Un vice premier senza coscienza

Fare i duri sulla pelle di più di 600 persone stremate e disperate al largo su una nave senza una destinazione sicura. Fare i duri, a dispetto delle norme internazionali, seguendo l'esempio di altri Stati canaglia come Malta! Fare i duri senza preoccuparsi di bambini nati durante la traversata, donne incinte e ragazzi che stanno a cuocere sotto il sole sul ponte di una nave che non è certo fatta per le crociere! Fare i duri per raccattare qualche voto in più alle amministrative, e il bello è che ha ottenuto quel che voleva!
L'Europa ci ha lasciato soli, siamo tutti d'accordo, ma oggi mi sono davvero vergognata del comportamento del MIO Governo. 

L'Italia non è questa, l'Italia non può essere questa!

riflessioni in riva al mare...

fa caldo e sono giorni di grandi cambiamenti, li osservo, attendo...e non perdo la speranza nel futuro, non posso.

Abbiamo un Presidente del Consiglio...con riserva, aspettiamo il Governo

Che dire, il discorso breve e chiaro all'uscita dal colloquio con il Presidente al Quirinale è stato quantomeno rassicurante, pacato, non aggressivo.
Non conoscevo fino a qualche giorno fa, come la maggior parte degli italiani, credo, il Professor Conte, ma devo dire che la sua è un'immagine positiva, anche perché l'aggressività delle polemiche montate sul suo curriculum forse un pò gonfiato o forse no, e sui suoi trascorsi debitori col fisco, devono aver lasciato il segno su uno che alla visibilità non è abituato.
Mi è sembrato emozionato, almeno spero fosse questo il motivo di quel suo inciampare sulle parole.
Mi è sembrato che abbia chiarito che siamo e staremo in Europa, nella NATO o, comunque, che non ci saranno rivoluzioni in politica estera. Il resto era un pò vago e il suo dichiarato contributo al contratto di governo molto improbabile.
Molto meno pacato e molto antipatico quel video subito diffuso da Di Maio, con quel sorriso insolente e con le solite promesse da campagna elettorale: aboliremo la Fornero, chi perde il lavoro avrà il reddito di cittadinanza, si pagheranno meno tasse, bla, bla, bla.
Confronto a lui persino Salvini mi sembra una migliore compagnia per una chiacchierata o una bevuta!
Comunque un Governo ci vuole e un Governo voglio anch'io.
Quindi tanti auguri a questi nuovi finti "rivoluzionari", con un "in bocca al lupo" sincero.
Buon lavoro a tutti!

Governo Legastellato o il niente assoluto?

