Un vice premier senza coscienza

Fare i duri sulla pelle di più di 600 persone stremate e disperate al largo su una nave senza una destinazione sicura. Fare i duri, a dispetto delle norme internazionali, seguendo l'esempio di altri Stati canaglia come Malta! Fare i duri senza preoccuparsi di bambini nati durante la traversata, donne incinte e ragazzi che stanno a cuocere sotto il sole sul ponte di una nave che non è certo fatta per le crociere! Fare i duri per raccattare qualche voto in più alle amministrative, e il bello è che ha ottenuto quel che voleva!
L'Europa ci ha lasciato soli, siamo tutti d'accordo, ma oggi mi sono davvero vergognata del comportamento del MIO Governo. 

L'Italia non è questa, l'Italia non può essere questa!

riflessioni in riva al mare...

fa caldo e sono giorni di grandi cambiamenti, li osservo, attendo...e non perdo la speranza nel futuro, non posso.

Abbiamo un Presidente del Consiglio...con riserva, aspettiamo il Governo

Che dire, il discorso breve e chiaro all'uscita dal colloquio con il Presidente al Quirinale è stato quantomeno rassicurante, pacato, non aggressivo.
Non conoscevo fino a qualche giorno fa, come la maggior parte degli italiani, credo, il Professor Conte, ma devo dire che la sua è un'immagine positiva, anche perché l'aggressività delle polemiche montate sul suo curriculum forse un pò gonfiato o forse no, e sui suoi trascorsi debitori col fisco, devono aver lasciato il segno su uno che alla visibilità non è abituato.
Mi è sembrato emozionato, almeno spero fosse questo il motivo di quel suo inciampare sulle parole.
Mi è sembrato che abbia chiarito che siamo e staremo in Europa, nella NATO o, comunque, che non ci saranno rivoluzioni in politica estera. Il resto era un pò vago e il suo dichiarato contributo al contratto di governo molto improbabile.
Molto meno pacato e molto antipatico quel video subito diffuso da Di Maio, con quel sorriso insolente e con le solite promesse da campagna elettorale: aboliremo la Fornero, chi perde il lavoro avrà il reddito di cittadinanza, si pagheranno meno tasse, bla, bla, bla.
Confronto a lui persino Salvini mi sembra una migliore compagnia per una chiacchierata o una bevuta!
Comunque un Governo ci vuole e un Governo voglio anch'io.
Quindi tanti auguri a questi nuovi finti "rivoluzionari", con un "in bocca al lupo" sincero.
Buon lavoro a tutti!

Governo Legastellato o il niente assoluto?

