Dammi un pò di tregua...

Non è possibile, con te è sempre la stessa storia! La butti lì come niente fosse, una di quelle tue solite richieste balorde, e poi pretendi una risposta nel giro del poco tempo che ti separa dalla noia e, cosa che temo ancora, come sempre, dal cambiare idea...
"Torno o no?", questo, in breve il messaggio che hai ribadito scrivendolo e ripetendomelo in una delle tue rare telefonate. Tu fai pressioni indecenti, non hai il diritto di trattarmi in questo modo, di aspettarti il massimo dell'entusiasmo, senza se e senza ma, senza che se ne possa discutere. Per te è tutto o niente, bianco o nero. E poi, in realtà, con te è sempre tutto un turbinare di colori a tinte forti che sbiadiscono sempre fino al grigio tenue. Perchè anche quando sembri deciso, felice, sicuro di ciò che vuoi, ecco che la stanchezza ti assale e ti fa fare marcia indietro, fino quasi a farti scordare d'avere mai pronunciato parole pesanti e richieste pesanti. E non importa se sai che ti amo da morire, che per te ho rischiato e rischio sempre tutto o quasi. Non importa, perchè quando Carlo vuole qualcosa deve essere subito e senza che si dettino condizioni!
non mi hai dato neanche un giorno per rifletterci su, e si che ti avevo chiesto del tempo, spiegandoti quanto fossi sconvolta da quella ipotesi buttata giù così, come fosse niente. Tu vuoi tornare, questo l'ho capito, e vuoi che sia io a dirti di farlo, perchè questo sarà il tuo alibi se mai le cose dovessero andare male, un alibi con te stesso e la tua coscienza, un alibi per non ammettere che ti manca la tua vecchia vita e che, per quanto lei e quel paese ti stiano dando tanto, non sarà mai abbastanza per te, niente lo è mai!
Eppure sembri una persona così semplice e così poco esigente! Che fregatura sei!
Ho avvertito quel senso di fastidio e scocciatura nel tuo tono di voce, quella delusione che già si orientava al dispetto, al capriccio. E se ancora non hai detto che te ne resti dove sei è solo perchè sei tu a voler tornare, non per me ma per mille altri comprensibilissimi motivi. Ti ho solo chiesto di non mettermi fretta, ma questo concetto è inaccettabile per te! Neanche mi avessi proposto finalmente di stare insieme, fuggire via, magari sposarci e farci una famiglia nostra! Non che a questo punto io lo desideri, ma, cazzo, mi hai solo proposto di tornare ad essere la tua via di fuga, un nascondiglio segreto ogni volta che ti andrà e solo quando ti andrà, mi stai chiedendo se voglio fare la parte dell'amante fissa, di quella che fa sempre una brutta fine nei film, che impazzisce o uccide qualcuno! Mi stai chiedendo di darti certezze su qualcosa che mi dannerà la vita, che mi costringerà a mentire e sfuggire agli sguardi attenti delle altre persone che amo e che mi amano. Mi stai chiedendo di essere io a consigliarti di attraversare l'oceano, buttare tutto all'aria una volta per tutte, per cambiare paese, vita, abitudini, fingendo di credere che lo farai per me. E mi stai chiedendo di farlo senza neanche pensarci su, senza neanche fingere di pensarci su. Perchè tu lo sai, sai di aver già vinto, sai che puoi tutto, che se non sarà oggi sarà la settimana prossima ma avrai il tuo SI, e anch'io so che lo avrai anche se in questo preciso momento sto dicendo a me stessa che ci devo riflettere su! Mi prendo in giro, e forse hai ragione tu, che farei meglio a chiacchierare meno e ad ammettere che non rinuncerò mai alla possibilità di averti vicino, anche solo come compagno "residuale". Io lo so, tu lo sai, sono un'idiota. E per questo ci piango su, mentre mi rendo conto di non aver alcun controllo su questa parte della mia vita. Odio non avere il controllo. Odio quello che mi fai.
Ma so già che ti dirò di tornare, non te lo chiederò, ma ti dirò che puoi tornare nella certezza che sarò con te.Devo solo resistere ancora un pò, non posso scriverti o parlarti ora, sono fuori di me e provo pena per questa donna debole che pensa ancora di essere forte...
L'hai detto altre volte, "Sono così e lo sai che non cambierò, non ti correrò dietro, non ti pregherò...", l'hai detto ed è sempre stato vero, persino quando hai pregato invece! Non so neanche spiegare come sei, perchè forse le tue contraddizioni sono le mie, e il mio amore sopravvive solo grazie a quelle stesse contraddizioni che mi hanno consentito di salvarmi da te, dall'uomo così diverso da quello che consiglierei a qualunque donna e a me stessa.
Adesso bevo un bicchiere prima che mio figlio torni a casa ad assorbire come una spugna il mio tempo e le mie attenzioni. Lo bevo per te! Fottiti per stasera!