Ennesimo tentativo di portare a casa un mezzo accordo di governo, ennesimo pasticcio, ma certo meno di quello che sarebbe stato se il famoso "contratto di governo" lo avessero dovuto predisporre 5 Stelle e PD!
Tutto si può dire tranne che Lega e Grillini non abbiano niente in comune, e chi finora l'ha negato aveva le fette di prosciutto sugli occhi. Un denominatore comune li ha uniti nel raccattare voti a destra e sinistra con gran facilità: la paura.
Paura dello straniero che, in quanto tale, è sempre e solo un pericolo e una sorta di invasore che mette a rischio la nostra serenità e la nostra italianità.
Paura di essere indifesi di fronte alla delinquenza che avanza e che ci sorprende in casa, e poco importa se i dati su scippi, furti e rapine sono in calo, i giornali e internet ci dicono o alludono il contrario!
Paura di dover lavorare per vivere, di doverci dar da fare per poter acquistare una casa nostra e per i nostri figli, paura di dover andare in pensione a 68 anni, magari con altri 25 o 30 anni da vivere...
Paura di tutto, insomma, tranne che di vedere il nostro paese far la fine che fece la Grecia, o di lasciare un debito infinito e insaldabile ai nostri figli e ai nostri nipoti.
Perché quello che conta per la maggior parte delle persone è l'oggi, solo il qui e ora.
Al domani ci penserà qualcun altro!
E anche se sono portata a dare ragione a chi ritiene che la vita sia così breve che bisognerebbe viverla senza preoccuparsi troppo del futuro, la mia visione delle cose mi consente di accettare quel concetto solo se riferito alle conseguenze sull'individuo, sulla mia vita per intenderci, non su quella del genere umano o anche solo dei miei familiari, vicini, concittadini.
Se il mio "godere" dell'oggi dovesse rivelarsi un danno certo per il benessere di chi ci sarà domani, compreso il mio amato figlio o quelli che potenzialmente saranno i miei nipoti e discendenti vari, allora io tiro il freno. Mi fermo, rifletto, presto maggiore attenzione e alla fine, forse, concludo che posso accontentarmi di qualcosa in meno, posso pretendere meno anche da questo Stato affannato e in difficoltà come un vecchio padre, posso aiutarlo anche solo lasciandolo respirare un pò, con calma, perché possa riprendersi e tornare al suo vigore.
Ma questo significherebbe accettare l'idea che la buona politica non può essere solo cambiamento radicale, rivoluzione, azzeramento del sistema. Significherebbe ammettere che i sogni e ciò che è possibile e giusto non sempre stanno dalla stessa parte o non nella stessa misura.
Per me la politica dovrebbe curare questo Paese come un figlio, proteggerlo anche da noi stessi, accudirlo e accompagnarlo verso una crescita che, lentamente, si sta facendo strada. La politica dovrebbe correggere gli errori, aggiustare il tiro, riequilibrare dove serve, redistribuire senza mai sprecare, rendere ciascuno potenzialmente artefice del proprio destino.
O forse dovrei dire che questa è la mia idea di SINISTRA, la mia sinistra, quella che cambia man mano che il mondo cambia, che non si fossilizza, che non usa vecchi slogan e che non ambisce a stare all'opposizione in eterno. 
La mia SINISTRA è il PD, ormai solo il PD. Tutto il resto per me sono chiacchiere, perdite di tempo, giochetti nascosti dietro ideali sbandierati nella consapevolezza dell'impossibilità di realizzarli con le soluzioni prospettate, economicamente e giuridicamente non adeguate.
E qui in tanti comincerebbero a ridere e commiserarmi, ci sono abituata ormai. Ma io ho 45 anni e mai, mai, ho cambiato idea sui miei ideali più profondi, ho solo cercato la strada che, con un certo pragmatismo, consentisse di realizzarli al meglio. Quella strada è passata per il PDS, poi per i DS, poi, un pò controvoglia ha virato verso il PD, e ora sono ancora qui, senza dovermi vergognare di nulla e senza dover rinnegare nulla.
Tanti errori fatti nel corso dei decenni che ho conosciuto, certo, ma anche tante cose buone, tante persone valide incontrate lungo la stessa strada. E tanti, come me, sono ancora qui, ancora disposti a crederci, senza svenderci al mercato.
