazione, per evitare di crollare.
Sono sveglia. Sono assolutamente cosciente e lucida.
Ho tradito, inutile cercare di chiamare in altro modo quel che ho fatto.
Ho tradito e senza esitare!
Ho tradito e, dopo tante riflessioni ne sono certa, non ne sono pentita.
Ho tradito e non ho rimpianti.
Ho tradito e non ho alcuna intenzione di flagellarmi per questo, di punirmi o di umiliarmi in una confessione inutile.
Sono tornata dal mio uomo e da mio figlio, sono di nuovo la mamma amorevole e nevrotica e la moglie che risposerebbe mille volte suo marito! Lo risposerei perché lo amo, infinitamente.
Frammenti di quella sera mi tornano in mente all'improvviso, dettagli che inizialmente non avevo notato (o che la mia fantasia sta forgiando ora?), parole, carezze, sguardi, il detto e ciò che abbiamo solo percepito.
Ed è ancora brivido, un sorriso mi passa sulle labbra, uno strano calore mi avvolge.
E' stato quello che doveva essere, ci sono situazioni in cui è così, in cui si raggiunge la consapevolezza che la vita è una sola, che è fuggevole, breve e che le cose belle vanno colte al volo quando possiamo farlo senza ferire nessuno.
E noi non l'abbiamo fatto. Nessuno saprà mai di quello che c'è stato, nessuno, neanche G. conta, perché lui ci ha fatto incontrare ma saprà fingere che non sia mai successo, ne sono certa.
Per noi due invece rimarrà il ricordo, vivo e salato, e, per me, solo la vaga speranza che tra altri 20 anni magari possiamo trovarci ancora, come se il tempo non fosse mai passato.
Intanto ho la mia vita, una vita un po' in stand by per la mia incapacità di essere mamma e donna contemporaneamente, per il desiderio di fuga che mi attanaglia. Una vita, però, fatta di persone e cose e posti che amo infinitamente, di un amore incrollabile, non scalfibile. Un amore che non sciuperò con lo stupido tentativo di lavarmi la coscienza.
Ho sempre pensato che confessare un tradimento fosse egoistico e da codardi. Lo fai se ha intenzione di buttar via un rapporto, di troncare. A volte non si trova altro modo, altro pretesto... Ma se quello che vuoi non è la fine di una storia, allora saper tenere dentro certe verità è l'unico modo per andare avanti, nel rispetto di tutti.
Qualcuno osserverebbe che non tradire sarebbe il modo migliore di garantire il rispetto per tutti.
In realtà certi principi sono veri solo a metà, appartengono al mondo teorico, un po' come il concetto di fiducia assoluta (che non esiste, se non temperato dalla consapevolezza della fallibilità umana), o di amore assoluto, o di verità assoluta.
Il rispetto passa attraverso il non mettere mai la persona che ami in una situazione di disagio, nel non costringerla al confronto con un altro amore, nel non farle affrontare sofferenze inutili se alla fine la verità è che la ami e non la vuoi perdere.
Ciò che non si conosce non esiste, ciò che solo due persone possono conoscere, può continuare a non esistere.
Non sto cercano alibi o giustificazioni. Se Marco mi tradirà mai (o se mi ha tradito in passato), non voglio saperlo, non se ancora mi ama, non se vuole me e ancora me.  Nei primi anni della nostra relazione qualche tradimento c'è stato e il fatto che l'abbia confessato non è stato d'aiuto. Io quel tipo di "correttezza" non lo apprezzo. Ma allora lui voleva lasciarmi per stare con lei, e quindi aveva un senso farmi soffrire, darmi gli elementi per allontanarmi da lui.  Ed in ogni caso è stato un dolore immenso, ma forse non tanto il tradimento, quanto l'essere abbandonata. Non lo so, so solo che non farei mai lo stesso. E lui sa che non vorrei sapere, per quanto, certamente, non resisterei alla tentazione di fargli il terzo grado...
Ma lui non lo saprà mai. Nessun amico o amica godrà di un racconto o di una confidenza in proposito. Questa cosa sarà solo mia. E di queste pagine...
Questo piccolo dolore sarà solo mio...
Sapere che lui è ancora qui, lo sarà per qualche giorno, e che potrei vederlo se solo decidessi di farlo! E' questa la parte difficile, rinunciare. Ma se lo cercassi non sarebbe più l'inevitabile, sarebbe una relazione, sarebbe qualcosa che non voglio. Finisce qui.
Lui se ne andrà lontano, con la sua famigliola felice, io starò con la mia, felice anch'essa!
Del resto non avrei mai accettato di andare così lontano con lui, non avrei mai potuto vivere insieme alla sua mamma, non avrei mai potuto essere il tipo di donna che lui vorrebbe. La donna che vorrebbe è forse quella che ha. Giovane, felicemente mamma e dedita a casa e famiglia, oltre che a presentarsi sempre carina e in ordine!
E poi lui è uno che tradisce sempre, che ascolta i suoi desideri ogni volta che può. Almeno è così che lo ricordo. E anche se ha detto di essere cambiato, non ne sono convinta.
Probabilmente, e mi costa ammetterlo, quel che è successo con me, con la stessa poesia, le stesse emozioni, sarà già accaduto con altre amiche/amanti, magari sta accadendo proprio ora, mentre scrivo e penso a lui.
Non importa. Io non lo incontrerò, gli scriverò più avanti, come se mai fosse successo.
E vivrò come se mai fosse successo.
Marco è la mia vita, lui è l'uomo che ho voluto, è come l'avrei voluto, è come ho sempre sognato che fosse, al netto dei piccoli difetti che comunque ci sono e che non riuscirò mai a fargli correggere, così come lui dovrà tollerare tutti i miei!
Se queste pagine fossero state scritte da un uomo so che suonerebbero più tollerabili per la maggior parte delle persone, ma sono mie. Io sono questa e come me tante e tanti.
Inutile fingere di essere puri, alla fine chi lo è davvero è solo terribilmente noioso...

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