pericolo in vista...

Sono ancora agitata e forse un po' spaventata. Il mio asettico messaggino di auguri ha sortito effetti inaspettati. Mi aspettavo un "grazie", questo si, ma non un messaggio lungo e pieno come quello che invece è arrivato, il giorno seguente, quindi neanche scritto di getto subito dopo la ricezione del mio.
I miei erano gli auguri di compleanno più anonimi del mondo, visto che ho sempre paura che sia lei ad afferrare il telefono prima di te, anche se forse non lo fa e, in effetti, non l'ha mai fatto. Magari non sospetta niente, anche se, ammettendo che ti conosca almeno un po', che abbia compreso di te una piccola parte di quel che io conosco e capisco, dovrebbe insospettirsi eccome, non avrebbe motivo di accordarti alcuna fiducia!
Magari quel messaggio l'hai cancellato subito dopo, lo spero, perché è quello che ho fatto io dopo averlo letto e aver sentito il battito del mio cuore accelerare pericolosamente fino a farmi tremare le mani. Ero al lavoro quando ho sentito il bip della notifica, per fortuna sola, così non ho dovuto attendere per chiudere la porta e iniziare a leggere in preda al panico...perché la lunghezza del testo faceva presagire qualcosa di diverso dal solito, nel bene o nel male...
"Ciao Danielì, stavo aspettando che mi chiamassi, ma anche un messaggio va bene, se posso pensare che non mi hai scritto tutto quello che avresti voluto..." Questo era più o meno il tuo inizio (scusa se ho un po' rivisto la forma ma sai che è più forte di me...), neutro ma già foriero di emozioni più forti, lo sentivo che c'era di più, che la tua delusione preannunciava nuova soddisfazione per me, preannunciava il tipo di sorprese che adoro.
Ho preso una bella boccata d'aria, mi sono detta che dovevo star calma e lucida, poi ho ripreso a leggere, lentamente, per gustare ogni parola, ogni virgola (anche se ne usi davvero poche...), ogni possibile allusione nascosta tra quelle parole. Ma non c'era bisogno di allusioni, diretto come sei sempre, hai scritto che ti manco, che mi pensi sempre più spesso, che hai voglia di stringermi e toccarmi, che non puoi vivere così lontano (e qui non hai specificato bene se da me o dal tuo paese...) e che, anche se stai bene e il lavoro va bene, stai pensando di tornare, se avrai un motivo per farlo.
Quale motivo per farlo? Da quel punto in poi è diventato tutto sfuocato, i miei occhi erano già velati e il mio cervello cercava di trovare connessioni e logica in quel discorso, ma inutilmente, vedeva solo caos e follia! Una triste follia che, però, devo ammetterlo, mi rendeva felice! Dicono che abuso della parola felicità e dei suoi derivati ma non sono d'accordo, io sono spesso felice, io provo spesso quella sensazione intensa e mostruosamente terrificante che è la felicità o l'approssimarsi ad essa. Io ero felice, anche se ancora non capivo bene perché.
Tua mamma non si trova bene laggiù, non ha imparato neppure la lingua e, com'era prevedibile, le manca la sua casa, quella in cui voi figli siete nati e in cui ha condiviso anni felici col suo amato marito. E anche il corpo di quell'uomo tanto amato si trova in paese, nel nostro cimitero triste, che però le manca anch'esso!
Ecco, questo sembra già un valido motivo per il tuo desiderio di fare ritorno, non so se sperare che sia abbastanza o incazzarmi perché non sono io l'unica e la sola ragione del tuo passo indietro, sempre che tu lo faccia.