Il voto di protesta, questa cosa tutta italiana, io non lo capisco, lo rispetto, certo, ma non lo capisco. Se devi protestate scendi in piazza, oppure scegliti un partito che ti rappresenti meglio, ma che senso ha protestare votando qualcuno che, apertamente, riconosci non essere lo specchio del tuo pensiero?
Non potrei mai.
Non dico che il PD sia quello specchio per me, ha mille anime e in una parte di queste mi riconosco, ma sono certa che, in generale, il mio partito è nato e continuerà ad esistere per dare all'Italia una politica seria, responsabile, affidabile, improntata all'equità sociale e alla giustizia.
Se poi si cura anche di mantenere la nostra economia a livelli soddisfacenti e non si comporta come se l'essere imprenditori o il diventare ricchi fosse di per sè un fatto inconciliabile con il battersi per l'uguaglianza, allora è la mia SINISTRA, senza se e senza ma.
Lo è stata in questi anni, pur con tutte le critiche che io stessa ho da fare e ho fatto, in particolare al Governo Renzi. Ma quello è stato il mio governo, più di ogni altro, perché finalmente ho visto qualcuno che faceva quel che diceva di voler fare, che si impegnava e dimostrava che cambiare si può, senza necessariamente  buttare gambe all'aria il tavolo!
Chi non fa non sbaglia, chi fa, e fa anche bene, non può far tutto in modo impeccabile, ci sarà sempre da correggere e migliorare.
E ora io spero di non vedere gettate alle ortiche le tante riforme portate a casa, dal lavoro, alla scuola, ai diritti civili. Si può migliorare, ma non so se questi giovani sfrontati e assatanati (e meno male che davano dello strafottente a Renzi!!!) saranno in grado di farlo o se, invece, combineranno casini nel tentativo disperato di mettersi in mostra e raccontare ai loro simpatizzanti (fanatici) che hanno aperto la scatoletta di tonno!
Se fossi credente direi "Dio abbia pietà di noi" ma non lo sono, per cui dico solo "Mattarella veglia su di noi", e senza alzare la voce sto a guardare e a sperare che riescano a fare un governo, perché questo serve al Paese, e a non esagerare con  la svolta a destra all'interno e in politica estera.
Io sto al mio posto, come lo faranno i parlamentari del PD che faranno opposizione corretta, senza insulti e senza voltafaccia. Almeno è questo che mi aspetto che facciano.
Io ci sono, ci sarò fino a quando sarò convinta che il PD sia il mio posto, cioè fino a quando non si metterà a rincorrere elettori troppo sognanti a sinistra o troppo assetati di populismo antisistema a destra o quel che pensano di essere i 5 Stelle.
Mi dispiace per tutti gli amici che hanno preso un abbaglio votando 5 Stelle e che ora non sanno in cosa sperare, nè come giustificare questo "contratto di governo" inconsistente, vago, pseudo antieuropeista e protezionista.
Eppure vedo che non hanno intenzione di tornare indietro, sono quelli che di anno in anno possono votare diversamente, continuando a protestare a vita.
Bè, non facciamo l'errore di rincorrerli per favore, non facciamo l'errore di pensare che la responsabilità sia nostra.
Il PD, per quanto mi riguarda, di autocritica ne ha fatta fin troppa, anzi, ha scaricato ogni responsabilità su Matteo Renzi, abbandonandolo e additandolo come il nemico.
Non è il nemico, non è il mio nemico. Ci ha fatto scoprire che possiamo fare tanto, che esiste una possibilità di cambiamento, che ci vuole coraggio e decisione per riuscirci. E se l'ha fatto con sfrontatezza e, a volte, con qualche scorrettezza di troppo, ciò non toglie che io mi sia sentita fortemente rappresentata da lui e da quella linea politica e che così mi senta ancora.
Quindi mi auguro che per lui ci sia ancora lo spazio meritato e che la finiamo con la caccia alle streghe. E' ancora il mio leader, anche se accetterò le decisioni dell'Assemblea, quando le assumerà. Perché esistono regole che vanno rispettate, non solo capricci e desideri di rivalsa!

