Dammi un pò di tregua...

Non è possibile, con te è sempre la stessa storia! La butti lì come niente fosse, una di quelle tue solite richieste balorde, e poi pretendi una risposta nel giro del poco tempo che ti separa dalla noia e, cosa che temo ancora, come sempre, dal cambiare idea...
"Torno o no?", questo, in breve il messaggio che hai ribadito scrivendolo e ripetendomelo in una delle tue rare telefonate. Tu fai pressioni indecenti, non hai il diritto di trattarmi in questo modo, di aspettarti il massimo dell'entusiasmo, senza se e senza ma, senza che se ne possa discutere. Per te è tutto o niente, bianco o nero. E poi, in realtà, con te è sempre tutto un turbinare di colori a tinte forti che sbiadiscono sempre fino al grigio tenue. Perchè anche quando sembri deciso, felice, sicuro di ciò che vuoi, ecco che la stanchezza ti assale e ti fa fare marcia indietro, fino quasi a farti scordare d'avere mai pronunciato parole pesanti e richieste pesanti. E non importa se sai che ti amo da morire, che per te ho rischiato e rischio sempre tutto o quasi. Non importa, perchè quando Carlo vuole qualcosa deve essere subito e senza che si dettino condizioni!
non mi hai dato neanche un giorno per rifletterci su, e si che ti avevo chiesto del tempo, spiegandoti quanto fossi sconvolta da quella ipotesi buttata giù così, come fosse niente. Tu vuoi tornare, questo l'ho capito, e vuoi che sia io a dirti di farlo, perchè questo sarà il tuo alibi se mai le cose dovessero andare male, un alibi con te stesso e la tua coscienza, un alibi per non ammettere che ti manca la tua vecchia vita e che, per quanto lei e quel paese ti stiano dando tanto, non sarà mai abbastanza per te, niente lo è mai!
Eppure sembri una persona così semplice e così poco esigente! Che fregatura sei!
Ho avvertito quel senso di fastidio e scocciatura nel tuo tono di voce, quella delusione che già si orientava al dispetto, al capriccio. E se ancora non hai detto che te ne resti dove sei è solo perchè sei tu a voler tornare, non per me ma per mille altri comprensibilissimi motivi. Ti ho solo chiesto di non mettermi fretta, ma questo concetto è inaccettabile per te! Neanche mi avessi proposto finalmente di stare insieme, fuggire via, magari sposarci e farci una famiglia nostra! Non che a questo punto io lo desideri, ma, cazzo, mi hai solo proposto di tornare ad essere la tua via di fuga, un nascondiglio segreto ogni volta che ti andrà e solo quando ti andrà, mi stai chiedendo se voglio fare la parte dell'amante fissa, di quella che fa sempre una brutta fine nei film, che impazzisce o uccide qualcuno! Mi stai chiedendo di darti certezze su qualcosa che mi dannerà la vita, che mi costringerà a mentire e sfuggire agli sguardi attenti delle altre persone che amo e che mi amano. Mi stai chiedendo di essere io a consigliarti di attraversare l'oceano, buttare tutto all'aria una volta per tutte, per cambiare paese, vita, abitudini, fingendo di credere che lo farai per me. E mi stai chiedendo di farlo senza neanche pensarci su, senza neanche fingere di pensarci su. Perchè tu lo sai, sai di aver già vinto, sai che puoi tutto, che se non sarà oggi sarà la settimana prossima ma avrai il tuo SI, e anch'io so che lo avrai anche se in questo preciso momento sto dicendo a me stessa che ci devo riflettere su! Mi prendo in giro, e forse hai ragione tu, che farei meglio a chiacchierare meno e ad ammettere che non rinuncerò mai alla possibilità di averti vicino, anche solo come compagno "residuale". Io lo so, tu lo sai, sono un'idiota. E per questo ci piango su, mentre mi rendo conto di non aver alcun controllo su questa parte della mia vita. Odio non avere il controllo. Odio quello che mi fai.
Ma so già che ti dirò di tornare, non te lo chiederò, ma ti dirò che puoi tornare nella certezza che sarò con te.Devo solo resistere ancora un pò, non posso scriverti o parlarti ora, sono fuori di me e provo pena per questa donna debole che pensa ancora di essere forte...
L'hai detto altre volte, "Sono così e lo sai che non cambierò, non ti correrò dietro, non ti pregherò...", l'hai detto ed è sempre stato vero, persino quando hai pregato invece! Non so neanche spiegare come sei, perchè forse le tue contraddizioni sono le mie, e il mio amore sopravvive solo grazie a quelle stesse contraddizioni che mi hanno consentito di salvarmi da te, dall'uomo così diverso da quello che consiglierei a qualunque donna e a me stessa.
Adesso bevo un bicchiere prima che mio figlio torni a casa ad assorbire come una spugna il mio tempo e le mie attenzioni. Lo bevo per te! Fottiti per stasera!

pericolo in vista...