Per un attimo ho sperato che stessi decidendo di mollare tutto e tornare qui con tua mamma, lasciandoti tutto e tutti alle spalle. Ma non era così. Ne hai già parlato con Ana, ne avete discusso e, a quanto pare, l'hai quasi convinta che vivere in Italia sia la cosa migliore per lei e per vostro figlio. L'anno prossimo, come il mio, inizierà la scuola elementare o primaria o come cavolo la chiameranno lì dove sei tu. Meglio tornare ora e lasciare che si ambienti qui fin dal primo anno.
Che cavolo, ma quindi tra te e lei va tutto bene?! Non fai cenno a niente che lasci presumere una crisi imminente, non sminuisci il vostro legame, ometti soltanto informazioni in merito. E la mia gelosia galoppante mi brucia dentro, mentre la rabbia sale.
Ma come mi permetto!? Come posso fartene una colpa mentre io stessa non ho pensato per un solo attimo, se non nelle fantasie più spinte e consapevolmente irrealizzabili, di poter mai lasciare Marco e il mio cucciolo per scappare con te? Non che tu me l'abbia mai chiesto...
Sono una stronza, capisco, concepisco e alimento il mio doppio amore per voi due, li vivo come entità separate e, per ora, mai sovrapposte o in competizione, e poi mi incazzo se tu, senza mai dirlo chiaramente, lasci intendere che lei sia importante per te!
Ci devo lavorare sopra, anche se dubito di poter superare la voglia di mettermi in competizione con lei. Qualcuno direbbe che si tratta di istinto femminile ma non sono per niente d'accordo! Tra noi sei sempre tu quello che cerca di entrare in competizione con mio marito, anzi, l'hai sempre fatto con tutti quelli che, anche occasionalmente, mi sono stati accanto!
Non ho mai capito come funzionasse ma, per quanto non abbia mai voluto e scelto di stare con me, sembravi desiderare che nessun altro lo facesse al posto tuo! E io, come una stupida, ho sempre provato un'ingenua soddisfazione da questo tuo atteggiamento insensato!
In ogni caso la mia rabbia si è un po' congelata quando ho letto che, alla fine, la decisione di fare ritorno era comunque condizionata dal significato che le avrei attribuito io. In realtà, per essere chiari e dirla a modo tuo, il ritorno potrebbe essere più veloce e immediato se io dovessi garantirti la mia disponibilità ad essere ancora tua, ad esserci per te. E la cosa più stramba è che questo, invece di farmi inorridire, mi ha reso felice.
Non ho avuto neanche il tempo di ragionarci sopra, devo fermarmi e valutare con calma ogni opzione e ogni possibile conseguenza e pericolo derivante da qualunque risposta io decida di darti.
Il punto è che, l'ho capito, presto o tardi tornerai, si tratta solo di capire se voglio avere un peso e un ruolo in questo tuo progetto e nei suoi tempi di realizzazione. Voglio questa responsabilità? Posso assumerla anche nei confronti della mia famiglia e di me stessa?
Hai scritto che pensi di amarmi come non hai mai amato nessuna e questo adesso mi basta.
Aspetti una risposta e so che dovrà essere chiara e semplice, per quanto la situazione non lo sia.
Adesso ci rifletto, amore mio, adesso cercherò di razionalizzare ciò che razionale non sarà mai, anche se ho già sentore di dove andremo a finire, perché io non so dirti no, non ho mai voluto e quando l'ho fatto è stato per sbaglio, perché né io, né tu siamo mai stati abbastanza corretti di rinunciare per motivi etici a ciò che la vita ci offriva, da lasciarci sopraffare dai sensi di colpa, come fossimo profondamente convinti entrambi che non abbiamo il diritto di sciupare le cose belle che possiamo vivere.
Ma aspetta ancora un po', che adesso ho da lavorare, e poi ci penserò su e sognerò e fantasticherò per rendere questo amore più grande e reale e giusto di quanto non sia...

Tanti auguri mio lontanissimo amore

appena sveglia...