Ennesimo tentativo di portare a casa un mezzo accordo di governo, ennesimo pasticcio, ma certo meno di quello che sarebbe stato se il famoso "contratto di governo" lo avessero dovuto predisporre 5 Stelle e PD!
Tutto si può dire tranne che Lega e Grillini non abbiano niente in comune, e chi finora l'ha negato aveva le fette di prosciutto sugli occhi. Un denominatore comune li ha uniti nel raccattare voti a destra e sinistra con gran facilità: la paura.
Paura dello straniero che, in quanto tale, è sempre e solo un pericolo e una sorta di invasore che mette a rischio la nostra serenità e la nostra italianità.
Paura di essere indifesi di fronte alla delinquenza che avanza e che ci sorprende in casa, e poco importa se i dati su scippi, furti e rapine sono in calo, i giornali e internet ci dicono o alludono il contrario!
Paura di dover lavorare per vivere, di doverci dar da fare per poter acquistare una casa nostra e per i nostri figli, paura di dover andare in pensione a 68 anni, magari con altri 25 o 30 anni da vivere...
Paura di tutto, insomma, tranne che di vedere il nostro paese far la fine che fece la Grecia, o di lasciare un debito infinito e insaldabile ai nostri figli e ai nostri nipoti.
Perché quello che conta per la maggior parte delle persone è l'oggi, solo il qui e ora.
Al domani ci penserà qualcun altro!
E anche se sono portata a dare ragione a chi ritiene che la vita sia così breve che bisognerebbe viverla senza preoccuparsi troppo del futuro, la mia visione delle cose mi consente di accettare quel concetto solo se riferito alle conseguenze sull'individuo, sulla mia vita per intenderci, non su quella del genere umano o anche solo dei miei familiari, vicini, concittadini.
Se il mio "godere" dell'oggi dovesse rivelarsi un danno certo per il benessere di chi ci sarà domani, compreso il mio amato figlio o quelli che potenzialmente saranno i miei nipoti e discendenti vari, allora io tiro il freno. Mi fermo, rifletto, presto maggiore attenzione e alla fine, forse, concludo che posso accontentarmi di qualcosa in meno, posso pretendere meno anche da questo Stato affannato e in difficoltà come un vecchio padre, posso aiutarlo anche solo lasciandolo respirare un pò, con calma, perché possa riprendersi e tornare al suo vigore.
Ma questo significherebbe accettare l'idea che la buona politica non può essere solo cambiamento radicale, rivoluzione, azzeramento del sistema. Significherebbe ammettere che i sogni e ciò che è possibile e giusto non sempre stanno dalla stessa parte o non nella stessa misura.
Per me la politica dovrebbe curare questo Paese come un figlio, proteggerlo anche da noi stessi, accudirlo e accompagnarlo verso una crescita che, lentamente, si sta facendo strada. La politica dovrebbe correggere gli errori, aggiustare il tiro, riequilibrare dove serve, redistribuire senza mai sprecare, rendere ciascuno potenzialmente artefice del proprio destino.
O forse dovrei dire che questa è la mia idea di SINISTRA, la mia sinistra, quella che cambia man mano che il mondo cambia, che non si fossilizza, che non usa vecchi slogan e che non ambisce a stare all'opposizione in eterno. 
La mia SINISTRA è il PD, ormai solo il PD. Tutto il resto per me sono chiacchiere, perdite di tempo, giochetti nascosti dietro ideali sbandierati nella consapevolezza dell'impossibilità di realizzarli con le soluzioni prospettate, economicamente e giuridicamente non adeguate.
E qui in tanti comincerebbero a ridere e commiserarmi, ci sono abituata ormai. Ma io ho 45 anni e mai, mai, ho cambiato idea sui miei ideali più profondi, ho solo cercato la strada che, con un certo pragmatismo, consentisse di realizzarli al meglio. Quella strada è passata per il PDS, poi per i DS, poi, un pò controvoglia ha virato verso il PD, e ora sono ancora qui, senza dovermi vergognare di nulla e senza dover rinnegare nulla.
Tanti errori fatti nel corso dei decenni che ho conosciuto, certo, ma anche tante cose buone, tante persone valide incontrate lungo la stessa strada. E tanti, come me, sono ancora qui, ancora disposti a crederci, senza svenderci al mercato.
