Non c'è mai fine al peggio in questo PD: Renzi, il figlio ingrato!

Che dire caro Matteo,
anni fa non ti digerivo, non ti ho votato, optando per il più rassicurante e meno ambizioso Bersani. Ho sempre scelto la competenza e la serietà di fronte alla sfrontatezza dei giovani...anche di quelli giovani come allora lo ero io.
Tu lo eri di più, ed eri più in gamba di me e più intraprendente, certo, ma anche molto poco paziente, dote che hai sempre sottovalutato, forse perchè non l'hai mai posseduta.
E pochi anni dopo, invece, mi sono ritrovata trascinata, risucchiata con entusiasmo e fiducia in quel turbinio di emozioni, sogni riformisti, promesse di rinnovamento che è stata la tua ascesa a Palazzo Chigi. Ero pure disposta a sorvolare sul metodo, visto che il programma era credibile, razionalmente realizzabile, al passo coi tempi e affidato a persone valide, energiche, carismatiche in molti casi.
Tu per me restavi uno strafottente ma, ne ero convinta, eri l'uomo giusto al posto giusto nel momento giusto. Ci ho creduto, mi hai conquistato, ho lottato insieme a te. E ho sofferto con la batosta al referendum, perchè l'ho vissuta come il fallimento di un sogno di rinascita, come il tradimento di un popolo al suo paese, come una grande occasione di riscatto buttata nel cesso.
Ma ci ho messo tanto ad ammettere che, come tanti, tutti, mi facevano notare, in gran parte la |colpa è stata del tuo bisogno di metterci la firma, di personalizzare tutto all'eccesso, di trasformare ogni decisione in un "O con me o contro di me". Be', è andata così: contro di te, non contro la riforma.
Troppo difficile da digerire, troppo dura ricominciare e continuare a crederci, ma io e tanti con me ci abbiamo provato.
Ti ho scritto per chiederti di non mollare, di continuare a lavorare per continuare a dare voce a chi, come me, ti vedeva come l'espressione dei propri sogni (anche se rivisitati per difetto).
E poi il lungo travaglio fino all'elezione del nuovo segretario (io certo avrei preferito Minniti) e all'apertura di una stagione di relativa pace, di compromessi in agguato ad ogni angolo. Ma tutto è sempre possibile in un partito che, come il nostro stesso paese, riconosce la democrazia e l'alternanza come valori irrinunciabili.
Questo per me è il PD, ancor più ora che la carenza di pluralità, trasparenza e coerenza sono sempre più evidenti in ogni altra formazione politica o pseudo politica.
Il PD è ancora la mia casa, eppure non è qui che sono nata, ma in quei PDS e DS che, ora mi è chiaro, non devi aver mai digerito.
E la tua casa invece qual'è? Pronto al trasloco ora che il timone ti è stato strappato di mano, come se non avessi più niente da esprimere e rappresentare dentro questa grande famiglia. Non sarò con te e spero che in tanti puntino i piedi e si ancorino a quel poco che ci resta: la serietà e la continuità di un partito che ha una lunga storia, complessa, ricca di contrasti ma anche di valori condivisi.
Questa è la mia casa, non più la tua, pare.
Resto in attesa di conoscere le tue mosse, ma ormai do per buone le voci che circolano e che lasci circolare di proposito. Buon viaggio, buona fortuna. Ma non credo che sarò più capace di credere in te, di darti un'altra chance.
Stai facendo la scelta sbagliata, ne risponderai.
Io sto qui a guardare che succede, non con i pop corn però...

Ancora crisi di governo...