Mi sono svegliata prima che la sveglia del telefono cominciasse a trillare con la sua odiosa nenia...mi sono svegliata che già pensavo a te, perché probabilmente ti sognavo. Non sono certa, non lo ricordo, ma ricordo una strana sensazione sulle labbra e sulle dita, quella che mi resta sempre dopo averti incontrato in qualche strampalato sogno, quella che mi resta dopo un tenero e disperato abbraccio, dopo un bacio delicato, per quanto immaginari.
Eri già con me alle 5.40 del mattino, mentre allungavo la mano per prendere il mio telefono e correre in bagno e poi in cucina, a pensarti ancora un po' e poi a scriverti...
Sono i tuoi 51 anni amore mio, sono la prova che anche tu invecchi, come me, come tutti, la prova che la vita va avanti e che noi due non siamo vicini, non siamo destinati ad esserlo!
Le cose procedono tutto sommato serenamente da queste parti. Mio figlio cresce, ci fa impazzire come fosse un adolescente e ha solo 6 anni, ma cresce sano e pieno di energia e di sorrisi e noi siamo orgogliosi di lui.
Marco è sempre il papà più affettuoso del mondo e il mio porto sicuro, mi fa sentire amata e desiderata, mi fa anche arrabbiare con quel suo modo sottile di ignorarmi quando divento esigente e puntigliosa, quando mi aspetto di essere presa sul serio e lui non ne ha voglia...ma il mio amore per lui resiste anche alla noia del matrimonio e dell'essere genitori, resiste alla stanchezza e alle discussioni svogliate, resiste al tempo che passa sui nostri capelli bianchi e sui nostri chili di troppo. Resiste, esiste, sempre.
Lui è qui per me, è con me, ama me. Almeno è quello che ancora mi ripete. Mi dice che sono bellissima e che mi desidera, ma non avrebbe bisogno di dirlo, sa dimostrarlo, lo rende evidente quando non siamo in contrasto per qualche stupida questione familiare. Ci amiamo.
Ma il sesso non è quello che fanno due persone travolte dalla passione, non è quello che ti toglie il respiro per quanto è intenso il desiderio e il bisogno, non lo è più. Lo è stato, lo è stato per tanto tempo, è stato magico e intenso, crudo e smodato e sporco e sudato...quel sesso che ora esiste solo con te.
O forse dovrei dire che esiste nelle mie fantasie solitarie, visto che son passati mesi dall'ultima volta, lunghi insensati mesi senza di te, senza un contatto vero.
Parlare con te mentre siamo lontani non ha senso, l'ultima volta mi chiedevo a che servisse, se nemmeno riuscivo ad esprimere a parole un solo briciolo di quel che provavo e di quanto ti desideravo.
Tu sei mio amico, lo so, ma finché proverò per te questa attrazione incontrollabile, bruciante, malata, non potrò mai godere davvero del fare due chiacchiere sulle nostre vite e sui fatti, per quanto davvero preoccupanti, che ci accadono intorno. Ti amo e amo troppo la tua pelle, il tuo odore, il tuo sapore, e mi dispiace perché questo mi porta a non esserti vicina come a volte credo vorresti.
Mi parlavi di tuo figlio, teneramente, mi parlavi del tuo lavoro, ancora con entusiasmo, e io invece non ascoltavo davvero, bruciavo dalla voglia di dirti che non me ne sbatte niente di tutto quel raccontare, che non mi piace ascoltarti mentre fai i salti mortali per non cadere su un discorso che tiri in ballo anche lei, che odio sentire lo stomaco che mi si stringe mentre la gelosia mi attanaglia!
Lei è lì con te, io invece così lontana che anche solo sperare di accendere in te una qualche fiammella di desiderio è impensabile e avvilente.  E io non ho bisogno dei tuoi consigli e delle tue perle di saggezza per vivere. Io ho bisogno di toccarti, di stringerti, di scoparti.
Mi faccio schifo stamattina, mentre sto qui a incazzarmi invece di mandarti un affettuoso messaggio di auguri per il tuo compleanno.  Ma io odio questo cinquantunesimo compleanno senza di te, odio non poterti guardare negli occhi, non poterti accarezzare.
Ho solo voglia di piangere, anche se non sono capace neanche di far questo. Sola, in cucina, mentre sorseggio un latte caldo e non ho voglia di assaggiare neanche un biscotto. Sola, nel silenzio, mentre i miei uomini dormono, forse sognano, e neppure sospettano che un'infelicità amara e pungente mi si sta infiltrando nelle ossa...
Non sono sempre infelice,  non pensare che la tua assenza mi impedisca di vivere la mia vita, quella che ho scelto e che sceglierei ancora, non pensare di essere tutto per me, non è così.
Solo che oggi mi gira storta, sto male, sento un dolore sordo dentro al cuore e un disordine infinito nel cervello. Oggi ti amo e ti odio.
Eccole, le lacrime, poche per la verità, neanche la pena che tu le veda...e di sicuro non sarò io a raccontartele.
Ma la devo smettere, potrebbero svegliarsi, piombare all'improvviso in questo momento tra noi due che tu neppure sai che esiste.
Scusa per i brutti pensieri, scusa per le brutte parole, scusa se ancora non so evitare di desiderare più di quello che sai e vuoi darmi.
Scusa se ti amo in questo modo così diverso dal tuo... (e apprezza il fatto che sto almeno ammettendo che un po' mi ami anche tu...).
Scusami e basta, e ora faccio la brava e ti invio il tuo messaggino d'auguri affettuoso e cordiale, senza amore e senza passione. Che pacco!

