Odore di guerra...

Pazzia, pazzia, ancora pazzia!
L'America da tempo non è più un sogno, piuttosto un'ombra, un'incognita pericolosa. Perché un folle la governa e prende decisioni che si ripercuotono sul mondo intero.
Non so se quel Generale fosse davvero così pericoloso ma, certamente, non era il caso di provocare l'Iran e l'intero Medio Oriente con questo attacco. Non lo è mai!
La situazione era già ingarbugliata e la comprendo sempre meno...
Ho paura.
Non mi piace il mondo che stiamo "costruendo".

violenza, ancora violenza...profonda tristezza

Altri morti in Siria, non quelli uccisi dagli attacchi mirati di cui oggi Trump si vanta come un bambino idiota!
Altre violenze a Hong Kong contro chi lotta per la libertà che vuole proteggere.
Violenza e torture, di nuovo, in Cile, per chi lotta contro la corruzione e la povertà.
Stesse violenze in Iraq, stessi problemi: corruzione, carovita, disoccupazione.
Per un motivo o per l'altro si combatte, si distrugge, si muore.

Finirà mai? 

"...come un temporale, come un acido che ha preso male, come un film di cui so già il finale...so che finirà... "

(cit. Punkreas)

La Siria di tutti, i Curdi di nessuno

Che dolore, che sconcerto, che nausea.
Guardi la TV, segui il TG e la voglia irrefrenabile di cambiare canale mi assale, per non sentire più Erdogan che ci ricatta e intanto annuncia (con ben poco preavviso) azioni militari devastanti sulla Siria Curda, per non leggere o sentire le cazzate che vomita il Presidente USA peggiore della storia, per non sentir parlare di bambini che fuggono, quando non muoiono, con le loro famiglie, disperati, increduli. Per non sentire più delle combattenti Curde che abbiamo tradito e abbandonato, dei tanti Curdi che da troppo tempo vengono usati, manipolati, scacciati e poi attaccati, da tutti, da ogni parte.
Come è possibile che tutto questo accada e che, a parte la stretta allo stomaco, non ci venga spontaneo urlare, scendere in piazza, protestare?!
Molto più facile che la gente scenda in piazza per protestare contro l'eventualità del carcere agli evasori fiscali! E si, la vita è fatta di priorità. E la politica pure: forse smetteremo di vendere armi alla Turchia, forse, magari quando il danno sarà compiuto del tutto. Ma che importa? Intanto ci riempiamo di belle parole inutili, rendendoci ridicoli e mostrandoci in tutta la nostra spendente codardia.
O è solo menefreghismo, egoismo?
Non so più cosa pensare, del mio paese, del mio continente, dell'occidente, di ME. 
Cosa faccio io per cambiare le cose ora e subito per i Curdi?
Niente, assolutamente niente.
Sono una merda.

Ma quale Europa???

Non c'è mai fine al peggio in questo PD: Renzi, il figlio ingrato!