Eccoci di nuovo qui...anzi, eccoli di nuovo lì, al Colle, a chiedere numi, a cercare di risolvere il solito puzzle!
14 mesi di governo certamente molto discutibili e una fine ancor più sconcertante!
Salvini deve aver fatto male i suoi conti, non credo si aspettasse questo. Invece di capitalizzare i voti si ritrova a vedere gli altri, tutti, pronti a fingere di unirsi per contrastarlo. Avrei preferito essere certa che il governo si farà perchè va fatto, per sventare il rischio di aumento dell'IVA, per la nomina del commissario europeo, per la manovra da chiudere entro dicembre, perchè in un momento di recessione come questo non possiamo permetterci elezioni.
Invece è chiaro che la priorità qui è fermare l'avanzata della Lega.
Vorrei frenarne anch'io l'avanzata, ma preferirei si riuscisse a farlo smentendo una ad una le fesserie del suo leader, usando la ragione contro l'istinto, il buon senso contro il cattivo gusto e le volgarità di quell'uomo e delle folle che lo acclamano, la responsabilità contro l'incoscienza di chi risveglia i peggiori sentimenti dell'Italia. E ho detto "risveglia" e non suscita, perchè è chiaro che certe paure e, di conseguenza, certi istinti d'odio, sono ben radicati nella maggior parte di noi.
Ancora non in me, spero.
Comunque vada, spero che questa nuova alleanza forzata serva a salvare ancora una volta il nostro paese, a questo punto qualsiasi tipo di alleanza e di governo sarebbe meglio del vuoto... Ma spero si tratti di una parentesi breve, per il tempo strettamente necessario, per poi tornare al voto e, purtroppo, vedere Salvini vincere o stravincere. Questa è democrazia, non possiamo temerla.
Se invece perderanno tempo a cambiare la legge elettorale in senso proporzionale, allora il gioco sarà davvero sporco. Non possiamo temere le nostre istituzioni, non possiamo consegnare il paese al caos e al'ingovernabilità che ci ha accompagnato per decenni solo per paura che vinca qualcuno di cui non ci fidiamo. Le riforme vanno fatte, se ne avverte fortemente il bisogno, ma non possiamo ritagliarcele addosso in base al risultato che vogliamo ottenere alle urne. Chi vince deve poter governare per 5 anni, con i dovuti contrappesi, che esistono; deve poter fare e decidere, per poi risponderne a tutti gli italiani al turno elettorale successivo. non sono i pieni poteri di cui parla Salvini (che poi credo gli sia uscita quell'espressione dalla bocca prima di comprenderne il peso...) ma solo i poteri che ogni governo dovrebbe poter avere, ridimensionando il Parlamento col superamento del bicameralismo perfetto, con la diminuzione dei parlamentari, con lo snellimento delle procedure per l'approvazione dei provvedimenti di legge. Tutte cose che stavano dentro una riforma che abbiamo affossato con un referendum... Qualcuno se ne ricorda???
Forse ora non ci troveremmo in questa situazione se solo avessimo usato più buon senso allora...
 

Eclissi di luna

C'ero anch'io, ieri notte, sulla spiaggia buia, a seguire per due ore quell'ombra sinistra che andava a nascondere pian piano la luna, la bellissima luna brillante che si rifletteva sulle increspature del mare.
Perché ero lì? Perché c'erano anche tutte quelle altre persone? 
Perché in fondo volevamo sentirci tutti parte di qualcosa che, quantomeno, non capita tutti i giorni e nemmeno tutti gli anni, qualcosa che sia quasi unico, da ricordare.
Ma lo ricorderemo? Ne dubito.
Alla fine ero lì perché non avevo poi di meglio da fare, se non poltrire sul divano attendendo un sonno che è riuscito a raggiungermi persino lì, in spiaggia.
Ero lì perché volevo che mio figlio potesse vivere qualcosa di speciale, insieme ai suoi cuginetti, un'esperienza da conservare in un cassetto della memoria, da tirar fuori all'occorrenza.
Ma la verità è che ai bimbi non fregava un cazzo dell'eclissi! E forse neppure a noi, per quanto la curiosità mi abbia spinto a restare lì finché il picco delle 23.30 non si è realizzato. Fatto questo, via, di nuovo verso casa e verso il meritato riposo dopo una lunga, lunghissima, giornata di lavoro.
I bimbi sono stati felici di giocare sulla sabbia, noi un pò meno di venir bersagliati dalla stessa sabbia che inevitabilmente ci finiva addosso...
Qualche sigaretta, qualche battuta, le foto impossibili perché, a quanto pare, se non hai una macchina professionale, anche una mezzaluna diventa una semplice luna tonda!
I piedi nudi a cercare il calore sotto la sabbia, qualche chiacchiera e tanta, tantissima malinconia.
Anche gli altri gruppi e famigliole la vivevano come noi? Non lo saprò mai, e comunque forse quella malinconia stava solo dentro me e non nella mente delle altre persone con cui condividevo il momento.
Che casino la vita, che noia quando sembra non decollare, che delusione quando poi, alla fine, e capita proprio a tutti, scopri che ne riamane ben poca di quella che valga la pena....