Un vice premier senza coscienza

Fare i duri sulla pelle di più di 600 persone stremate e disperate al largo su una nave senza una destinazione sicura. Fare i duri, a dispetto delle norme internazionali, seguendo l'esempio di altri Stati canaglia come Malta! Fare i duri senza preoccuparsi di bambini nati durante la traversata, donne incinte e ragazzi che stanno a cuocere sotto il sole sul ponte di una nave che non è certo fatta per le crociere! Fare i duri per raccattare qualche voto in più alle amministrative, e il bello è che ha ottenuto quel che voleva!
L'Europa ci ha lasciato soli, siamo tutti d'accordo, ma oggi mi sono davvero vergognata del comportamento del MIO Governo. 

L'Italia non è questa, l'Italia non può essere questa!

riflessioni in riva al mare...

fa caldo e sono giorni di grandi cambiamenti, li osservo, attendo...e non perdo la speranza nel futuro, non posso.

Abbiamo un Presidente del Consiglio...con riserva, aspettiamo il Governo

Che dire, il discorso breve e chiaro all'uscita dal colloquio con il Presidente al Quirinale è stato quantomeno rassicurante, pacato, non aggressivo.
Non conoscevo fino a qualche giorno fa, come la maggior parte degli italiani, credo, il Professor Conte, ma devo dire che la sua è un'immagine positiva, anche perché l'aggressività delle polemiche montate sul suo curriculum forse un pò gonfiato o forse no, e sui suoi trascorsi debitori col fisco, devono aver lasciato il segno su uno che alla visibilità non è abituato.
Mi è sembrato emozionato, almeno spero fosse questo il motivo di quel suo inciampare sulle parole.
Mi è sembrato che abbia chiarito che siamo e staremo in Europa, nella NATO o, comunque, che non ci saranno rivoluzioni in politica estera. Il resto era un pò vago e il suo dichiarato contributo al contratto di governo molto improbabile.
Molto meno pacato e molto antipatico quel video subito diffuso da Di Maio, con quel sorriso insolente e con le solite promesse da campagna elettorale: aboliremo la Fornero, chi perde il lavoro avrà il reddito di cittadinanza, si pagheranno meno tasse, bla, bla, bla.
Confronto a lui persino Salvini mi sembra una migliore compagnia per una chiacchierata o una bevuta!
Comunque un Governo ci vuole e un Governo voglio anch'io.
Quindi tanti auguri a questi nuovi finti "rivoluzionari", con un "in bocca al lupo" sincero.
Buon lavoro a tutti!

Governo Legastellato o il niente assoluto?