Il voto di protesta, questa cosa tutta italiana, io non lo capisco, lo rispetto, certo, ma non lo capisco. Se devi protestate scendi in piazza, oppure scegliti un partito che ti rappresenti meglio, ma che senso ha protestare votando qualcuno che, apertamente, riconosci non essere lo specchio del tuo pensiero?
Non potrei mai.
Non dico che il PD sia quello specchio per me, ha mille anime e in una parte di queste mi riconosco, ma sono certa che, in generale, il mio partito è nato e continuerà ad esistere per dare all'Italia una politica seria, responsabile, affidabile, improntata all'equità sociale e alla giustizia.
Se poi si cura anche di mantenere la nostra economia a livelli soddisfacenti e non si comporta come se l'essere imprenditori o il diventare ricchi fosse di per sè un fatto inconciliabile con il battersi per l'uguaglianza, allora è la mia SINISTRA, senza se e senza ma.
Lo è stata in questi anni, pur con tutte le critiche che io stessa ho da fare e ho fatto, in particolare al Governo Renzi. Ma quello è stato il mio governo, più di ogni altro, perché finalmente ho visto qualcuno che faceva quel che diceva di voler fare, che si impegnava e dimostrava che cambiare si può, senza necessariamente  buttare gambe all'aria il tavolo!
Chi non fa non sbaglia, chi fa, e fa anche bene, non può far tutto in modo impeccabile, ci sarà sempre da correggere e migliorare.
E ora io spero di non vedere gettate alle ortiche le tante riforme portate a casa, dal lavoro, alla scuola, ai diritti civili. Si può migliorare, ma non so se questi giovani sfrontati e assatanati (e meno male che davano dello strafottente a Renzi!!!) saranno in grado di farlo o se, invece, combineranno casini nel tentativo disperato di mettersi in mostra e raccontare ai loro simpatizzanti (fanatici) che hanno aperto la scatoletta di tonno!
Se fossi credente direi "Dio abbia pietà di noi" ma non lo sono, per cui dico solo "Mattarella veglia su di noi", e senza alzare la voce sto a guardare e a sperare che riescano a fare un governo, perché questo serve al Paese, e a non esagerare con  la svolta a destra all'interno e in politica estera.
Io sto al mio posto, come lo faranno i parlamentari del PD che faranno opposizione corretta, senza insulti e senza voltafaccia. Almeno è questo che mi aspetto che facciano.
Io ci sono, ci sarò fino a quando sarò convinta che il PD sia il mio posto, cioè fino a quando non si metterà a rincorrere elettori troppo sognanti a sinistra o troppo assetati di populismo antisistema a destra o quel che pensano di essere i 5 Stelle.
Mi dispiace per tutti gli amici che hanno preso un abbaglio votando 5 Stelle e che ora non sanno in cosa sperare, nè come giustificare questo "contratto di governo" inconsistente, vago, pseudo antieuropeista e protezionista.
Eppure vedo che non hanno intenzione di tornare indietro, sono quelli che di anno in anno possono votare diversamente, continuando a protestare a vita.
Bè, non facciamo l'errore di rincorrerli per favore, non facciamo l'errore di pensare che la responsabilità sia nostra.
Il PD, per quanto mi riguarda, di autocritica ne ha fatta fin troppa, anzi, ha scaricato ogni responsabilità su Matteo Renzi, abbandonandolo e additandolo come il nemico.
Non è il nemico, non è il mio nemico. Ci ha fatto scoprire che possiamo fare tanto, che esiste una possibilità di cambiamento, che ci vuole coraggio e decisione per riuscirci. E se l'ha fatto con sfrontatezza e, a volte, con qualche scorrettezza di troppo, ciò non toglie che io mi sia sentita fortemente rappresentata da lui e da quella linea politica e che così mi senta ancora.
Quindi mi auguro che per lui ci sia ancora lo spazio meritato e che la finiamo con la caccia alle streghe. E' ancora il mio leader, anche se accetterò le decisioni dell'Assemblea, quando le assumerà. Perché esistono regole che vanno rispettate, non solo capricci e desideri di rivalsa!