Che dire caro Matteo,
anni fa non ti digerivo, non ti ho votato, optando per il più rassicurante e meno ambizioso Bersani. Ho sempre scelto la competenza e la serietà di fronte alla sfrontatezza dei giovani...anche di quelli giovani come allora lo ero io.
Tu lo eri di più, ed eri più in gamba di me e più intraprendente, certo, ma anche molto poco paziente, dote che hai sempre sottovalutato, forse perchè non l'hai mai posseduta.
E pochi anni dopo, invece, mi sono ritrovata trascinata, risucchiata con entusiasmo e fiducia in quel turbinio di emozioni, sogni riformisti, promesse di rinnovamento che è stata la tua ascesa a Palazzo Chigi. Ero pure disposta a sorvolare sul metodo, visto che il programma era credibile, razionalmente realizzabile, al passo coi tempi e affidato a persone valide, energiche, carismatiche in molti casi.
Tu per me restavi uno strafottente ma, ne ero convinta, eri l'uomo giusto al posto giusto nel momento giusto. Ci ho creduto, mi hai conquistato, ho lottato insieme a te. E ho sofferto con la batosta al referendum, perchè l'ho vissuta come il fallimento di un sogno di rinascita, come il tradimento di un popolo al suo paese, come una grande occasione di riscatto buttata nel cesso.
Ma ci ho messo tanto ad ammettere che, come tanti, tutti, mi facevano notare, in gran parte la |colpa è stata del tuo bisogno di metterci la firma, di personalizzare tutto all'eccesso, di trasformare ogni decisione in un "O con me o contro di me". Be', è andata così: contro di te, non contro la riforma.
Troppo difficile da digerire, troppo dura ricominciare e continuare a crederci, ma io e tanti con me ci abbiamo provato.
Ti ho scritto per chiederti di non mollare, di continuare a lavorare per continuare a dare voce a chi, come me, ti vedeva come l'espressione dei propri sogni (anche se rivisitati per difetto).
E poi il lungo travaglio fino all'elezione del nuovo segretario (io certo avrei preferito Minniti) e all'apertura di una stagione di relativa pace, di compromessi in agguato ad ogni angolo. Ma tutto è sempre possibile in un partito che, come il nostro stesso paese, riconosce la democrazia e l'alternanza come valori irrinunciabili.
Questo per me è il PD, ancor più ora che la carenza di pluralità, trasparenza e coerenza sono sempre più evidenti in ogni altra formazione politica o pseudo politica.
Il PD è ancora la mia casa, eppure non è qui che sono nata, ma in quei PDS e DS che, ora mi è chiaro, non devi aver mai digerito.
E la tua casa invece qual'è? Pronto al trasloco ora che il timone ti è stato strappato di mano, come se non avessi più niente da esprimere e rappresentare dentro questa grande famiglia. Non sarò con te e spero che in tanti puntino i piedi e si ancorino a quel poco che ci resta: la serietà e la continuità di un partito che ha una lunga storia, complessa, ricca di contrasti ma anche di valori condivisi.
Questa è la mia casa, non più la tua, pare.
Resto in attesa di conoscere le tue mosse, ma ormai do per buone le voci che circolano e che lasci circolare di proposito. Buon viaggio, buona fortuna. Ma non credo che sarò più capace di credere in te, di darti un'altra chance.
Stai facendo la scelta sbagliata, ne risponderai.
Io sto qui a guardare che succede, non con i pop corn però...

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E' il 29 ottobre 2019,
hai fatto da tempo quel che si temeva. Che dire, me l'aspettavo in fondo!
Stai dando la caccia ai nostalgici della D.C., ai pseudo pentiti o sfrattati da Forza Italia, a tutti quelli che "non sanno neanche loro chi sono e dove fare l'uovo".
Bene, le nostre strade proseguono parallele. Spero non farai troppi casini, spero non ti consentano di farli.
Mi spiace, non mi auguro che i tuoi numeri crescano.
Uno che fa le battaglie pubbliche a favore degli evasori non sta più dalla mia parte.

Ancora crisi di governo...