Un sogno, un incubo, un monito?

Sono giorni che mi sveglio agitata, con la sensazione di aver visto e vissuto nel sonno cose che non sono riuscita a capire ma che, invece, avrei dovuto approfondire, spiegare. La sensazione di una sorta di "monito" nascosto in questi incubi notturni resta, non sono premonizioni, è solo qualcosa che la mia coscienza cerca di comunicarmi e che io non so o non voglio cogliere.
Avant'ieri notte Marco mi ha svegliato dicendo che mi stavo lamentando, come stessi vivendo qualcosa di terribile. Ed era così...
Stanotte di nuovo! Un sogno terrificante, lungo quanto una tragedia a teatro, triste e disperato quanto inverosimile, che mi ha lasciato agitata, sudata, spaventata e con una sensazione di solitudine avvolgente, che mi è entrata nelle ossa.
C'eri tu, Carlo, reduce da un incidente, credo, "composto" (come dicono al mio paese), immobile, pronto per la sistemazione nella bara di legno, mentre io ero affranta, impotente, e titolata ad essere triste e disperata, perché forse eri il mio compagno e non di qualcun'altra. C'era la mia famiglia, nessuno metteva in dubbio il mio diritto d'essere la principale vittima di questa perdita terribile. Era morto il mio grande amore, ero sola.
Poi mi sono accorta che respiravi, sofferente, si, ma respiravi. Mi sono guardata intorno supplicando gli altri con lo sguardo di dirmi cosa succedeva, di confortarmi sul fatto che non si trattasse di un'illusione e che tutti vedessero che eri vivo, presente.
E così mia nonna, che non c'è più da una decina d'anni, si fa avanti e mi dice che, certo, eri vivo. "E' sempre così", mi dice, "ci vogliono 10 o 11 ore perché muoia, alla fine nella bara non respirerà più...".
Scioccata ti abbraccio e urlo che nessuno ti metterà in una bara, che non ti lascerò soffocare, che se ti ci metteranno io scenderò lì sotto, nella fossa, insieme a te. Sembrano tutti intenzionati a procedere con il funerale come se niente fosse, tu non riesci a parlare, sospiri, mi guardi, stai male. Io ti sussurro che non ti lascerò, che ti tirerò fuori da lì e ti resterò accanto fino alla fine. Perché comunque so che stai morendo, ogni speranza svanisce, pare che funzioni così e me ne faccio una ragione. Il processo della morte è avviato e io posso solo accompagnarlo, ma non posso arrendermi al punto di accettare che morirai da solo, chiuso in una scatola di legno, sotto terra!
Chiedo quanto tempo ho prima che mi obblighino a cedere il tuo corpo, a farlo tumulare, così capisco che posso ancora temporeggiare, che posso tenerti con me, anche se tutti sembrano contro di noi. Qualcuno ride, mio padre forse, mentre mia mamma vuole aiutarmi, dice che li terrà lontani finché non saremo pronti.
E allora siamo soli, in una stanza, forse la mia di quando ero ragazza, su un divano che in realtà non ho mai avuto, e con delicatezza ti ci adagio, ponendomi al tuo fianco, col cuore a pezzi ma con la ferma convinzione che farò tutto ciò che mi sarà possibile per farti star bene in queste ultime ore, per farti sentire amato e mai solo. E il tuo sguardo mi fa capire che non sto sbagliando, che anche tu mi ami e anche tu hai bisogno di me, anche se non hai la forza per dirlo.
Quasi cadiamo mentre cerco di reggerti per le spalle fino al divano, nessuno mi aiuta, come fossero convinti che mi sto ostinando a fare qualcosa di inutile.
Copro di baci il tuo viso bellissimo e stanco, sofferente. Ti accarezzo, tengo i miei occhi costantemente nei tuoi, so che sono gli ultimi istanti tra noi, che ti sto perdendo. Mi sento terribilmente sola, sto morendo anch'io con te... Mi consola solo la convinzione che non stai sentendo dolore, non so perché, ma so che è così, che funziona così.
Ci abbracciamo e, persino in quella situazione, l'eccitazione prende il sopravvento, muoio di desiderio sapendo che non ti avrò mai più. Ci stringiamo e il tuo ventre inizia a sanguinare, prima da piccoli fori, con piccole gocce rosso scuro, poi il sangue fluisce veloce, quasi a zampilli, e vedo il tuo sguardo spaventato mentre io continuo a ripeterti che va tutto bene, che è normale così, tentando di tamponare le perdite con i primi tessuti che trovo e con le mie mani, fingendo una familiarità con quei gesti che in realtà non esiste, perché io non ho mai vissuto niente di così terribile!
Tu mi credi, ti rassereni, capisco che non hai dolore, mi calmo anch'io. Continuo a starti accanto, stretta, a dirti quanto sei speciale, quanto ti amo e che sarà così per sempre, a ricordarti che non devi avere paura di niente, che sarò con te, sempre, che non sarai solo.
Poi entrano in scena tre o quattro tipi dall'aspetto solido e minaccioso, giovani e convinti che quello che accade tra noi sia contro natura, sia sbagliato. Vogliono separarci e vogliono che il tuo corpo sia seppellito. Ti afferrano e, mentre mi trattengono lontano da te, vedo che con una sorta di ascia cercano di tagliarti un braccio. Ancora sangue, ancora ferite, mentre tu non puoi reagire e neanche ti lamenti. Io continuo a sperare che tu non possa soffrire e urlo e mi scaglio contro di loro insultandoli e certa che si tratti di un gruppo di fanatici di destra, che sanno che noi non lo siamo.
E qui la confusione aumenta, finchè non riusciamo a liberarci, o finchè non muori, non riesco a ricordare...
Dopo so che non c'eri più, eri morto, ero sola in mezzo alla mia famiglia, sola con dentro un amore e un dolore che gli altri non volevano riconoscere, ridevano, mi deridevano. Non capivo.
Immagini veloci mi passavano nella mente, io e te, i vestiti che ti piaceva vedermi indosso, mi chiedevo che senso avrebbe avuto da quel momento in poi indossarli o indossarne altri, per chi, per piacere a chi? Che senso avrebbe avuto vivere, fare acquisti, cercare spazi e occasioni per divertirsi se tu non ci saresti stato...
E poi mi è tornato in mente Marco, non so se tra noi c'era già qualcosa, ma ho pensato a lui come alla mia possibile ancora di salvezza, non mi consolava ma mi dava speranza. Non ricordavo nulla di Luca, forse non avevo un figlio in quella vita lì, forse ero molto più giovane di adesso.
So solo che mi restava un'unica certezza, che ti avrei sempre amato, che nessuno sarebbe stato per me quell'amore intenso e ideale che eri stato tu. E forse è davvero così, anche se la mia vita non è con te, anche se tu sei vivo e forse felice con un'altra, anche se amo un uomo incredibilmente speciale e ho un figlio bellissimo.
Amo te, mio sogno, mio incubo.
Magari un giorno ti racconterò questa oscenità di visione onirica, o forse no, lascerò che mi prendano per pazza soli i pochi che mi leggeranno qui...