post elezioni e post era dem, forse...

Dopo qualche giorno, che a caldo rischiavo di lasciarmi prendere da rabbia e sconforto, voglio fare un augurio a questo nostro paese che ha fatto la sua scelta. E almeno sono felice che abbia fatto una scelta e che, contrariamente alle aspettative, in tanti siano andati a votare, non cedendo alla tentazione di arrendersi all'inerzia, alla voglia di non assumersi la responsabilità del futuro di tutti noi.
Complimenti e grazie a tutti quelli che sono andati a votare, che tirarsi indietro non lo trovo davvero accettabile, non se si vuole vivere in società con il resto della popolazione, dentro un sistema che continuamente viene criticato ma che poi in pochi cercano di cambiare.
Detto questo, il risultato non è certo di mio gradimento, me l'aspettavo, eccetto forse l'exploit di Salvini che ancora non riesco a digerire, soprattutto nel centro e sud Italia! Da sarda non capisco come si possa andare a votare Lega, ma del resto non capisco neanche chi vota indipendentista, per cui le due cose forse sono collegate. Non sono per le autonomie spinte, sono una maniaca del controllo e, per natura, forse troppo centralista.
Ma quel che mi fa rabbia è che sono certa che chi ha votato Lega e anche 5 stelle, lo ha fatto per la paura fottuta degli immigrati, per quanto qui in Sardegna ti ci devi proprio impegnare per incrociare più di due extracomunitari per strada in uno stesso giorno! Ma tant'è! La paura fa vedere stranieri e pericoli ovunque. E poi hanno votato pensando che forse ci sarà modo di pagare meno tasse, o di evaderle con più facilità di quanto già non accada, e per ultimo, che forse lo Stato comincerà ad aprire i rubinetti e a distribuire redditi di cittadinanza a tutti, in barba al debito pubblico in crescita e fingendo che tagliare stipendi e vitalizi ai parlamentari e simili possa compensare quelle uscite. Già, perché la spending review di cui tanto hanno parlato i grillini in realtà non si capisce dove intendano attuarla! E' vero che sprechi ce ne son tanti, e lavorando in una pubblica amministrazione posso averne una qualche idea, ma certo non stanno dove pensano loro! E' la cattiva gestione che genera sprechi, è la tendenza a mettere al vertice degli incapaci che genera a cascata inefficienze e ingiustizie, è il non pretendere che chi fa l'amministratore locale sia almeno preparato e in grado di comprendere i meccanismi della macchina che dovrebbe governare, a rendere impossibile una gestione responsabile delle risorse o, a volte, a impedirne proprio l'utilizzo anche quando le risorse abbondano!
Insomma, è l'incompetenza a rendere impossibile il cambiamento, per questo (e non solo) non mi convince un movimento che dell'improvvisazione e della verginità fa il suo motto! Io preferisco l'esperienza e la serietà.
Io preferisco chi mi dice che per fare determinati lavori ci vuole preparazione, professionale o accademica poco cambia, preferisco chi mi dice che, se non muovi il culo per cercare lavoro, non sarà lo Stato a bussare a casa per offrirtelo, preferisco chi mi dice che all'impegno e allo studio corrisponderà una posizione proporzionalmente vantaggiosa o di prestigio, non che per il solo fatto di esistere si possa aspirare a uno stipendio quando non fai nulla per conquistarlo e poi per meritarlo!
Preferisco la meritocrazia al "tutto per tutti". Preferisco le uguali opportunità di ottenere lavoro, casa, famiglia, felicità, senza che queste stesse cose vengano lette come diritto soggettivo inalienabile anche se non hai proprio voglia di metterti in gioco e dimostrare chi sei e cosa puoi fare.
