pericolo in vista...

Sono ancora agitata e forse un po' spaventata. Il mio asettico messaggino di auguri ha sortito effetti inaspettati. Mi aspettavo un "grazie", questo si, ma non un messaggio lungo e pieno come quello che invece è arrivato, il giorno seguente, quindi neanche scritto di getto subito dopo la ricezione del mio.
I miei erano gli auguri di compleanno più anonimi del mondo, visto che ho sempre paura che sia lei ad afferrare il telefono prima di te, anche se forse non lo fa e, in effetti, non l'ha mai fatto. Magari non sospetta niente, anche se, ammettendo che ti conosca almeno un po', che abbia compreso di te una piccola parte di quel che io conosco e capisco, dovrebbe insospettirsi eccome, non avrebbe motivo di accordarti alcuna fiducia!
Magari quel messaggio l'hai cancellato subito dopo, lo spero, perché è quello che ho fatto io dopo averlo letto e aver sentito il battito del mio cuore accelerare pericolosamente fino a farmi tremare le mani. Ero al lavoro quando ho sentito il bip della notifica, per fortuna sola, così non ho dovuto attendere per chiudere la porta e iniziare a leggere in preda al panico...perché la lunghezza del testo faceva presagire qualcosa di diverso dal solito, nel bene o nel male...
"Ciao Danielì, stavo aspettando che mi chiamassi, ma anche un messaggio va bene, se posso pensare che non mi hai scritto tutto quello che avresti voluto..." Questo era più o meno il tuo inizio (scusa se ho un po' rivisto la forma ma sai che è più forte di me...), neutro ma già foriero di emozioni più forti, lo sentivo che c'era di più, che la tua delusione preannunciava nuova soddisfazione per me, preannunciava il tipo di sorprese che adoro.
Ho preso una bella boccata d'aria, mi sono detta che dovevo star calma e lucida, poi ho ripreso a leggere, lentamente, per gustare ogni parola, ogni virgola (anche se ne usi davvero poche...), ogni possibile allusione nascosta tra quelle parole. Ma non c'era bisogno di allusioni, diretto come sei sempre, hai scritto che ti manco, che mi pensi sempre più spesso, che hai voglia di stringermi e toccarmi, che non puoi vivere così lontano (e qui non hai specificato bene se da me o dal tuo paese...) e che, anche se stai bene e il lavoro va bene, stai pensando di tornare, se avrai un motivo per farlo.
Quale motivo per farlo? Da quel punto in poi è diventato tutto sfuocato, i miei occhi erano già velati e il mio cervello cercava di trovare connessioni e logica in quel discorso, ma inutilmente, vedeva solo caos e follia! Una triste follia che, però, devo ammetterlo, mi rendeva felice! Dicono che abuso della parola felicità e dei suoi derivati ma non sono d'accordo, io sono spesso felice, io provo spesso quella sensazione intensa e mostruosamente terrificante che è la felicità o l'approssimarsi ad essa. Io ero felice, anche se ancora non capivo bene perché.
Tua mamma non si trova bene laggiù, non ha imparato neppure la lingua e, com'era prevedibile, le manca la sua casa, quella in cui voi figli siete nati e in cui ha condiviso anni felici col suo amato marito. E anche il corpo di quell'uomo tanto amato si trova in paese, nel nostro cimitero triste, che però le manca anch'esso!
Ecco, questo sembra già un valido motivo per il tuo desiderio di fare ritorno, non so se sperare che sia abbastanza o incazzarmi perché non sono io l'unica e la sola ragione del tuo passo indietro, sempre che tu lo faccia.
Per un attimo ho sperato che stessi decidendo di mollare tutto e tornare qui con tua mamma, lasciandoti tutto e tutti alle spalle. Ma non era così. Ne hai già parlato con Ana, ne avete discusso e, a quanto pare, l'hai quasi convinta che vivere in Italia sia la cosa migliore per lei e per vostro figlio. L'anno prossimo, come il mio, inizierà la scuola elementare o primaria o come cavolo la chiameranno lì dove sei tu. Meglio tornare ora e lasciare che si ambienti qui fin dal primo anno.
Che cavolo, ma quindi tra te e lei va tutto bene?! Non fai cenno a niente che lasci presumere una crisi imminente, non sminuisci il vostro legame, ometti soltanto informazioni in merito. E la mia gelosia galoppante mi brucia dentro, mentre la rabbia sale.
Ma come mi permetto!? Come posso fartene una colpa mentre io stessa non ho pensato per un solo attimo, se non nelle fantasie più spinte e consapevolmente irrealizzabili, di poter mai lasciare Marco e il mio cucciolo per scappare con te? Non che tu me l'abbia mai chiesto...
Sono una stronza, capisco, concepisco e alimento il mio doppio amore per voi due, li vivo come entità separate e, per ora, mai sovrapposte o in competizione, e poi mi incazzo se tu, senza mai dirlo chiaramente, lasci intendere che lei sia importante per te!
Ci devo lavorare sopra, anche se dubito di poter superare la voglia di mettermi in competizione con lei. Qualcuno direbbe che si tratta di istinto femminile ma non sono per niente d'accordo! Tra noi sei sempre tu quello che cerca di entrare in competizione con mio marito, anzi, l'hai sempre fatto con tutti quelli che, anche occasionalmente, mi sono stati accanto!
Non ho mai capito come funzionasse ma, per quanto non abbia mai voluto e scelto di stare con me, sembravi desiderare che nessun altro lo facesse al posto tuo! E io, come una stupida, ho sempre provato un'ingenua soddisfazione da questo tuo atteggiamento insensato!
In ogni caso la mia rabbia si è un po' congelata quando ho letto che, alla fine, la decisione di fare ritorno era comunque condizionata dal significato che le avrei attribuito io. In realtà, per essere chiari e dirla a modo tuo, il ritorno potrebbe essere più veloce e immediato se io dovessi garantirti la mia disponibilità ad essere ancora tua, ad esserci per te. E la cosa più stramba è che questo, invece di farmi inorridire, mi ha reso felice.
Non ho avuto neanche il tempo di ragionarci sopra, devo fermarmi e valutare con calma ogni opzione e ogni possibile conseguenza e pericolo derivante da qualunque risposta io decida di darti.
Il punto è che, l'ho capito, presto o tardi tornerai, si tratta solo di capire se voglio avere un peso e un ruolo in questo tuo progetto e nei suoi tempi di realizzazione. Voglio questa responsabilità? Posso assumerla anche nei confronti della mia famiglia e di me stessa?
Hai scritto che pensi di amarmi come non hai mai amato nessuna e questo adesso mi basta.
Aspetti una risposta e so che dovrà essere chiara e semplice, per quanto la situazione non lo sia.
Adesso ci rifletto, amore mio, adesso cercherò di razionalizzare ciò che razionale non sarà mai, anche se ho già sentore di dove andremo a finire, perché io non so dirti no, non ho mai voluto e quando l'ho fatto è stato per sbaglio, perché né io, né tu siamo mai stati abbastanza corretti di rinunciare per motivi etici a ciò che la vita ci offriva, da lasciarci sopraffare dai sensi di colpa, come fossimo profondamente convinti entrambi che non abbiamo il diritto di sciupare le cose belle che possiamo vivere.
Ma aspetta ancora un po', che adesso ho da lavorare, e poi ci penserò su e sognerò e fantasticherò per rendere questo amore più grande e reale e giusto di quanto non sia...

pericolo in vista...

Sono ancora agitata e forse un po' spaventata. Il mio asettico messaggino di auguri ha sortito effetti inaspettati. Mi aspettavo un &quo...