Ritorno al quotidiano

Andare al lavoro, stare davanti al PC per ore e ore, un caffè e due chiacchiere coi colleghi, il solito pranzo fugace (di solito qualcosa di surgelato da fare al microonde!) verso le 15.30 con Marco, poi ben poco respiro prima che lui vada a prendere la bestiolina e la casa si trasformi in un circo!
Mai come in questi giorni avrei bisogno di silenzio e calma per dedicarmi ai miei pensieri, anche se forse non è male neppure essere distratta in continuazione ed avere mille occasioni per ridere o arrabbiarmi o lamentarmi, così da poter scaricare tutta la tensione che ho dentro e che non posso condividere con loro.
Ogni giorno va un po' meglio, il ricordo è già più sfumato, meno vivo sulla pelle. E quando Carlo sarà partito sarà più facile riprendere il ritmo normale e naturale dei miei giorni, magari anche tornare a fare l'amore con Marco...
Ho saputo da amici, che incontreranno Carlo stasera, che il volo di rientro è fissato per domenica.
Due giorni ancora.
Cinzia mi ha chiesto di uscire con loro stasera, per salutarlo, solo io; del resto Marco non è mai stato suo amico, anzi, direi che a Carlo non è mai stato neppure simpatico, per quanto si siano conosciuti solo di sfuggita. Quella gelosia per i miei uomini, per quanto insensata, non l'ha mai superata.
E Marco sa quanto è stato importante per me Carlo. Sa che siamo amici e che lui per me conta ancora tanto. Non credo ne sia geloso, almeno non lo dimostrerebbe mai, non si perde in simili banalità, non è come gli altri. Non so dire se si fida di me ma di certo non ritiene che starmi addosso o controllarmi sia il modo giusto per mantenere in piedi il nostro rapporto.
E comunque io quella fiducia, se c'è, l'ho tradita, ma nella nostra storia questo episodio non avrà alcun peso, non esisterà. Sarà solo un mio ricordo, sarà solo un pezzetto di vita di Laura, solo un frammento di sogno.
Quando mi ha chiesto perché rifiutavo l'invito di Cinzia ho risposto che sapevo già che ci sarebbero state troppe persone per i miei gusti, che Carlo l'avevo sentito per telefono e che già gli avevo detto di non poter partecipare alla serata per via di precedenti impegni con la mia famiglia.
E poi, ho ribadito, quelle riunioni troppo eterogenee non mi piacciono, ci finiscono dentro persone che si autoeleggono "amici" e che non credo lo siano, e finisce che magari sono proprio loro a monopolizzare l'attenzione del "festeggiato".
La spiegazione lo ha soddisfatto, e poi effettivamente stasera dobbiamo andare a cena da una coppia (forse in fase di disfacimento...) di amici, coi quali stiamo davvero bene e ai cui figli è molto legato Luca. Sono un po' più grandi di lui, per questo gli va dietro come un cagnolino e per qualche ora ci lascia davvero respirare, consentendoci persino di bere qualche bicchiere di vino in pace!
Sono contenta di aver preso questo impegno, sono contenta di non dover affrontare un altro addio, soprattutto in pubblico. Forse sono contenta che lui parta, che stia lontano per chissà quanto tempo. Non sono neanche certa che torni più! E forse non lo desidero.
Se penso che solo pochi giorni fa avrei voluto mi chiedesse di fuggire con lui! Magari per dirgli "NO", ma l'ho desiderato!
Ora sono solo felice di quel che ho, felice della mia vita piccola ma piena, felice dei miei amori, già immersa di nuovo in suoni, ritmi, progetti che ci tengono sempre impegnati e proiettati verso un futuro brillante.
Non è che mi sono dimenticata dello stress che mi provocano le urla stridule di mio figlio o il disordine di Marco, non è che non desideri più fuggire lontano per un po', ritrovare la spensieratezza e la tranquillità di qualche anno fa.
La mia insofferenza verso tutto o quasi tutto ciò che costituisce l'essere genitore non è sparita, non è volata via con i sensi di colpa, che tra l'altro non ho, non è cambiato nulla.
Ecco, è proprio questo il bello, forse, non è cambiato nulla!
E forse non scriverò più di lui, forse.

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