Ho tanti amici che si fanno il mazzo, e che infatti lavorano, fosse pure in modo non continuativo, ma ce la fanno! E ne ho altri che risultano poveracci e che, lo so bene, hanno avute tante possibilità di avere un lavoro o un'attività o comunque una vita "regolare" che richiedeva soltanto metter la sveglia la mattina, alzarsi e fare giornalmente quello che erano assolutamente in grado di fare, a volte con maestria! Quelle possibilità le hanno sempre bruciate per poi venire da me a piangere miseria, a darmi della "fortunata" per il mio noioso lavoro uguale tutti i giorni della mia vita, per il mio modesto ma sicuro stipendio col quale, sono certa, col tenore di vita che pretendono di avere, non sarebbe bastato loro per metà mese! Non hanno soldi e hanno tante più cose di me, nel senso che hanno sempre i contanti in tasca, magari sganciati da genitori generosi, fratelli e amici ai quali chiedono senza ritegno alcuno (e tra questi ci son anch'io, che ci casco sempre!), escono tutti i giorni, bevono, giocano, si divertono, alla faccia dei vari figli che intanto hanno messo al mondo e per i quali si recano in comune a chiedere assistenza, anzi, a pretenderla!
Lo so che ci sono persone che hanno perso il lavoro e che davvero vivono situazioni disastrose insieme alle loro famiglie, sono fermamente convinta che a loro e a chi ha davvero difficoltà dovrebbero essere indirizzate le nostre attenzioni e le risorse economiche. Io sono per uno stato sociale forte e presente, ma non sono per l'assistenzialismo puro che non ha mai fatto bene a nessuno!
La sola espressione "reddito di cittadinanza" mi da i brividi. Cosa raccontiamo ai nostri giovani, che si ha diritto ad avere tutto anche se si è scelto (e ribadisco "scelto") di non studiare, di non abbassarsi a fare lavori proponibili a chi non ha nemmeno un diploma, di avere la puzza sotto il naso e, magari, di andare pure in giro a vandalizzare e distruggere ciò che è stato costruito, acquistato, realizzato, con il gettito fiscale generato da chi si adatta a timbrare il cartellino ogni giorno, a fare magari anche il lavoro di qualcun altro che non è in grado di farlo (ma che è entrato comunque, non per colpa sua ma di qualcuno che pensa che far del bene significhi  dare lavoro a chi non sarà mai in grado di svolgerlo!), a pagare bollette e rispettare le regole, insegnando ai propri figli a fare altrettanto, e a capire che bisogna sognare, certo, ma bisogna anche darsi da fare per realizzare quei sogni!
Insomma, oggi penso che a queste elezioni si sia scelta la strada che sembrava più facile e promettente, penso che in molti pensino davvero che si possa mandare al macero la riforma delle pensioni, che si potrà ricominciare a spendere e spandere come ai tempi di DC e PSI, che il deficit e lo spread siano solo invenzioni di fantomatici complottisti, che l'Europa sia solo una mangiatoia dalla quale attingere senza dare, che cacciando via gli stranieri, meglio se buttandoli giù dai barconi prima di vederli, si possa proteggere il nostro orticello e ignorare il fatto che il mondo è cambiato, che l'Italia non è una nostra proprietà, che la globalizzazione non esiste solo quando ci fa comodo, che tutti, tutti al mondo, hanno diritto di cercare e inseguire la felicità o, più spesso, la sopravvivenza!
