Amare più persone, amare davvero, si può

L'amore che non finisce, l'amore che cresce, anche a dispetto della realtà che lo circonda, e che finisce per sovrapporsi, inevitabilmente, all'amore che nasce, nuovo, forte, giovane e pieno di aspettative.
L'amore non lo controlli, non gli puoi imporre confini e regole. Lui va per conto suo. Lui esiste e basta. Ogni amore è così, ogni amore è unico e speciale, ogni amore è, mentre lo si vive, per sempre.
C'è quell'amore folle che nasce quando sei solo una ragazzina e ti travolge con la sua forza e il tuo stupore per quelle sensazioni fino ad allora sconosciute o solo sfiorate.
Io ricordo bene che desideravo innamorarmi, provare quello che altre dicevano di provare per i loro ragazzi. E, dopo alcuni fidanzatini da bacetto sulla guancia e letterine, finalmente, spinta dalle compagne di scuola, che avrebbero voluto tanto essere al mio posto, ho accettato di buon grado ma poco convinta le attenzioni del bel tipo, naturalmente asino a scuola, che ripeteva la 3° media forse per la seconda volta!
Lui voleva me, fece in modo di far girare la voce, così che potessi valutare la cosa, e io alla fine feci in modo che sapesse che non ci sarebbero stati ostacoli. Si, perché a quell'età, io ne avevo 13 e lui quasi 16, non si va mica avanti col rischio di affrontare un rifiuto! No, è tutto ben congegnato, si va a colpo sicuro, così quando finalmente ci trovammo vicini e un po' in disparte, mi fece la classica proposta da adolescenti "Vuoi stare con me?", cui fece seguito l'ovvia risposta "Si". Niente fronzoli, nessun romanticismo, solo un punto portato a casa per entrambi. E neanche un bacio, che a quello ci arrivammo solo alla prima uscita da soli, in un vicoletto deserto, appoggiati al classico muro mentre, senza alcun trasporto, ci esercitavamo nell'aggrovigliarsi delle lingue. Beh, era la prima volta solo per me, quindi direi che ero io quella un po' spenta, che faceva i suoi esperimenti imbarazzata e curiosa, già assaporando il momento in cui l'avrei raccontato alle altre.
Non lo amavo allora e non l'ho amato mai.
Non è vero che ci si innamora col tempo, non per me. Ne sono venuta fuori pochi mesi dopo credendo di aver acquisito una certa pratica (povera illusa!) almeno nell'arte del bacio, mentre quel che più mi riusciva era tenere a freno le sue mani, rifiutare le carezze invece che goderne, maturare la paura di non essere capace di lasciarmi andare.
Lui forse si sentì ferito nell'orgoglio quando troncai di netto, e naturalmente per interposta persona, ma sono certa che non ne soffrì, non mi amava, non più di quanto non lo amassi io.
Ed ecco la prima delusione.
Non ero capace d'amare e non provavo nulla, neanche un minimo di attrazione per lui, che pure era carino. Quindi, forse, non avrei amato mai, che allora la vita mi sembrava dovesse risolversi tutta lì.
Neanche un mese dopo incontrai Carlo. Lo conoscevo già in realtà, di vista. Stesso paese, difficile non conoscersi.
Ma quell'estate avevo raggiunto un'età degna delle sue attenzioni, i miei 13 anni bastavano per i suoi 19. E sarà che era davvero bellissimo, sarà che appariva così sicuro di sé, sarà che era più grande e certamente già esperto nelle cose che io solo osavo immaginare, sarà che il suo sorriso tenero e beffardo mi scioglieva dentro, ma me ne innamorai improvvisamente, intensamente, irrimediabilmente. Ero persa. E a quell'età sei perso davvero quando ami così.
Nient'altro aveva importanza per me, la mia vita era solo un continuo, seppur camuffato, tentativo di incontrarlo, di vederlo, di sapere sempre più cose di lui. Non dico che cercassi di attirare la sua attenzione, non ne ero capace, e poi non ne avevo bisogno; per lui ero una delle sue tante sfide, una conquista da aggiungere alla lista, le attenzioni non me le faceva mancare. Certo, non solo a me, ma si sa, la rivalità, la concorrenza, aumentano solo l'interesse per l'oggetto del desiderio.
Lui, il mio primo oggetto del desiderio.
Siamo diventati amici prima di riuscire a concludere qualcosa, tanto ero timida e diffidente, tanto me la tiravo indecentemente solo perché ero terribilmente spaventata da lui. Lo desideravo e lo temevo. Non mi sentivo mai abbastanza adeguata, eppure capivo che anche lui aveva le sue insicurezze, che anche lui avvertiva il colpo quando affondavo forte per ferirlo. Non che volessi fargli del male, è solo che non sapevo in che altro modo agire. La razionalità allora non era la mia guida, non poteva esserlo. Ero solo una piccola, fragile adolescente.
