Governo Legastellato o il niente assoluto?

Ennesimo tentativo di portare a casa un mezzo accordo di governo, ennesimo pasticcio, ma certo meno di quello che sarebbe stato se il famoso "contratto di governo" lo avessero dovuto predisporre 5 Stelle e PD!
Tutto si può dire tranne che Lega e Grillini non abbiano niente in comune, e chi finora l'ha negato aveva le fette di prosciutto sugli occhi. Un denominatore comune li ha uniti nel raccattare voti a destra e sinistra con gran facilità: la paura.
Paura dello straniero che, in quanto tale, è sempre e solo un pericolo e una sorta di invasore che mette a rischio la nostra serenità e la nostra italianità.
Paura di essere indifesi di fronte alla delinquenza che avanza e che ci sorprende in casa, e poco importa se i dati su scippi, furti e rapine sono in calo, i giornali e internet ci dicono o alludono il contrario!
Paura di dover lavorare per vivere, di doverci dar da fare per poter acquistare una casa nostra e per i nostri figli, paura di dover andare in pensione a 68 anni, magari con altri 25 o 30 anni da vivere...
Paura di tutto, insomma, tranne che di vedere il nostro paese far la fine che fece la Grecia, o di lasciare un debito infinito e insaldabile ai nostri figli e ai nostri nipoti.
Perché quello che conta per la maggior parte delle persone è l'oggi, solo il qui e ora.
Al domani ci penserà qualcun altro!
E anche se sono portata a dare ragione a chi ritiene che la vita sia così breve che bisognerebbe viverla senza preoccuparsi troppo del futuro, la mia visione delle cose mi consente di accettare quel concetto solo se riferito alle conseguenze sull'individuo, sulla mia vita per intenderci, non su quella del genere umano o anche solo dei miei familiari, vicini, concittadini.
Se il mio "godere" dell'oggi dovesse rivelarsi un danno certo per il benessere di chi ci sarà domani, compreso il mio amato figlio o quelli che potenzialmente saranno i miei nipoti e discendenti vari, allora io tiro il freno. Mi fermo, rifletto, presto maggiore attenzione e alla fine, forse, concludo che posso accontentarmi di qualcosa in meno, posso pretendere meno anche da questo Stato affannato e in difficoltà come un vecchio padre, posso aiutarlo anche solo lasciandolo respirare un pò, con calma, perché possa riprendersi e tornare al suo vigore.
Ma questo significherebbe accettare l'idea che la buona politica non può essere solo cambiamento radicale, rivoluzione, azzeramento del sistema. Significherebbe ammettere che i sogni e ciò che è possibile e giusto non sempre stanno dalla stessa parte o non nella stessa misura.
Per me la politica dovrebbe curare questo Paese come un figlio, proteggerlo anche da noi stessi, accudirlo e accompagnarlo verso una crescita che, lentamente, si sta facendo strada. La politica dovrebbe correggere gli errori, aggiustare il tiro, riequilibrare dove serve, redistribuire senza mai sprecare, rendere ciascuno potenzialmente artefice del proprio destino.
O forse dovrei dire che questa è la mia idea di SINISTRA, la mia sinistra, quella che cambia man mano che il mondo cambia, che non si fossilizza, che non usa vecchi slogan e che non ambisce a stare all'opposizione in eterno. 
La mia SINISTRA è il PD, ormai solo il PD. Tutto il resto per me sono chiacchiere, perdite di tempo, giochetti nascosti dietro ideali sbandierati nella consapevolezza dell'impossibilità di realizzarli con le soluzioni prospettate, economicamente e giuridicamente non adeguate.
E qui in tanti comincerebbero a ridere e commiserarmi, ci sono abituata ormai. Ma io ho 45 anni e mai, mai, ho cambiato idea sui miei ideali più profondi, ho solo cercato la strada che, con un certo pragmatismo, consentisse di realizzarli al meglio. Quella strada è passata per il PDS, poi per i DS, poi, un pò controvoglia ha virato verso il PD, e ora sono ancora qui, senza dovermi vergognare di nulla e senza dover rinnegare nulla.
Tanti errori fatti nel corso dei decenni che ho conosciuto, certo, ma anche tante cose buone, tante persone valide incontrate lungo la stessa strada. E tanti, come me, sono ancora qui, ancora disposti a crederci, senza svenderci al mercato.