Io ero e sono con il PD, qualcuno dice che sembro una bigotta in chiesa, che vivo la politica come una fede, con il prosciutto sugli occhi. Non lo credo, io vedo le distorsioni all'interno del partito e del sistema paese, io vorrei che venissero corrette, ma so anche che la perfezione non esiste, che a cercar continuamente una nuova casa dove fare l'uovo, senza accertarsi che sia davvero meglio della precedente, si rischia soltanto di buttare al cesso tutto ciò che si è faticosamente costruito fino ad ora. E si è costruito tanto, di questo dovremmo andare orgogliosi. Le riforme che gli altri vorrebbero affossare, sono riforme perfettibili, ma di sicuro innovative e mirate a una maggiore efficienza ed equità sociale. E se solo il paese avesse creduto nella riforma costituzionale, adesso avremmo un'Italia diversa, con un governo 5 stelle solido, che avrebbe potuto governare serenamente per 5 anni senza dover mendicare voti in giro! Avremmo avuto una sola Camera, un processo legislativo più veloce e snello, un governo che avrebbe dovuto metterci la faccia e rispondere del suo operato.
Per questo penso che ora il PD stia rispondendo del suo operato in modo ingiusto. La faccia ce l'ha messa, le decisioni sono state prese, con coraggio, ma forse la comunicazione non è stata il massimo. E, certo, la classe politica, soprattutto a livello locale, non all'altezza (vedasi Giunta Pigliaru qui in Sardegna!!!).
E adesso mi fa male vedere Renzi che scalpita come uno scolaretto capriccioso, annebbiato dalla rabbia, senza autocontrollo e guidato da desiderio di vendetta e rivalsa. Ma nei confronti di chi poi? Perché questo atteggiamento alla fine farà male solo al paese, che il partito se n'è già fatto abbastanza! Se non si formerà alla svelta un governo, questo paese andrà in caduta libera e io questo non lo desidero, anche se dovesse significare fare da stampella ai 5 stelle. Il paese li ha scelti, è solo colpa di questa legge elettorale se non hanno i numeri. E allora diamoglieli, cercando almeno di limitare il danno quando cercheranno di andare alla deriva, di fare cazzate troppo grosse.
Hanno l'investitura del popolo, rispettiamola, diamogli la possibilità di fare quello che il paese ha chiesto loro, votando solo quello che troveremo almeno accettabile. Mi sembra più sensato che non pestare i piedi ed aspettare di vederli piangere e magari, alla fine allearsi alla Lega, che punti in comune per i miei gusti ne hanno fin troppi e se faranno un programma con loro non sarà niente di buono!!!
Io non sono contro Renzi, anzi lo ringrazio per quel che ha fatto finora. Io vorrei solo che ragionasse, che tutti lo facessero prima di spezzare in due il partito e l'elettorato. C'è un tempo per lottare e un tempo per la responsabilità, ce lo siamo sempre detti. Bè, questo è decisamente il momento della responsabilità, di dimostrare al paese che noi ci saremo sempre quando sarà necessario. E per far questo non serve un cambio di segreterio o di leader, che è dall'89 che ci facciamo del male cacciandone uno ad ogni tornata elettorale! Perché gli altri vanno sempre oltre e noi invece ci flagelliamo? Cambiare direzione si può, guidare il partito verso una transizione si può, smettere di insultarci a vicenda si può. E non va fatto per recuperare voti, che quelli per un bel po' sono andati, va fatto solo perché è giusto. Il Paese non chiede più sinistra, chiede sicurezza e coerenza.
Quindi spero di non risvegliarmi tra qualche mese con un partito distrutto e senza speranze e con un paese allo sbando.
Buona fortuna a tutti noi
Ieri serata film in solitudine...
"La foresta dei sogni" di GUS VAN SANT, del 2015, con un Matthew McConaughey inedito, almeno per me, e una brava Naomi Watts.