Forse una bambina. E forse lo era anche lui, che il sesso non rende adulto nessuno a quell'età.
Più di un anno perché provassimo ad abbozzare una storia, per arrivare al primo bacio e alle carezze che, ostinatamente, ancora provavo a frenare. Ma stavolta era diverso, quel bacio mi ha aperto una porta sul mondo, su un mondo nuovo, fatto di sensazioni incredibili, quasi intollerabili per quanto erano intense.
Amavo lui, amavo le sue mani, il suo corpo, l'ho amato sempre di più e, con gli anni, l'ho conosciuto sempre di più, l'ho assaporato, vissuto, perso, riconquistato. Mi sono lasciata usare da quel corpo e ho acquisito la certezza assoluta che l'amore è uno, unico, infinito, indistruttibile.
Poi la delusione e il bisogno di avere qualcuno vicino mi hanno portato ad incontrare altre persone, altri ragazzi, sempre nella convinzione che mai mi sarei potuta innamorare di un altro. Che ingenuità!
Non ho l'amore facile io, ma di certo mi sono innamorata in seguito, sempre della persona sbagliata, credendo anche d'aver messo una pietra sopra a quel sentimento precedente. E invece non c'è voluto tanto per scoprire che non ho mai smesso d'amarlo. E ancora distrattamente, casualmente lentamente, mi innamorai di Stefano, 5 anni più grande di me, fidanzato e pure da parecchio ma con una, per me, sconosciuta. Soffrii tanto, mentre ci frequentavamo e ancora dopo che lui ruppe con me, secondo lui per proteggermi... Non era felice neanche lui ma questo, certo, non mi consolava, né appagava un qualche sentimento di rivalsa!  Alla fine mi resi conto  che, anche se in quel periodo soffrivo per Stefano, mentre Carlo si comportava da buon amico un po' geloso, li amavo entrambi e che solo le circostanze dettavano le mie priorità.
Secondo amore e secondo, infinito, dolore. Forse un po' me lo porto ancora dentro quel sapore amaro, anche se ho avuto la mia rivincita, anche se poi sono stata io a rinunciare a lui, ancora mi fa male se penso a quanto l'ho desiderato straziandomi l'anima mentre stava con un'altra!
Superato anche questo, resta l'amore. Non era pari al primo o almeno non lo è più. Ma in qualche modo resiste una traccia di lui, un po' coperta e protetta dalla nostra amicizia.
E poi tanti anni e non tante storie ma poco pochissimo amore...fino a quando ho conosciuto Marco. Lui che è il mio grandissimo amore, il mio amore bellissimo, il mio uomo. Lui è il primo uomo che mi sento di definire così: il mio uomo. L'uomo della mia vita. Lui è tutto per me.
Con lui è stato un crescendo di emozioni, non un colpo di fulmine, che forse non ci credo ai colpi di fulmine. Lui è stato scelto da me, con tanta prudenza l'ho osservato e desiderato da lontano, terrorizzata dalla possibilità di lasciarmi coinvolgere in un'altra storia vuota o sbagliata, terrorizzata dal dover ancora una volta dire basta e guardare la delusione e la rabbia negli occhi dell'altro.
Io preferisco essere lasciata che sentirmi causa di dolore. Io non voglio più far soffrire nessuno!
E naturalmente anche quella volta fui invece io a soffrire. Me ne innamorai perdutamente, sottovalutando la difficoltà del compito, della conquista.
Stupida ragazza, ormai non più fragile ragazzina pensavo di poter conquistare tutto e tutti! Bastava volerlo intensamente e impegnarsi per questo.
E invece no, non è così. Lui scelse un'altra, la amò invece di amare me.
Ma sono ostinata e comunque è proprio inutile combattere contro i miei sentimenti, sono rocce! E così, negli anni, tutta la sofferenza è stata ripagata, la nostra storia si è evoluta e il nostro amore è cresciuto, dirompente! Il primo amore condiviso della mia vita!
Questo è il mio amore, questa è la mia vita.
E il mio primo amore? E' ancora lì, mi tiene compagnia, riscalda i miei sogni e qualche rara volta i miei giorni, giusto o sbagliato che sia. Ci sono amori da vivere e amori per momenti rubati.
Tutto l'amore è degno d'essere vissuto.
E' questo che voglio, viverlo tutto, viverli tutti. E così li amo entrambi, ma con uno ci vivo...e fa la differenza!


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