post elezioni e post era dem, forse...

Dopo qualche giorno, che a caldo rischiavo di lasciarmi prendere da rabbia e sconforto, voglio fare un augurio a questo nostro paese che ha fatto la sua scelta. E almeno sono felice che abbia fatto una scelta e che, contrariamente alle aspettative, in tanti siano andati a votare, non cedendo alla tentazione di arrendersi all'inerzia, alla voglia di non assumersi la responsabilità del futuro di tutti noi.
Complimenti e grazie a tutti quelli che sono andati a votare, che tirarsi indietro non lo trovo davvero accettabile, non se si vuole vivere in società con il resto della popolazione, dentro un sistema che continuamente viene criticato ma che poi in pochi cercano di cambiare.
Detto questo, il risultato non è certo di mio gradimento, me l'aspettavo, eccetto forse l'exploit di Salvini che ancora non riesco a digerire, soprattutto nel centro e sud Italia! Da sarda non capisco come si possa andare a votare Lega, ma del resto non capisco neanche chi vota indipendentista, per cui le due cose forse sono collegate. Non sono per le autonomie spinte, sono una maniaca del controllo e, per natura, forse troppo centralista.
Ma quel che mi fa rabbia è che sono certa che chi ha votato Lega e anche 5 stelle, lo ha fatto per la paura fottuta degli immigrati, per quanto qui in Sardegna ti ci devi proprio impegnare per incrociare più di due extracomunitari per strada in uno stesso giorno! Ma tant'è! La paura fa vedere stranieri e pericoli ovunque. E poi hanno votato pensando che forse ci sarà modo di pagare meno tasse, o di evaderle con più facilità di quanto già non accada, e per ultimo, che forse lo Stato comincerà ad aprire i rubinetti e a distribuire redditi di cittadinanza a tutti, in barba al debito pubblico in crescita e fingendo che tagliare stipendi e vitalizi ai parlamentari e simili possa compensare quelle uscite. Già, perché la spending review di cui tanto hanno parlato i grillini in realtà non si capisce dove intendano attuarla! E' vero che sprechi ce ne son tanti, e lavorando in una pubblica amministrazione posso averne una qualche idea, ma certo non stanno dove pensano loro! E' la cattiva gestione che genera sprechi, è la tendenza a mettere al vertice degli incapaci che genera a cascata inefficienze e ingiustizie, è il non pretendere che chi fa l'amministratore locale sia almeno preparato e in grado di comprendere i meccanismi della macchina che dovrebbe governare, a rendere impossibile una gestione responsabile delle risorse o, a volte, a impedirne proprio l'utilizzo anche quando le risorse abbondano!
Insomma, è l'incompetenza a rendere impossibile il cambiamento, per questo (e non solo) non mi convince un movimento che dell'improvvisazione e della verginità fa il suo motto! Io preferisco l'esperienza e la serietà.
Io preferisco chi mi dice che per fare determinati lavori ci vuole preparazione, professionale o accademica poco cambia, preferisco chi mi dice che, se non muovi il culo per cercare lavoro, non sarà lo Stato a bussare a casa per offrirtelo, preferisco chi mi dice che all'impegno e allo studio corrisponderà una posizione proporzionalmente vantaggiosa o di prestigio, non che per il solo fatto di esistere si possa aspirare a uno stipendio quando non fai nulla per conquistarlo e poi per meritarlo!
Preferisco la meritocrazia al "tutto per tutti". Preferisco le uguali opportunità di ottenere lavoro, casa, famiglia, felicità, senza che queste stesse cose vengano lette come diritto soggettivo inalienabile anche se non hai proprio voglia di metterti in gioco e dimostrare chi sei e cosa puoi fare.