Certo non un film per stare su con l'umore, eppure dopo mi sono sentita più leggera...
Risultati immagini per la foresta dei sogniSarà che parlare di riscatto della vita e dell'amore sulla morte regala comunque una speranza delicata e dal sapore dolce, anche se leggero; sarà che vedere qualcuno che ritrova la sua strada dopo essersi drammaticamente perso fa pensare a noi stessi e al fatto che, forse, ce la faremo anche noi, perché è capitato a tutti di perdersi, e se non è capitato capiterà di sicuro!
Insomma, un film che ti inchioda allo schermo, senza troppi artifici, solo con il desiderio di capire e sapere che c'è ancora un senso nelle azioni di quell'uomo e nelle nostre.
Un film che consiglio, anche se, visto che non è una novità, sarò forse una delle poche a non averlo guardato prima!!!

In tempi di molestie...

E dopo lo scandalo Weinstein (quello del produttore cinematografico statunitense che avrebbe imposto pratiche sessuali di vario genere ad attrici e collaboratrici in cambio di favoritismi o anche fine a se stesse), dopo la gara a chi (già famoso e non) poteva raccontare l'abuso più umiliante, che fosse stato messo in atto da quel produttore o da altri, dopo le cazzate inverosimili di Asia Argento, dopo le rivelazioni anonime di presunte ex attrici, dopo il sexy gate inglese (e anche lì teste che cadono...nel vero senso della parola), dopo la distruzione di un artista come Kevin Spacey per presunti abusi o molestie perpetrati per decenni e di cui si saprebbe solo ora, per l'irrefrenabile voglia di giustizia e verità di una serie infinita di soggetti che gli sono passati accanto, dopo tutto questo cosa dovremo aspettarci?
Non che questo abbia troppa rilevanza, ma sono una donna e, da donna, capisco bene che, in certe situazioni, soprattutto in presenza di uomini che hanno un ruolo apicale o comunque nei confronti dei quali abbiamo motivo di sentirci subalterne o ricattabili, subire una molestia o un'avance troppo spinta diventa più difficile da gestire che non in situazione di parità. Capisco che si possa avvertire il peso dell'autorevolezza del presunto personaggio autorevole, capisco che si possa desiderare intensamente l'approvazione dell'uomo che per noi è magari fonte di ispirazione e ammirazione, capisco che si possa mettere sul piatto della bilancia tutti i sacrifici fatti per arrivare fin lì e magari chiedersi se valga la pena di umiliarsi per ottenere ciò che, forse, ci spetterebbe.
Capisco che di certi uomini si possa persino avere paura, quando li si rispetta estremamente, quando ci colgono di sorpresa con atteggiamenti che li rendono irriconoscibili, che quasi ci fanno dubitare di noi stesse e dell'interpretazione dei fatti che stiamo dando, facendoci sentire doppiamente deboli e ingenue, se non presuntuose.
Capisco che ci si possa pure convincere che, come molti dicono, il mondo funziona così e se vuoi arrivare ci sono compromessi a cui prima o poi bisogna sottostare, senza mai protestare, che non è vantaggioso.
Capisco che spesso, se si subisce un abuso o una molestia o, peggio, una violenza, diventi davvero difficile raccontare, denunciare, rischiare di essere messe noi stesse in discussione, giudicate per "essercela cercata" o per non averla saputa gestire.
Capisco.
Eppure qui qualcosa non mi convince. Dove sta l'errore, quel neo fastidioso che mi fa sentire a disagio, che mi impedisce di solidarizzare con tutta questa gente che si lancia in confessioni dell'ultim'ora, in racconti di fatti che dovrebbero essere già un po' sbiaditi ma che sembrano nitidi come fossero avvenuti ieri?
Cosa mi irrita nel susseguirsi di denunce, spesso senza nominare il presunto colpevole, giustificate con l'esigenza di rendere il mondo partecipe di questo schifo, di rendere le donne più coraggiose e capaci di dire NO, più sicure e disponibili a chiedere aiuto per il danno subito?
Non so di preciso cosa mi metta a disagio in tutto questo, ma so che non è con gli scandali che si cambia la mentalità della gente, delle donne in primis. Non è con gli scandali che si arriva alla verità e alla giustizia. Non è con questi scandali che insegniamo alle ragazze più giovani a difendersi e gestire il proprio corpo e la propria sensualità.
Non sono convinta che il ruolo o la visione della figura femminile siano cambiate in peggio in questi anni, anzi, sono convinta del contrario. Tante battaglie portate avanti dalle nostre madri (forse non dalla mia) e da uomini illuminati (almeno per qualche tempo) hanno di fatto cambiato il modo in cui la donna stessa concepisce se stessa. E hanno cambiato le aspettative della società' nei suoi confronti, anche se non sempre quelle della sua famiglia di origine o di ingresso, che continuano spesso ad essere ancorate all'idea della donna fragile, mamma, lavandaia e angelo del focolare. E' vero che, alla faccia della legislazione paritaria e non sessista, nella realtà' certe discriminazioni e soprusi sopravvivono allegramente, sarà vero, se lo sento e leggo ovunque, che c'è disparità nelle retribuzioni, che l'accesso ai posti di vertice, ai ruoli apicali, è spesso precluso alle donne o almeno reso molto più difficile che per gli uomini. E' vero, sarà vero.