Eccoci di nuovo qui...anzi, eccoli di nuovo lì, al Colle, a chiedere numi, a cercare di risolvere il solito puzzle!
14 mesi di governo certamente molto discutibili e una fine ancor più sconcertante!
Salvini deve aver fatto male i suoi conti, non credo si aspettasse questo. Invece di capitalizzare i voti si ritrova a vedere gli altri, tutti, pronti a fingere di unirsi per contrastarlo. Avrei preferito essere certa che il governo si farà perchè va fatto, per sventare il rischio di aumento dell'IVA, per la nomina del commissario europeo, per la manovra da chiudere entro dicembre, perchè in un momento di recessione come questo non possiamo permetterci elezioni.
Invece è chiaro che la priorità qui è fermare l'avanzata della Lega.
Vorrei frenarne anch'io l'avanzata, ma preferirei si riuscisse a farlo smentendo una ad una le fesserie del suo leader, usando la ragione contro l'istinto, il buon senso contro il cattivo gusto e le volgarità di quell'uomo e delle folle che lo acclamano, la responsabilità contro l'incoscienza di chi risveglia i peggiori sentimenti dell'Italia. E ho detto "risveglia" e non suscita, perchè è chiaro che certe paure e, di conseguenza, certi istinti d'odio, sono ben radicati nella maggior parte di noi.
Ancora non in me, spero.
Comunque vada, spero che questa nuova alleanza forzata serva a salvare ancora una volta il nostro paese, a questo punto qualsiasi tipo di alleanza e di governo sarebbe meglio del vuoto... Ma spero si tratti di una parentesi breve, per il tempo strettamente necessario, per poi tornare al voto e, purtroppo, vedere Salvini vincere o stravincere. Questa è democrazia, non possiamo temerla.
Se invece perderanno tempo a cambiare la legge elettorale in senso proporzionale, allora il gioco sarà davvero sporco. Non possiamo temere le nostre istituzioni, non possiamo consegnare il paese al caos e al'ingovernabilità che ci ha accompagnato per decenni solo per paura che vinca qualcuno di cui non ci fidiamo. Le riforme vanno fatte, se ne avverte fortemente il bisogno, ma non possiamo ritagliarcele addosso in base al risultato che vogliamo ottenere alle urne. Chi vince deve poter governare per 5 anni, con i dovuti contrappesi, che esistono; deve poter fare e decidere, per poi risponderne a tutti gli italiani al turno elettorale successivo. non sono i pieni poteri di cui parla Salvini (che poi credo gli sia uscita quell'espressione dalla bocca prima di comprenderne il peso...) ma solo i poteri che ogni governo dovrebbe poter avere, ridimensionando il Parlamento col superamento del bicameralismo perfetto, con la diminuzione dei parlamentari, con lo snellimento delle procedure per l'approvazione dei provvedimenti di legge. Tutte cose che stavano dentro una riforma che abbiamo affossato con un referendum... Qualcuno se ne ricorda???
Forse ora non ci troveremmo in questa situazione se solo avessimo usato più buon senso allora...
 

Eclissi di luna

C'ero anch'io, ieri notte, sulla spiaggia buia, a seguire per due ore quell'ombra sinistra che andava a nascondere pian piano la luna, la bellissima luna brillante che si rifletteva sulle increspature del mare.
Perché ero lì? Perché c'erano anche tutte quelle altre persone? 
Perché in fondo volevamo sentirci tutti parte di qualcosa che, quantomeno, non capita tutti i giorni e nemmeno tutti gli anni, qualcosa che sia quasi unico, da ricordare.
Ma lo ricorderemo? Ne dubito.
Alla fine ero lì perché non avevo poi di meglio da fare, se non poltrire sul divano attendendo un sonno che è riuscito a raggiungermi persino lì, in spiaggia.
Ero lì perché volevo che mio figlio potesse vivere qualcosa di speciale, insieme ai suoi cuginetti, un'esperienza da conservare in un cassetto della memoria, da tirar fuori all'occorrenza.
Ma la verità è che ai bimbi non fregava un cazzo dell'eclissi! E forse neppure a noi, per quanto la curiosità mi abbia spinto a restare lì finché il picco delle 23.30 non si è realizzato. Fatto questo, via, di nuovo verso casa e verso il meritato riposo dopo una lunga, lunghissima, giornata di lavoro.
I bimbi sono stati felici di giocare sulla sabbia, noi un pò meno di venir bersagliati dalla stessa sabbia che inevitabilmente ci finiva addosso...
Qualche sigaretta, qualche battuta, le foto impossibili perché, a quanto pare, se non hai una macchina professionale, anche una mezzaluna diventa una semplice luna tonda!
I piedi nudi a cercare il calore sotto la sabbia, qualche chiacchiera e tanta, tantissima malinconia.
Anche gli altri gruppi e famigliole la vivevano come noi? Non lo saprò mai, e comunque forse quella malinconia stava solo dentro me e non nella mente delle altre persone con cui condividevo il momento.
Che casino la vita, che noia quando sembra non decollare, che delusione quando poi, alla fine, e capita proprio a tutti, scopri che ne riamane ben poca di quella che valga la pena....