Ennesimo tentativo di portare a casa un mezzo accordo di governo, ennesimo pasticcio, ma certo meno di quello che sarebbe stato se il famoso "contratto di governo" lo avessero dovuto predisporre 5 Stelle e PD!
Tutto si può dire tranne che Lega e Grillini non abbiano niente in comune, e chi finora l'ha negato aveva le fette di prosciutto sugli occhi. Un denominatore comune li ha uniti nel raccattare voti a destra e sinistra con gran facilità: la paura.
Paura dello straniero che, in quanto tale, è sempre e solo un pericolo e una sorta di invasore che mette a rischio la nostra serenità e la nostra italianità.
Paura di essere indifesi di fronte alla delinquenza che avanza e che ci sorprende in casa, e poco importa se i dati su scippi, furti e rapine sono in calo, i giornali e internet ci dicono o alludono il contrario!
Paura di dover lavorare per vivere, di doverci dar da fare per poter acquistare una casa nostra e per i nostri figli, paura di dover andare in pensione a 68 anni, magari con altri 25 o 30 anni da vivere...
Paura di tutto, insomma, tranne che di vedere il nostro paese far la fine che fece la Grecia, o di lasciare un debito infinito e insaldabile ai nostri figli e ai nostri nipoti.
Perché quello che conta per la maggior parte delle persone è l'oggi, solo il qui e ora.
Al domani ci penserà qualcun altro!
E anche se sono portata a dare ragione a chi ritiene che la vita sia così breve che bisognerebbe viverla senza preoccuparsi troppo del futuro, la mia visione delle cose mi consente di accettare quel concetto solo se riferito alle conseguenze sull'individuo, sulla mia vita per intenderci, non su quella del genere umano o anche solo dei miei familiari, vicini, concittadini.
Se il mio "godere" dell'oggi dovesse rivelarsi un danno certo per il benessere di chi ci sarà domani, compreso il mio amato figlio o quelli che potenzialmente saranno i miei nipoti e discendenti vari, allora io tiro il freno. Mi fermo, rifletto, presto maggiore attenzione e alla fine, forse, concludo che posso accontentarmi di qualcosa in meno, posso pretendere meno anche da questo Stato affannato e in difficoltà come un vecchio padre, posso aiutarlo anche solo lasciandolo respirare un pò, con calma, perché possa riprendersi e tornare al suo vigore.
Ma questo significherebbe accettare l'idea che la buona politica non può essere solo cambiamento radicale, rivoluzione, azzeramento del sistema. Significherebbe ammettere che i sogni e ciò che è possibile e giusto non sempre stanno dalla stessa parte o non nella stessa misura.
Per me la politica dovrebbe curare questo Paese come un figlio, proteggerlo anche da noi stessi, accudirlo e accompagnarlo verso una crescita che, lentamente, si sta facendo strada. La politica dovrebbe correggere gli errori, aggiustare il tiro, riequilibrare dove serve, redistribuire senza mai sprecare, rendere ciascuno potenzialmente artefice del proprio destino.
O forse dovrei dire che questa è la mia idea di SINISTRA, la mia sinistra, quella che cambia man mano che il mondo cambia, che non si fossilizza, che non usa vecchi slogan e che non ambisce a stare all'opposizione in eterno. 
La mia SINISTRA è il PD, ormai solo il PD. Tutto il resto per me sono chiacchiere, perdite di tempo, giochetti nascosti dietro ideali sbandierati nella consapevolezza dell'impossibilità di realizzarli con le soluzioni prospettate, economicamente e giuridicamente non adeguate.
E qui in tanti comincerebbero a ridere e commiserarmi, ci sono abituata ormai. Ma io ho 45 anni e mai, mai, ho cambiato idea sui miei ideali più profondi, ho solo cercato la strada che, con un certo pragmatismo, consentisse di realizzarli al meglio. Quella strada è passata per il PDS, poi per i DS, poi, un pò controvoglia ha virato verso il PD, e ora sono ancora qui, senza dovermi vergognare di nulla e senza dover rinnegare nulla.
Tanti errori fatti nel corso dei decenni che ho conosciuto, certo, ma anche tante cose buone, tante persone valide incontrate lungo la stessa strada. E tanti, come me, sono ancora qui, ancora disposti a crederci, senza svenderci al mercato.
