Scelte di vita

Avere un'amica come Cinzia, per una come me, è davvero un toccasana. A volte mi chiedo come faccia a sopportarmi e anche come possa rinunciare al suo tempo prezioso e pieno di cose e persone per dedicarne una fetta a me, ormai ordinaria mamma stressata, lavoratrice stanca del lavoro, moglie incoerente e amica scostante.
Lei non potrebbe essere più diversa!
Lei fa il suo lavoro cercando di trarne il massimo vantaggio, che se coordinare alcuni market (una piccola catena locale) sembra un'occupazione alquanto noiosa, che oltretutto spesso si riduce al coordinamento dei turni di lavoro, al controllo del personale ma anche alla copertura di turni in cassa o in magazzino, comunque quel lavoro le dà l'opportunità, che lei è bravissima a cogliere, di conoscere tante persone che gravitano intorno all'attività, compresi alcuni clienti che alla fine sono diventati, se non amici, almeno frequentazioni stabili.
Lei è così solare, anche se il suo trucco e la mise un po' dark potrebbero trarre in inganno, è così curiosa, comunicativa, aperta e senza filtri, che tutti si sentono attratti da quella positività, da quel sorriso che presto si trasforma in risata fragorosa, da quella sua sicurezza che è immediatamente percepibile ma che non degenera mai in arroganza.
Lei è anche molto bella, e se quando uscivamo insieme da ragazzine io non mi sentivo da meno e non entravamo mai in competizione, suscitando entrambe sufficiente interesse nell'altro sesso e, di solito, su un target diverso, ora la trovo davvero bellissima, molto più bella di me, perché la sua bellezza è pura, libera, priva di stanchezza.
In lei non c'è traccia della frustrazione che accompagna l'essere madre, il non avere più una vita propria, la consapevolezza che la fase più intensa della propria esistenza forse è già alle spalle.
Lei vive con intensità, lei è giovane, pur avendo i miei stessi 44 anni! Non che io mi consideri vecchia, ma mi rendo conto che per il resto del mondo comincio ad esserlo, mentre lei no!
Già ai tempi della scuola sapevamo che le nostre vite avrebbero preso strade diverse. Il suo approccio alla vita era un po' più elastico, non si faceva grandi domande sul futuro, sapeva che qualcosa avrebbe fatto, senza grandi ambizioni, e intanto si godeva il benessere economico (e anche sociale) che le regalavano i suoi genitori. Entrambi lavoratori, non ricchi ma, certo, benestanti se paragonati alla mia famiglia, le hanno sempre concesso massima libertà d'azione e non hanno battuto ciglio quando, dopo un diploma di ragioniere preso col minimo sforzo necessario (come me del resto), ha deciso di non proseguire negli studi e di andare a fare la commessa in un negozio di abbigliamento.
18 anni e già era autonoma economicamente, libera, pronta a mangiarsi il mondo. Un mondo fatto di lavoro faticoso, certo, ma anche di vacanze improvvisate, viaggi disorganizzati e all'avventura, conoscenze e amicizie negli ambienti e nelle situazioni più disparati. Tutte esperienze nelle quali solo a tratti io ero protagonista, causa scarsità di risorse e divieti continui da parte dei miei che, se aggirabili per un'uscita in centro, non lo erano altrettanto per un viaggio all'estero con compagnie non certificate!
Io venivo fuori da un'adolescenza critica e conflittuale, lei non so se ne ha mai avuta una! Forse la sta vivendo ancora oggi, chissà!
La ricordo sempre positiva, sempre a progettare e organizzare qualche avventura e molte volte insieme a me. Io mi godevo lei e la nostra giovinezza, io, timida ma desiderosa di vivere pienamente amicizie e piccole follie, la usavo spesso come lasciapassare, come cavallo di troia. Lei poteva aiutarmi ad arrivare a chiunque e lo sapeva fare davvero bene!
Io scrivevo poesie malinconiche e cantavo a squarciagola canzoni rock incazzate e disperate mentre lei scarabocchiava baci e aforismi sui diari di tutti e imparava a ballare sull'onda delle hit del momento e a cantare prevalentemente canzoni pop e sempre ultra famose!
Io sognavo di poter dare il mio contributo per cambiare il mondo (si, proprio il mondo, mica solo il nostro paese!), per abbattere pregiudizi e ingiustizie, lei semplicemente viveva fregandosene dei pregiudizi e dando un calcio alle ingiustizie che incontrava per strada.