Sottomissione - Houellebecq


Di questi tempi, forse, non il libro che consiglierei di leggere a chiunque...
Un bel libro? Si.
Buona scrittura? Si.
Coinvolgente e trascinante? Quanto basta.
E allora?
E allora questo romanzo del 2015, scritto da uno che col suo lavoro ha fatto sempre discutere, assumendo di volta in volta posizioni provocatorie, certo coraggiose ma anche, spesso, biasimabili, è un libro quasi visionario, quindi affascinante, ma porta su un piano quasi razionale ciò che di razionale non ha proprio nulla: la possibilità di una conquista etica, sociale e religiosa dell'Europa da parte dell'Islam.
Houellebecq rende evidente la tendenza dell'uomo (inteso come "genere maschile") a conformarsi e lasciarsi appiattire fino, appunto, alla sottomissione, a qualunque sistema e organizzazione che possa garantirgli il necessario per vivere a suo modo "felice": un lavoro che gli dia l'illusione di essere in carriera, una o più donne in grado di mettere sul tavolo qualcosa da mangiare, di tenere in ordine la casa e di fare contemporaneamente la moglie, la madre, l'amante, mostrandosi sempre soddisfatte di questa vita da decerebrate, il denaro e la libertà di usarlo.
Questa, appunto, l'offerta messa in campo da un fantomatico nuovo sistema politico in cui socialisti e "islamisti moderati", facendo un mix discutibile di cultura europea e araba, regalano una nuova idea di Libertà e Benessere.
Senza grandi battaglie e prove di forza, dalla mediazione, dal compromesso, nasce un sistema che si afferma con una facilità che fa tremare di paura (almeno questo è l'effetto che ha avuto su di me) e che fa presagire una sua graduale estremizzazione a scapito delle poche ma fondamentali libertà che questa fetta di mondo si è conquistata nell'ultimo secolo.
E in questo sistema, con buona pace di tutti, le donne sono messe ancora una volta all'angolo!
E' il primo libro che leggo di questo Autore ma, a giudicare dalla biografia, è il punto di arrivo di un ragionamento che ha avviato da tempo e che ha teorizzato in tante altre opere. 
Non temo l'Islam come non temo il cattolicesimo, ma non voglio né l'uno né l'altro a far da piattaforma al nostro sistema sociale. Nessuna religione può costituire quella base, non dovrebbe.
E la religione nella sua traduzione politica, in Italia, come pure nei paesi mediorientali o nordafricani, non ha mai portato a niente di buono.
Non si tratta di uno scontro o di dover scegliere tra Noi e Loro, quanto piuttosto del trovare il modo, il punto di equilibrio, in cui entrambe le parti possano rispettarsi e concedersi spazi d'azione non indiscriminati. La laicità è essenziale nel mio modo di concepire il rispetto per gli altri e la libertà. Io credo ancora nella possibilità di un mondo in cui ciascuno, singolarmente o nelle formazioni sociali che ritiene utili, possa esprimere se stesso, le proprie idee, i desideri, i sogni, la fede in un Dio o in un ideale, senza per questo mancar di rispetto a nessuno, senza togliere niente a nessun altro. 
Io sono ingenua, l'Autore no
E così, ben lontano dal voler far passare l'idea che in una società come quella teorizzata nel libro ci si possa pure vivere comodi, riesce certamente a insinuare nella mente del lettore l'idea che, comunque, quest'affermazione della superiorità dell'Islam e del suo opportunismo politico possa davvero realizzarsi, concretizzarsi all'improvviso, mentre noi siamo distratti e affaccendati nelle nostre piccole e insignificanti questioni quotidiane, come succede in tutti i paesi del blocco nord occidentale.
Quindi no, non è un libro per chi ha paura, non è un libro per chi non è curioso, non è un libro per chi cerca solo un altro pretesto per giustificare la chiusura, il protezionismo, la difesa personale a qualunque costo, il concetto del "Prima NOI" che diventa subito "SOLO NOI", il rifiuto del diverso e del nuovo.
Ma è un bel libro, innegabile, un libro che all'Autore ha fatto correre anche qualche rischio...perciò è da leggere, senza paura, senza cercarvi dentro risposte che, spero e credo, non intende neppure dare.


Odore di guerra...

Pazzia, pazzia, ancora pazzia! L'America da tempo non è più un sogno, piuttosto un'ombra, un'incognita pericolosa. Perché un fo...