Il voto di protesta, questa cosa tutta italiana, io non lo capisco, lo rispetto, certo, ma non lo capisco. Se devi protestate scendi in piazza, oppure scegliti un partito che ti rappresenti meglio, ma che senso ha protestare votando qualcuno che, apertamente, riconosci non essere lo specchio del tuo pensiero?
Non potrei mai.
Non dico che il PD sia quello specchio per me, ha mille anime e in una parte di queste mi riconosco, ma sono certa che, in generale, il mio partito è nato e continuerà ad esistere per dare all'Italia una politica seria, responsabile, affidabile, improntata all'equità sociale e alla giustizia.
Se poi si cura anche di mantenere la nostra economia a livelli soddisfacenti e non si comporta come se l'essere imprenditori o il diventare ricchi fosse di per sè un fatto inconciliabile con il battersi per l'uguaglianza, allora è la mia SINISTRA, senza se e senza ma.
Lo è stata in questi anni, pur con tutte le critiche che io stessa ho da fare e ho fatto, in particolare al Governo Renzi. Ma quello è stato il mio governo, più di ogni altro, perché finalmente ho visto qualcuno che faceva quel che diceva di voler fare, che si impegnava e dimostrava che cambiare si può, senza necessariamente  buttare gambe all'aria il tavolo!
Chi non fa non sbaglia, chi fa, e fa anche bene, non può far tutto in modo impeccabile, ci sarà sempre da correggere e migliorare.
E ora io spero di non vedere gettate alle ortiche le tante riforme portate a casa, dal lavoro, alla scuola, ai diritti civili. Si può migliorare, ma non so se questi giovani sfrontati e assatanati (e meno male che davano dello strafottente a Renzi!!!) saranno in grado di farlo o se, invece, combineranno casini nel tentativo disperato di mettersi in mostra e raccontare ai loro simpatizzanti (fanatici) che hanno aperto la scatoletta di tonno!
Se fossi credente direi "Dio abbia pietà di noi" ma non lo sono, per cui dico solo "Mattarella veglia su di noi", e senza alzare la voce sto a guardare e a sperare che riescano a fare un governo, perché questo serve al Paese, e a non esagerare con  la svolta a destra all'interno e in politica estera.
Io sto al mio posto, come lo faranno i parlamentari del PD che faranno opposizione corretta, senza insulti e senza voltafaccia. Almeno è questo che mi aspetto che facciano.
Io ci sono, ci sarò fino a quando sarò convinta che il PD sia il mio posto, cioè fino a quando non si metterà a rincorrere elettori troppo sognanti a sinistra o troppo assetati di populismo antisistema a destra o quel che pensano di essere i 5 Stelle.
Mi dispiace per tutti gli amici che hanno preso un abbaglio votando 5 Stelle e che ora non sanno in cosa sperare, nè come giustificare questo "contratto di governo" inconsistente, vago, pseudo antieuropeista e protezionista.
Eppure vedo che non hanno intenzione di tornare indietro, sono quelli che di anno in anno possono votare diversamente, continuando a protestare a vita.
Bè, non facciamo l'errore di rincorrerli per favore, non facciamo l'errore di pensare che la responsabilità sia nostra.
Il PD, per quanto mi riguarda, di autocritica ne ha fatta fin troppa, anzi, ha scaricato ogni responsabilità su Matteo Renzi, abbandonandolo e additandolo come il nemico.
Non è il nemico, non è il mio nemico. Ci ha fatto scoprire che possiamo fare tanto, che esiste una possibilità di cambiamento, che ci vuole coraggio e decisione per riuscirci. E se l'ha fatto con sfrontatezza e, a volte, con qualche scorrettezza di troppo, ciò non toglie che io mi sia sentita fortemente rappresentata da lui e da quella linea politica e che così mi senta ancora.
Quindi mi auguro che per lui ci sia ancora lo spazio meritato e che la finiamo con la caccia alle streghe. E' ancora il mio leader, anche se accetterò le decisioni dell'Assemblea, quando le assumerà. Perché esistono regole che vanno rispettate, non solo capricci e desideri di rivalsa!

Dammi un pò di tregua...

Non è possibile, con te è sempre la stessa storia! La butti lì come niente fosse, una di quelle tue solite richieste balorde, e poi pretendi...