Ho tanti amici che si fanno il mazzo, e che infatti lavorano, fosse pure in modo non continuativo, ma ce la fanno! E ne ho altri che risultano poveracci e che, lo so bene, hanno avute tante possibilità di avere un lavoro o un'attività o comunque una vita "regolare" che richiedeva soltanto metter la sveglia la mattina, alzarsi e fare giornalmente quello che erano assolutamente in grado di fare, a volte con maestria! Quelle possibilità le hanno sempre bruciate per poi venire da me a piangere miseria, a darmi della "fortunata" per il mio noioso lavoro uguale tutti i giorni della mia vita, per il mio modesto ma sicuro stipendio col quale, sono certa, col tenore di vita che pretendono di avere, non sarebbe bastato loro per metà mese! Non hanno soldi e hanno tante più cose di me, nel senso che hanno sempre i contanti in tasca, magari sganciati da genitori generosi, fratelli e amici ai quali chiedono senza ritegno alcuno (e tra questi ci son anch'io, che ci casco sempre!), escono tutti i giorni, bevono, giocano, si divertono, alla faccia dei vari figli che intanto hanno messo al mondo e per i quali si recano in comune a chiedere assistenza, anzi, a pretenderla!
Lo so che ci sono persone che hanno perso il lavoro e che davvero vivono situazioni disastrose insieme alle loro famiglie, sono fermamente convinta che a loro e a chi ha davvero difficoltà dovrebbero essere indirizzate le nostre attenzioni e le risorse economiche. Io sono per uno stato sociale forte e presente, ma non sono per l'assistenzialismo puro che non ha mai fatto bene a nessuno!
La sola espressione "reddito di cittadinanza" mi da i brividi. Cosa raccontiamo ai nostri giovani, che si ha diritto ad avere tutto anche se si è scelto (e ribadisco "scelto") di non studiare, di non abbassarsi a fare lavori proponibili a chi non ha nemmeno un diploma, di avere la puzza sotto il naso e, magari, di andare pure in giro a vandalizzare e distruggere ciò che è stato costruito, acquistato, realizzato, con il gettito fiscale generato da chi si adatta a timbrare il cartellino ogni giorno, a fare magari anche il lavoro di qualcun altro che non è in grado di farlo (ma che è entrato comunque, non per colpa sua ma di qualcuno che pensa che far del bene significhi  dare lavoro a chi non sarà mai in grado di svolgerlo!), a pagare bollette e rispettare le regole, insegnando ai propri figli a fare altrettanto, e a capire che bisogna sognare, certo, ma bisogna anche darsi da fare per realizzare quei sogni!
Insomma, oggi penso che a queste elezioni si sia scelta la strada che sembrava più facile e promettente, penso che in molti pensino davvero che si possa mandare al macero la riforma delle pensioni, che si potrà ricominciare a spendere e spandere come ai tempi di DC e PSI, che il deficit e lo spread siano solo invenzioni di fantomatici complottisti, che l'Europa sia solo una mangiatoia dalla quale attingere senza dare, che cacciando via gli stranieri, meglio se buttandoli giù dai barconi prima di vederli, si possa proteggere il nostro orticello e ignorare il fatto che il mondo è cambiato, che l'Italia non è una nostra proprietà, che la globalizzazione non esiste solo quando ci fa comodo, che tutti, tutti al mondo, hanno diritto di cercare e inseguire la felicità o, più spesso, la sopravvivenza!
Io ero e sono con il PD, qualcuno dice che sembro una bigotta in chiesa, che vivo la politica come una fede, con il prosciutto sugli occhi. Non lo credo, io vedo le distorsioni all'interno del partito e del sistema paese, io vorrei che venissero corrette, ma so anche che la perfezione non esiste, che a cercar continuamente una nuova casa dove fare l'uovo, senza accertarsi che sia davvero meglio della precedente, si rischia soltanto di buttare al cesso tutto ciò che si è faticosamente costruito fino ad ora. E si è costruito tanto, di questo dovremmo andare orgogliosi. Le riforme che gli altri vorrebbero affossare, sono riforme perfettibili, ma di sicuro innovative e mirate a una maggiore efficienza ed equità sociale. E se solo il paese avesse creduto nella riforma costituzionale, adesso avremmo un'Italia diversa, con un governo 5 stelle solido, che avrebbe potuto governare serenamente per 5 anni senza dover mendicare voti in giro! Avremmo avuto una sola Camera, un processo legislativo più veloce e snello, un governo che avrebbe dovuto metterci la faccia e rispondere del suo operato.