Eppure io non ho mai, e sottolineo mai, provato neppure la sensazione di essere stata giudicata ingiustamente o non selezionata o valutata in modo scorretto solo in quanto donna. Non mi sono sentita messa da parte in nessuna discussione, in ambito lavorativo, di associazionismo politico o sociale, non ho mai pensato di aver dovuto faticare il doppio per raggiungere ogni obiettivo sociale o professionale, perché effettivamente non è mai successo!
Ora, mi si potrà contestare il fatto che io non ho certo fatto una gran carriera, che non ricopro posti di vertice in nessun campo, che non sono stata ambiziosa e che mi sono accontentata del ruolo che mi è stato concesso perché comunque non ambito da un maschio.  Non sono d'accordo.
Io ho raggiunto gli obiettivi che mi sono prefissata praticamente sempre, quando mi interessavano davvero, io ho scelto cosa fare e ho concorso insieme agli uomini senza pensare mai di essere in svantaggio rispetto a loro. Io non mi sentivo costretta a dare di più, nessuno mi ha mai fatto intendere che avrei dovuto dare di più. So di essere stimata nella mia professione e nell'ambiente di lavoro in genere, so che tanti hanno avuto fiducia in me, so che pensano che dovrei andare oltre, avere più ambizione. So che potrei fare di più, nel senso che potrei aspirare a posizioni più prestigiose e trattamenti economici maggiori. Ma non mi interessano, e non perché non ami i soldi e il benessere che possono regalare, ma solo perché raggiungere altri obiettivi significherebbe perdere quel poco di tempo e spazio che ho per me, significherebbe sacrifici che non intendo affrontare e impegni ai quali non intendo corrispondere. E questo non perché sono donna, solo perché sono fatta così, perché in linea di massima amo la mia vita e la voglio mantenere su misura per me.
E Marco, l'uomo con cui condivido la vita quotidiana, le speranze e i sogni, la pensa come me, e anche lui ha scelto una vita semplice, in cui lavoro e ambizioni non trovano posto prima di noi stessi e della nostra famiglia.
Ma tutto questo non ha a che fare con il sesso dell'uno o dell'altro!
Insomma, una donna, se ne ha le capacità, la voglia e le competenze, può arrivare dove vuole, facendosi valere come fan tutti, senza pensare di aver diritto a non so quale solidarietà femminile e senza pensare di arrivare in alto per combattere non so quali battaglie di genere.
Tornando all'argomento iniziale, quindi, mi convince poco il pensiero comune che una donna, per far carriera, debba sottostare a chissà quali osceni compromessi, non di rado di tipo sessuale. Sono certa che le proposte vengano fatte e siano all'ordine del giorno in certi ambienti, visto che lo sono persino in quelli meno frequentati da bellezze e persone affascinanti.
Le proposte oscene ci sono e a quelle esistono diversi modi di reagire, tutti più o meno legittimi. Puoi rifiutare dando di matto e denunciando, puoi ribellarti e passare al contrattacco, magari ricattando o sputtanando, puoi buttarla sul gioco e prendere tempo per ottenere quel che vuoi, illudendo l'altro di essere sulla buona strada mentre lo usi soltanto, puoi dire si, godertela o trattenere i conati, puoi fare quel che ritieni valga la pena di fare. Ma di certo non puoi starci, prendere ciò che ti viene offerto in cambio e poi, dopo anni,  andare a piangere in giro, buttando fango su te stessa e sugli altri, pretendendo di passare per vittima e non per una semplice rotella di un ingranaggio perverso che tu stessa stai contribuendo a far funzionare.
So che non si può generalizzare, e per questo non ho gradito il tam tam e il "me too" cui tutte e tutti si sono accodati, dando poi della traditrice a donne che hanno osato tirarsi fuori e dire che, si, l'approccio un po' spinto ci sta, che non si può sempre criminalizzare l'uso del proprio fascino e neppure del potere, visto che spesso è questo che spinge le donne o gli uomini ad avvicinare certe persone, a farcisi fotografare insieme o anche solo a lasciare intendere che ci sia una confidenza e un'intimità in realtà inesistenti.
E diciamoci la verità, care signore, a chinpiace l'uomo timido, impacciato, che chiede il permesso per baciarti, per toccati, per scoparti!?
Insomma, guai a chi cerca di violare la mia dignità e il mio corpo senza il mio esplicito consenso, basta con le violenze e giusto sempre denunciare abusi o stupri, senza remore. Ma non sarà mai un abuso un maldestro tentativo di sedurmi, magari con una palpata sgradita sul culo, non lo sara' mai un bacio rubato, anche se poi ti becchi uno schiaffo, non lo sara' mai una proposta oscena, neanche sul posto di lavoro, salvo che venga riproposta dopo il chiaro rifiuto e il monito a che non si ripeta più quel tipo di situazione.
Insomma, non penso che vivere nel terrore di essere denunciati per molestie per ogni approccio o allusione o battuta sia il modo migliore di viveso che piacerà a nessuno dover far sottoscrivere dichiarazioni di consenso in bollo per potersi lasciare andare a posare la mano su seno o su un pene, si sa mai che qualcuno si senta abusato...

Un vice premier senza coscienza

Fare i duri sulla pelle di più di 600 persone stremate e disperate al largo su una nave senza una destinazione sicura. Fare i duri, a dispet...