Madre o donna? Si tratta sempre di scelte

Sto impazzendo, sto per scoppiare, come tante prima e come nessuna che sia mai stata perdonata e compresa...
Un bambino di 5 anni che continua a parlare, a chiamarmi anche quando sono a 20 cm da lui, che dice "mamma" come respirasse, come fosse impossibile evitarlo almeno qualche volta per lasciar riposare le mie orecchie esauste e irritate.
Un bambino che si annoia, e vorrei vedere, se alle 4 del pomeriggio tuo padre si butta nel divano a riposare (e intanto russa senza preoccuparsi di quanto questo possa essere fastidioso) e tua madre, che naturalmente non ha nessuna voglia di giocare con te, cazzeggia con un tablet mentre pensa che vorrebbe essere da un'altra parte, anche solo in giro con marito e figlio pur di non far dormire il primo e pur di distrarre e stancare il secondo!
Un bambino sta sveglio nel pomeriggio, è quella l'ora in cui dovrebbe uscire, giocare, vivere, non la notte, al buio, quando gli adulti vorrebbero sentirsi adulti, invece di stare ancora a combattere con cartoni alla TV e domande e tentativi maldestri d'intrattenimento da bambini.
Non so alla fine se sono io quella che non vuole accettare il fatto che essere genitore comporta cambiamenti, oppure lui, che insiste a comportarsi come se il riposo pomeridiano gli fosse dovuto e potesse essere utile a dargli la carica per affrontare la nottata! Noi non avremo una nottata, noi avremo solo lunghe ore da passare con un bambino annoiato e nervoso, che non vorrà uscire di casa dopo l'imbrunire, soprattutto sapendo che tutti i suoi cuginetti sono malati e gli amichetti impegnati. E quindi resteremo a casa e io, oltre ad innervosirmi ingiustamente con mio figlio, avrò il muso anche con Marco, perché sa bene che avrei preferito uscire, che avrei preferito riempire queste ore inutili, che alla fine mi sento pure in colpa con Luca, perché è solo un bambino e avrebbe tutto il diritto di giocare e ridere con altri bambini. E dovrebbe farlo nelle ore diurne, mica la notte mentre noi cerchiamo di allontanarlo dal tavolo in cui cerchiamo di bere in pace un bicchiere di vino!

Ma lui è figlio unico e, se da un lato sono stramaledettamente certa di non volere altri figli, dall'altro mi dispiace davvero per lui, per la sua solitudine, per il fatto che dovrà affrontare noia, lotte, gioie e problemi tutto da solo.
Due non potrei sopportarli, e non saprei neanche logisticamente dove piazzarli, ma uno è davvero triste da sopportare.
L'amore non basta per rendere tutto questo più vivibile, non basta neanche la consapevolezza della fortuna immensa che abbiamo per questa piccola famigliola che ci siamo conquistati, per il posto bellissimo in cui siamo nati, per la fame e le guerre che non conosciamo, per tutti i sacrifici che non dobbiamo affrontare.
Non basta la lucidità mentale per essere felici e, comunque, sta cominciando a vacillare anche quella!
Voglio scappare, allontanarmi, vivere con la mente libera, oppure solo fare un giro di shopping per spegnere il cervello!
Voglio rinfacciare a Marco che doveva garantirmi di essere meno assillata di così, doveva occuparsi lui dell'intrattenimento del piccolo mentre io li avrei amati e coccolati entrambi. Invece mi ritrovo a coccolare solo il mio bambino mentre spero che mi lasci un po' in pace, e a ignorare il mio uomo senza ricordare dove sia finito il desiderio che provavo per lui.
Che tristezza...



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