Il voto di protesta, questa cosa tutta italiana, io non lo capisco, lo rispetto, certo, ma non lo capisco. Se devi protestate scendi in piazza, oppure scegliti un partito che ti rappresenti meglio, ma che senso ha protestare votando qualcuno che, apertamente, riconosci non essere lo specchio del tuo pensiero?
Non potrei mai.
Non dico che il PD sia quello specchio per me, ha mille anime e in una parte di queste mi riconosco, ma sono certa che, in generale, il mio partito è nato e continuerà ad esistere per dare all'Italia una politica seria, responsabile, affidabile, improntata all'equità sociale e alla giustizia.
Se poi si cura anche di mantenere la nostra economia a livelli soddisfacenti e non si comporta come se l'essere imprenditori o il diventare ricchi fosse di per sè un fatto inconciliabile con il battersi per l'uguaglianza, allora è la mia SINISTRA, senza se e senza ma.
Lo è stata in questi anni, pur con tutte le critiche che io stessa ho da fare e ho fatto, in particolare al Governo Renzi. Ma quello è stato il mio governo, più di ogni altro, perché finalmente ho visto qualcuno che faceva quel che diceva di voler fare, che si impegnava e dimostrava che cambiare si può, senza necessariamente  buttare gambe all'aria il tavolo!
Chi non fa non sbaglia, chi fa, e fa anche bene, non può far tutto in modo impeccabile, ci sarà sempre da correggere e migliorare.
E ora io spero di non vedere gettate alle ortiche le tante riforme portate a casa, dal lavoro, alla scuola, ai diritti civili. Si può migliorare, ma non so se questi giovani sfrontati e assatanati (e meno male che davano dello strafottente a Renzi!!!) saranno in grado di farlo o se, invece, combineranno casini nel tentativo disperato di mettersi in mostra e raccontare ai loro simpatizzanti (fanatici) che hanno aperto la scatoletta di tonno!
Se fossi credente direi "Dio abbia pietà di noi" ma non lo sono, per cui dico solo "Mattarella veglia su di noi", e senza alzare la voce sto a guardare e a sperare che riescano a fare un governo, perché questo serve al Paese, e a non esagerare con  la svolta a destra all'interno e in politica estera.
Io sto al mio posto, come lo faranno i parlamentari del PD che faranno opposizione corretta, senza insulti e senza voltafaccia. Almeno è questo che mi aspetto che facciano.
Io ci sono, ci sarò fino a quando sarò convinta che il PD sia il mio posto, cioè fino a quando non si metterà a rincorrere elettori troppo sognanti a sinistra o troppo assetati di populismo antisistema a destra o quel che pensano di essere i 5 Stelle.
Mi dispiace per tutti gli amici che hanno preso un abbaglio votando 5 Stelle e che ora non sanno in cosa sperare, nè come giustificare questo "contratto di governo" inconsistente, vago, pseudo antieuropeista e protezionista.
Eppure vedo che non hanno intenzione di tornare indietro, sono quelli che di anno in anno possono votare diversamente, continuando a protestare a vita.
Bè, non facciamo l'errore di rincorrerli per favore, non facciamo l'errore di pensare che la responsabilità sia nostra.
Il PD, per quanto mi riguarda, di autocritica ne ha fatta fin troppa, anzi, ha scaricato ogni responsabilità su Matteo Renzi, abbandonandolo e additandolo come il nemico.
Non è il nemico, non è il mio nemico. Ci ha fatto scoprire che possiamo fare tanto, che esiste una possibilità di cambiamento, che ci vuole coraggio e decisione per riuscirci. E se l'ha fatto con sfrontatezza e, a volte, con qualche scorrettezza di troppo, ciò non toglie che io mi sia sentita fortemente rappresentata da lui e da quella linea politica e che così mi senta ancora.
Quindi mi auguro che per lui ci sia ancora lo spazio meritato e che la finiamo con la caccia alle streghe. E' ancora il mio leader, anche se accetterò le decisioni dell'Assemblea, quando le assumerà. Perché esistono regole che vanno rispettate, non solo capricci e desideri di rivalsa!

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