Sono ancora agitata e forse un po' spaventata. Il mio asettico messaggino di auguri ha sortito effetti inaspettati. Mi aspettavo un "grazie", questo si, ma non un messaggio lungo e pieno come quello che invece è arrivato, il giorno seguente, quindi neanche scritto di getto subito dopo la ricezione del mio.
I miei erano gli auguri di compleanno più anonimi del mondo, visto che ho sempre paura che sia lei ad afferrare il telefono prima di te, anche se forse non lo fa e, in effetti, non l'ha mai fatto. Magari non sospetta niente, anche se, ammettendo che ti conosca almeno un po', che abbia compreso di te una piccola parte di quel che io conosco e capisco, dovrebbe insospettirsi eccome, non avrebbe motivo di accordarti alcuna fiducia!
Magari quel messaggio l'hai cancellato subito dopo, lo spero, perché è quello che ho fatto io dopo averlo letto e aver sentito il battito del mio cuore accelerare pericolosamente fino a farmi tremare le mani. Ero al lavoro quando ho sentito il bip della notifica, per fortuna sola, così non ho dovuto attendere per chiudere la porta e iniziare a leggere in preda al panico...perché la lunghezza del testo faceva presagire qualcosa di diverso dal solito, nel bene o nel male...
"Ciao Danielì, stavo aspettando che mi chiamassi, ma anche un messaggio va bene, se posso pensare che non mi hai scritto tutto quello che avresti voluto..." Questo era più o meno il tuo inizio (scusa se ho un po' rivisto la forma ma sai che è più forte di me...), neutro ma già foriero di emozioni più forti, lo sentivo che c'era di più, che la tua delusione preannunciava nuova soddisfazione per me, preannunciava il tipo di sorprese che adoro.
Ho preso una bella boccata d'aria, mi sono detta che dovevo star calma e lucida, poi ho ripreso a leggere, lentamente, per gustare ogni parola, ogni virgola (anche se ne usi davvero poche...), ogni possibile allusione nascosta tra quelle parole. Ma non c'era bisogno di allusioni, diretto come sei sempre, hai scritto che ti manco, che mi pensi sempre più spesso, che hai voglia di stringermi e toccarmi, che non puoi vivere così lontano (e qui non hai specificato bene se da me o dal tuo paese...) e che, anche se stai bene e il lavoro va bene, stai pensando di tornare, se avrai un motivo per farlo.
Quale motivo per farlo? Da quel punto in poi è diventato tutto sfuocato, i miei occhi erano già velati e il mio cervello cercava di trovare connessioni e logica in quel discorso, ma inutilmente, vedeva solo caos e follia! Una triste follia che, però, devo ammetterlo, mi rendeva felice! Dicono che abuso della parola felicità e dei suoi derivati ma non sono d'accordo, io sono spesso felice, io provo spesso quella sensazione intensa e mostruosamente terrificante che è la felicità o l'approssimarsi ad essa. Io ero felice, anche se ancora non capivo bene perché.
Tua mamma non si trova bene laggiù, non ha imparato neppure la lingua e, com'era prevedibile, le manca la sua casa, quella in cui voi figli siete nati e in cui ha condiviso anni felici col suo amato marito. E anche il corpo di quell'uomo tanto amato si trova in paese, nel nostro cimitero triste, che però le manca anch'esso!
Ecco, questo sembra già un valido motivo per il tuo desiderio di fare ritorno, non so se sperare che sia abbastanza o incazzarmi perché non sono io l'unica e la sola ragione del tuo passo indietro, sempre che tu lo faccia.
