Scampato pericolo

Un buon risveglio stamattina, finalmente è tornata la voglia di sorridere, anche se è lunedì!
Mio figlio si è svegliato mentre facevo colazione e suo padre ancora dormiva.
Era allegro e orgoglioso, ha dormito nel suo nuovo letto da "grande", abbandonando per sempre il lettino con le sponde che ha ceduto, con un po' di rammarico, alla cuginetta.
E' stata dura; il primo giorno che abbiamo provato a spostare il lettino dalla sua stanza i suoi occhi sono diventati lucidi, mentre lui si irrigidiva per non piangere e non ammettere che stava soffrendo. E così gli ho chiesto "E' ancora troppo presto per dire addio al lettino?", e lui "Si".
E subito io e Marco abbiamo riposizionato il lettino bianco al suo posto. "Tranquillo amore, potrai dormirci finché vorrai, non c'è fretta". E in un attimo lui si è rasserenato ed è tornato il mio bimbo sorridente.
Sono passati pochi giorni e spontaneamente ci ha annunciato che il lettino non poteva più stare in cameretta, che gli serviva spazio per i suoi nuovi giochi. Così, è andata! Smontaggio e consegna veloci, senza spazi per i ripensamenti.
E stanotte è andato a dormire un po' incerto, e un po' incerta forse lo ero anch'io. Perché voglio che cresca, certo, ma ogni volta vorrei proteggerlo dai cambiamenti, dalle sue paure, sbagliando, finendo per trasmettere di riflesso altre ansie inutili. Ma lui è stato più forte, ha dormito tutta la notte e si è sentito fiero al risveglio, quando l'espressione del suo viso chiedeva conferma della grandezza della sua impresa!
L'abbiamo abbracciato e baciato: il mio cucciolo cresce, 5 anni e gli voglio sempre più bene, ogni giorno di più. Questo gli ho detto e questo gli ha fatto capire Marco, a modo suo, quando si è alzato.
E Luca in noi ha trovato due adulti sereni e sorridenti.
Ieri siamo andati a letto tirando un sospiro di sollievo per il bel risultato elettorale di Macron in Francia, per la sconfitta della Le Pen, per la speranza restituita a un'Europa provata e impaurita. Poteva essere l'inizio della fine, invece c'è ancora speranza per noi tutti.
E ce n'è anche per me e Marco.
Ieri è anche il giorno in cui Carlo è partito, con quell'aereo che l'ha portato lontano, così lontano che posso quasi pensare a lui come a un amore del passato, un ricordo addolcito e prezioso da conservare. Sono stata forte, non l'ho sentito, non l'ho visto, non ho chiesto di lui. Lui naturalmente non mi ha proprio cercato, e non mi aspettavo che lo facesse, ma forse ci speravo, o forse no.
L'aereo è andato.
E già ieri sera avevo voglia di riprendere il mio posto tra le braccia di Marco, accoccolata su di lui, sul nostro divano, a guardare qualche puntata del "Trono di spade" fino ad addormentarci lì, come sempre più spesso capita per l'estrema stanchezza.
E, anche se poi non se ne è fatto nulla, ho desiderato di fare sesso con lui, lo volevo... Ma eravamo a pezzi entrambi, come sempre accade dopo un'intera giornata passata tra giochi, pranzo e cena da preparare, lavatrici, piccole pulizie di sopravvivenza, ancora giochi, ancora mille incombenze che poi servono solo a mantenere tutti e tre puliti, nutriti, pronti ad affrontare una nuova settimana.
Ci sarà tempo, quel che conta è che non c'è cosa che mi faccia sentire più al sicuro e più felice del suo calore mentre mi stringe a sé, che ancora mi perdo nei suoi occhi e ancora sono assolutamente certa che non potrei mai amare nessuno come amo lui.
Lui ignora quel che è successo, credo, anche se ho trovato strano che non mi abbai chiesto come mi sentivo per la partenza di Carlo. Non ha chiesto, non voleva sapere, perché forse sa. Lui è molto più acuto e delicato di me a volte. Lui sa quando tacere, cosa che io non imparerò mai.
Ma questo è un dubbio che non mi toglierò, una questione in cui, sono certa, neanche lui  vuole fare chiarezza. Forse mi ha sentito distante in questi giorni ma mi ha accettato così, ha rispettato il mio bisogno di essere ignorata.
E ieri ha capito che ero tornata. Laura è qui. Laura è sua.
Il nostro piccolo mondo è salvo, e forse, per un po', anche il mondo intorno a noi...

Dammi un pò di tregua...

Non è possibile, con te è sempre la stessa storia! La butti lì come niente fosse, una di quelle tue solite richieste balorde, e poi pretendi...