Per lei la politica non esisteva, per me era un interesse forte e lo strumento che avrebbe potuto portare i cambiamenti sperati. Non ho mai fatto politica attiva ma, certo, ero brava a portare avanti campagne e cercare di tirare acqua al mulino che ritenevo più degno. Bè, il mulino è un po' cambiato nel tempo, ma si può dire che anche in quello io sono rimasta abbastanza coerente con me stessa.
Lei veniva a votare solo perché ce la portavo quasi con la forza! Ma non era e non è una persona disimpegnata, lei agisce, lei partecipa alle azioni che ritiene importanti, lei è una persona corretta e "giusta". Questa parola un po' fuori moda la descrive davvero bene, perché è questa la sua qualità più grande. Lei non ha pregiudizi, mai.
Già allora facevamo sogni diversi. Io ho continuato a studiare, anche su pressione dei miei genitori (entrambi neanche diplomati e desiderosi di riscatto attraverso i figli!), ma senza grande interesse, senza essere mai attratta dai lavori senza prospettiva come il suo.
A me era stato inculcato l'obiettivo e il sogno del posto fisso, non mi schiodavo da quello, per me era l'unica possibilità di autonomia e sicurezza. Nel sogno, anche se molto in là nel tempo, mi vedevo anche felicemente sposata e, magari, con un figlio o due, giusto perché una famiglia che finisce non la concepivo proprio.
Lei no, lei sapeva già che non si sarebbe legata a qualcuno con un contratto scritto e magari neanche con uno verbale. Tantomeno vedeva se stessa come possibile madre! Lei credeva nell'amore ma, saggiamente, si diceva certa che non potesse durare per sempre. E le sue relazioni, anche quando intense, sono state sempre accompagnate da quella certezza: prima o poi finisce, magari diventa amicizia, magari no, ma finisce!
Oggi non mi risulta che abbia una relazione stabile con qualcuno e la cosa non la spaventa neanche un po', mentre io tremo all'idea di poter perdere Marco, non solo perché lo amo ma anche perché per me ricominciare tutto da capo sarebbe un incubo e non un motivo di entusiasmo.
Lei ogni volta si carica di nuove energie e ricomincia, sempre convinta che la sua vita le riserverà tante cose incredibili e non programmabili.
Io programmo tutto, fino ad apparire quasi ossessiva.
Per questo lei ride di me, incuriosita dall'incoerenza tra quel mio bisogno di sicurezza e stabilità familiare e lavorativa e l'irresistibile tendenza a finire tra le braccia del mio primo amore senza nemmeno farmi venire i sensi di colpa dopo.
Lei non mi giudica, non mi condanna. Lei mi sostiene, mi crede, mi ricorda che la mia vita non sarà infinita e che la devo vivere fino in fondo. Mi ricorda, cosa che del resto non dimentico neanch'io, che Marco è una persona come me, innamorata, solida, affidabile, ma che, sempre come me, potrebbe avere angoli nascosti nel suo cuore e, forse, anche nelle sue giornate. Io lo so che se ho tradito io, certamente potrà farlo (magari l'ha già fatto) lui, ma non lo voglio sapere. Sono sempre stata dell'idea che i tradimenti non vadano confessati, non è utile a nessuno, se non come mezzo estremo per lasciare o farsi dimenticare da qualcuno.
Io amo mio marito, starò con lui per sempre, lo so. Io non potrò essergli fedele per sempre, questo no, ma non fare domande è una capacità che abbiamo acquisito entrambi. Non chiedere ciò che non vuoi sapere e che non potresti comunque evitare. Noi vogliamo stare insieme, stiamo bene insieme, il resto sono assaggi di altre vite che non abbiamo scelto.
E intanto Cinzia continua a mordere voracemente la sua vita, quella che ha scelto e che mai rinnegherà, credo.
Tanto sa che la mia famiglia è anche la sua, che nel tempo sarò sempre accanto a lei, per quanto distratta, che spero ancora di sedermi con lei al tavolo in cortile, da vecchie, a fumare e bere un bicchiere di buon vino mentre ci raccontiamo le nostre cose.
Anche noi due ci tradiremo (e ci siamo tradite) ogni tanto, ma poi ci ritroviamo sempre a ridere e a piangere insieme, amiche, sempre. Anche questa una scelta di vita.

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