Per un attimo ho sperato che stessi decidendo di mollare tutto e tornare qui con tua mamma, lasciandoti tutto e tutti alle spalle. Ma non era così. Ne hai già parlato con Ana, ne avete discusso e, a quanto pare, l'hai quasi convinta che vivere in Italia sia la cosa migliore per lei e per vostro figlio. L'anno prossimo, come il mio, inizierà la scuola elementare o primaria o come cavolo la chiameranno lì dove sei tu. Meglio tornare ora e lasciare che si ambienti qui fin dal primo anno.
Che cavolo, ma quindi tra te e lei va tutto bene?! Non fai cenno a niente che lasci presumere una crisi imminente, non sminuisci il vostro legame, ometti soltanto informazioni in merito. E la mia gelosia galoppante mi brucia dentro, mentre la rabbia sale.
Ma come mi permetto!? Come posso fartene una colpa mentre io stessa non ho pensato per un solo attimo, se non nelle fantasie più spinte e consapevolmente irrealizzabili, di poter mai lasciare Marco e il mio cucciolo per scappare con te? Non che tu me l'abbia mai chiesto...
Sono una stronza, capisco, concepisco e alimento il mio doppio amore per voi due, li vivo come entità separate e, per ora, mai sovrapposte o in competizione, e poi mi incazzo se tu, senza mai dirlo chiaramente, lasci intendere che lei sia importante per te!
Ci devo lavorare sopra, anche se dubito di poter superare la voglia di mettermi in competizione con lei. Qualcuno direbbe che si tratta di istinto femminile ma non sono per niente d'accordo! Tra noi sei sempre tu quello che cerca di entrare in competizione con mio marito, anzi, l'hai sempre fatto con tutti quelli che, anche occasionalmente, mi sono stati accanto!
Non ho mai capito come funzionasse ma, per quanto non abbia mai voluto e scelto di stare con me, sembravi desiderare che nessun altro lo facesse al posto tuo! E io, come una stupida, ho sempre provato un'ingenua soddisfazione da questo tuo atteggiamento insensato!
In ogni caso la mia rabbia si è un po' congelata quando ho letto che, alla fine, la decisione di fare ritorno era comunque condizionata dal significato che le avrei attribuito io. In realtà, per essere chiari e dirla a modo tuo, il ritorno potrebbe essere più veloce e immediato se io dovessi garantirti la mia disponibilità ad essere ancora tua, ad esserci per te. E la cosa più stramba è che questo, invece di farmi inorridire, mi ha reso felice.
Non ho avuto neanche il tempo di ragionarci sopra, devo fermarmi e valutare con calma ogni opzione e ogni possibile conseguenza e pericolo derivante da qualunque risposta io decida di darti.
Il punto è che, l'ho capito, presto o tardi tornerai, si tratta solo di capire se voglio avere un peso e un ruolo in questo tuo progetto e nei suoi tempi di realizzazione. Voglio questa responsabilità? Posso assumerla anche nei confronti della mia famiglia e di me stessa?
Hai scritto che pensi di amarmi come non hai mai amato nessuna e questo adesso mi basta.
Aspetti una risposta e so che dovrà essere chiara e semplice, per quanto la situazione non lo sia.
Adesso ci rifletto, amore mio, adesso cercherò di razionalizzare ciò che razionale non sarà mai, anche se ho già sentore di dove andremo a finire, perché io non so dirti no, non ho mai voluto e quando l'ho fatto è stato per sbaglio, perché né io, né tu siamo mai stati abbastanza corretti di rinunciare per motivi etici a ciò che la vita ci offriva, da lasciarci sopraffare dai sensi di colpa, come fossimo profondamente convinti entrambi che non abbiamo il diritto di sciupare le cose belle che possiamo vivere.
Ma aspetta ancora un po', che adesso ho da lavorare, e poi ci penserò su e sognerò e fantasticherò per rendere questo amore più grande e reale e giusto di quanto non sia...