Per questo penso che ora il PD stia rispondendo del suo operato in modo ingiusto. La faccia ce l'ha messa, le decisioni sono state prese, con coraggio, ma forse la comunicazione non è stata il massimo. E, certo, la classe politica, soprattutto a livello locale, non all'altezza (vedasi Giunta Pigliaru qui in Sardegna!!!).
E adesso mi fa male vedere Renzi che scalpita come uno scolaretto capriccioso, annebbiato dalla rabbia, senza autocontrollo e guidato da desiderio di vendetta e rivalsa. Ma nei confronti di chi poi? Perché questo atteggiamento alla fine farà male solo al paese, che il partito se n'è già fatto abbastanza! Se non si formerà alla svelta un governo, questo paese andrà in caduta libera e io questo non lo desidero, anche se dovesse significare fare da stampella ai 5 stelle. Il paese li ha scelti, è solo colpa di questa legge elettorale se non hanno i numeri. E allora diamoglieli, cercando almeno di limitare il danno quando cercheranno di andare alla deriva, di fare cazzate troppo grosse.
Hanno l'investitura del popolo, rispettiamola, diamogli la possibilità di fare quello che il paese ha chiesto loro, votando solo quello che troveremo almeno accettabile. Mi sembra più sensato che non pestare i piedi ed aspettare di vederli piangere e magari, alla fine allearsi alla Lega, che punti in comune per i miei gusti ne hanno fin troppi e se faranno un programma con loro non sarà niente di buono!!!
Io non sono contro Renzi, anzi lo ringrazio per quel che ha fatto finora. Io vorrei solo che ragionasse, che tutti lo facessero prima di spezzare in due il partito e l'elettorato. C'è un tempo per lottare e un tempo per la responsabilità, ce lo siamo sempre detti. Bè, questo è decisamente il momento della responsabilità, di dimostrare al paese che noi ci saremo sempre quando sarà necessario. E per far questo non serve un cambio di segreterio o di leader, che è dall'89 che ci facciamo del male cacciandone uno ad ogni tornata elettorale! Perché gli altri vanno sempre oltre e noi invece ci flagelliamo? Cambiare direzione si può, guidare il partito verso una transizione si può, smettere di insultarci a vicenda si può. E non va fatto per recuperare voti, che quelli per un bel po' sono andati, va fatto solo perché è giusto. Il Paese non chiede più sinistra, chiede sicurezza e coerenza.
Quindi spero di non risvegliarmi tra qualche mese con un partito distrutto e senza speranze e con un paese allo sbando.
Buona fortuna a tutti noi
Ieri serata film in solitudine...
"La foresta dei sogni" di GUS VAN SANT, del 2015, con un Matthew McConaughey inedito, almeno per me, e una brava Naomi Watts.

Certo non un film per stare su con l'umore, eppure dopo mi sono sentita più leggera...
Risultati immagini per la foresta dei sogniSarà che parlare di riscatto della vita e dell'amore sulla morte regala comunque una speranza delicata e dal sapore dolce, anche se leggero; sarà che vedere qualcuno che ritrova la sua strada dopo essersi drammaticamente perso fa pensare a noi stessi e al fatto che, forse, ce la faremo anche noi, perché è capitato a tutti di perdersi, e se non è capitato capiterà di sicuro!
Insomma, un film che ti inchioda allo schermo, senza troppi artifici, solo con il desiderio di capire e sapere che c'è ancora un senso nelle azioni di quell'uomo e nelle nostre.
Un film che consiglio, anche se, visto che non è una novità, sarò forse una delle poche a non averlo guardato prima!!!

Un vice premier senza coscienza

Fare i duri sulla pelle di più di 600 persone stremate e disperate al largo su una nave senza una destinazione sicura. Fare i duri, a dispet...