Tanti auguri mio lontanissimo amore

appena sveglia...

Mi sono svegliata prima che la sveglia del telefono cominciasse a trillare con la sua odiosa nenia...mi sono svegliata che già pensavo a te, perché probabilmente ti sognavo. Non sono certa, non lo ricordo, ma ricordo una strana sensazione sulle labbra e sulle dita, quella che mi resta sempre dopo averti incontrato in qualche strampalato sogno, quella che mi resta dopo un tenero e disperato abbraccio, dopo un bacio delicato, per quanto immaginari.
Eri già con me alle 5.40 del mattino, mentre allungavo la mano per prendere il mio telefono e correre in bagno e poi in cucina, a pensarti ancora un po' e poi a scriverti...
Sono i tuoi 51 anni amore mio, sono la prova che anche tu invecchi, come me, come tutti, la prova che la vita va avanti e che noi due non siamo vicini, non siamo destinati ad esserlo!
Le cose procedono tutto sommato serenamente da queste parti. Mio figlio cresce, ci fa impazzire come fosse un adolescente e ha solo 6 anni, ma cresce sano e pieno di energia e di sorrisi e noi siamo orgogliosi di lui.
Marco è sempre il papà più affettuoso del mondo e il mio porto sicuro, mi fa sentire amata e desiderata, mi fa anche arrabbiare con quel suo modo sottile di ignorarmi quando divento esigente e puntigliosa, quando mi aspetto di essere presa sul serio e lui non ne ha voglia...ma il mio amore per lui resiste anche alla noia del matrimonio e dell'essere genitori, resiste alla stanchezza e alle discussioni svogliate, resiste al tempo che passa sui nostri capelli bianchi e sui nostri chili di troppo. Resiste, esiste, sempre.
Lui è qui per me, è con me, ama me. Almeno è quello che ancora mi ripete. Mi dice che sono bellissima e che mi desidera, ma non avrebbe bisogno di dirlo, sa dimostrarlo, lo rende evidente quando non siamo in contrasto per qualche stupida questione familiare. Ci amiamo.
Ma il sesso non è quello che fanno due persone travolte dalla passione, non è quello che ti toglie il respiro per quanto è intenso il desiderio e il bisogno, non lo è più. Lo è stato, lo è stato per tanto tempo, è stato magico e intenso, crudo e smodato e sporco e sudato...quel sesso che ora esiste solo con te.
O forse dovrei dire che esiste nelle mie fantasie solitarie, visto che son passati mesi dall'ultima volta, lunghi insensati mesi senza di te, senza un contatto vero.
Parlare con te mentre siamo lontani non ha senso, l'ultima volta mi chiedevo a che servisse, se nemmeno riuscivo ad esprimere a parole un solo briciolo di quel che provavo e di quanto ti desideravo.
Tu sei mio amico, lo so, ma finché proverò per te questa attrazione incontrollabile, bruciante, malata, non potrò mai godere davvero del fare due chiacchiere sulle nostre vite e sui fatti, per quanto davvero preoccupanti, che ci accadono intorno. Ti amo e amo troppo la tua pelle, il tuo odore, il tuo sapore, e mi dispiace perché questo mi porta a non esserti vicina come a volte credo vorresti.
Mi parlavi di tuo figlio, teneramente, mi parlavi del tuo lavoro, ancora con entusiasmo, e io invece non ascoltavo davvero, bruciavo dalla voglia di dirti che non me ne sbatte niente di tutto quel raccontare, che non mi piace ascoltarti mentre fai i salti mortali per non cadere su un discorso che tiri in ballo anche lei, che odio sentire lo stomaco che mi si stringe mentre la gelosia mi attanaglia!
Lei è lì con te, io invece così lontana che anche solo sperare di accendere in te una qualche fiammella di desiderio è impensabile e avvilente.  E io non ho bisogno dei tuoi consigli e delle tue perle di saggezza per vivere. Io ho bisogno di toccarti, di stringerti, di scoparti.
Mi faccio schifo stamattina, mentre sto qui a incazzarmi invece di mandarti un affettuoso messaggio di auguri per il tuo compleanno.  Ma io odio questo cinquantunesimo compleanno senza di te, odio non poterti guardare negli occhi, non poterti accarezzare.
Ho solo voglia di piangere, anche se non sono capace neanche di far questo. Sola, in cucina, mentre sorseggio un latte caldo e non ho voglia di assaggiare neanche un biscotto. Sola, nel silenzio, mentre i miei uomini dormono, forse sognano, e neppure sospettano che un'infelicità amara e pungente mi si sta infiltrando nelle ossa...
Non sono sempre infelice,  non pensare che la tua assenza mi impedisca di vivere la mia vita, quella che ho scelto e che sceglierei ancora, non pensare di essere tutto per me, non è così.
Solo che oggi mi gira storta, sto male, sento un dolore sordo dentro al cuore e un disordine infinito nel cervello. Oggi ti amo e ti odio.
Eccole, le lacrime, poche per la verità, neanche la pena che tu le veda...e di sicuro non sarò io a raccontartele.
Ma la devo smettere, potrebbero svegliarsi, piombare all'improvviso in questo momento tra noi due che tu neppure sai che esiste.
Scusa per i brutti pensieri, scusa per le brutte parole, scusa se ancora non so evitare di desiderare più di quello che sai e vuoi darmi.
Scusa se ti amo in questo modo così diverso dal tuo... (e apprezza il fatto che sto almeno ammettendo che un po' mi ami anche tu...).
Scusami e basta, e ora faccio la brava e ti invio il tuo messaggino d'auguri affettuoso e cordiale, senza amore e senza passione. Che pacco!

Dammi un pò di tregua...

Non è possibile, con te è sempre la stessa storia! La butti lì come niente fosse, una di quelle tue solite richieste balorde, e poi pretendi...