Sottomissione - Houellebecq


Di questi tempi, forse, non il libro che consiglierei di leggere a chiunque...
Un bel libro? Si.
Buona scrittura? Si.
Coinvolgente e trascinante? Quanto basta.
E allora?
E allora questo romanzo del 2015, scritto da uno che col suo lavoro ha fatto sempre discutere, assumendo di volta in volta posizioni provocatorie, certo coraggiose ma anche, spesso, biasimabili, è un libro quasi visionario, quindi affascinante, ma porta su un piano quasi razionale ciò che di razionale non ha proprio nulla: la possibilità di una conquista etica, sociale e religiosa dell'Europa da parte dell'Islam.
Houellebecq rende evidente la tendenza dell'uomo (inteso come "genere maschile") a conformarsi e lasciarsi appiattire fino, appunto, alla sottomissione, a qualunque sistema e organizzazione che possa garantirgli il necessario per vivere a suo modo "felice": un lavoro che gli dia l'illusione di essere in carriera, una o più donne in grado di mettere sul tavolo qualcosa da mangiare, di tenere in ordine la casa e di fare contemporaneamente la moglie, la madre, l'amante, mostrandosi sempre soddisfatte di questa vita da decerebrate, il denaro e la libertà di usarlo.
Questa, appunto, l'offerta messa in campo da un fantomatico nuovo sistema politico in cui socialisti e "islamisti moderati", facendo un mix discutibile di cultura europea e araba, regalano una nuova idea di Libertà e Benessere.
Senza grandi battaglie e prove di forza, dalla mediazione, dal compromesso, nasce un sistema che si afferma con una facilità che fa tremare di paura (almeno questo è l'effetto che ha avuto su di me) e che fa presagire una sua graduale estremizzazione a scapito delle poche ma fondamentali libertà che questa fetta di mondo si è conquistata nell'ultimo secolo.
E in questo sistema, con buona pace di tutti, le donne sono messe ancora una volta all'angolo!
E' il primo libro che leggo di questo Autore ma, a giudicare dalla biografia, è il punto di arrivo di un ragionamento che ha avviato da tempo e che ha teorizzato in tante altre opere. 
Non temo l'Islam come non temo il cattolicesimo, ma non voglio né l'uno né l'altro a far da piattaforma al nostro sistema sociale. Nessuna religione può costituire quella base, non dovrebbe.
E la religione nella sua traduzione politica, in Italia, come pure nei paesi mediorientali o nordafricani, non ha mai portato a niente di buono.
Non si tratta di uno scontro o di dover scegliere tra Noi e Loro, quanto piuttosto del trovare il modo, il punto di equilibrio, in cui entrambe le parti possano rispettarsi e concedersi spazi d'azione non indiscriminati. La laicità è essenziale nel mio modo di concepire il rispetto per gli altri e la libertà. Io credo ancora nella possibilità di un mondo in cui ciascuno, singolarmente o nelle formazioni sociali che ritiene utili, possa esprimere se stesso, le proprie idee, i desideri, i sogni, la fede in un Dio o in un ideale, senza per questo mancar di rispetto a nessuno, senza togliere niente a nessun altro. 
Io sono ingenua, l'Autore no
E così, ben lontano dal voler far passare l'idea che in una società come quella teorizzata nel libro ci si possa pure vivere comodi, riesce certamente a insinuare nella mente del lettore l'idea che, comunque, quest'affermazione della superiorità dell'Islam e del suo opportunismo politico possa davvero realizzarsi, concretizzarsi all'improvviso, mentre noi siamo distratti e affaccendati nelle nostre piccole e insignificanti questioni quotidiane, come succede in tutti i paesi del blocco nord occidentale.
Quindi no, non è un libro per chi ha paura, non è un libro per chi non è curioso, non è un libro per chi cerca solo un altro pretesto per giustificare la chiusura, il protezionismo, la difesa personale a qualunque costo, il concetto del "Prima NOI" che diventa subito "SOLO NOI", il rifiuto del diverso e del nuovo.
Ma è un bel libro, innegabile, un libro che all'Autore ha fatto correre anche qualche rischio...perciò è da leggere, senza paura, senza cercarvi dentro risposte che, spero e credo, non intende neppure dare.


SEA WATCH 3: una provocazione inutile?

Non lo so, non sono convinta!
Mi sono sentita toccata, come sempre mi capita, nel sentire di quelle 42 persone ancora intrappolate su quella nave al largo di Lampedusa, ingiustamente, certo, immotivatamente, forse.
Ho messo i miei "mi piace" sugli slogan inneggianti alla Capitana Rackete (anche ignorando il fatto che non non sopporto la declinazione al femminile di nomi comuni che non ritengo necessario femminilizzare), all'eroina della disobbedienza civile...anche se qualche dubbio lo nutrivo.
Non è la prima volta che succede, e so bene cosa penso della politica immigratoria indecente di questo Governo che così poco mi rappresenta. 
Ma davvero forzare un blocco della Guardia di Finanza, che agisce sulla base di una norma che, per quanto ingiusta e forse non in linea con la normativa internazionale o con le "leggi del mare", è pur sempre legge di questo Stato (decreto legge...), forse non dovrebbe essere né motivo di applausi, né essere presentato ai giovani e, ancor più, a tutti i potenziali migranti, come un comportamento da replicare e lodare.
Non so se davvero con lo speronamento si è messa a rischio la vita di qualcuno, non ho visto le immagini di quel momento e non so se fidarmi di ciò che dicono le nostre Autorità, ma certamente qui a giocare sulla pelle di quelle 42 persone non è stato solo il nostro Ministro dell'Interno. Se lui non mi stupisce più, le ONG che fanno il braccio di ferro con persone civili e innocenti a bordo non le capisco proprio!
Siamo proprio sicuri che questo genere di atteggiamento ci aiuterà a ottenere qualcosa dai governi europei? Ne dubito. E di una cosa, invece, sono certa: sull'opinione pubblica generale questo genere di approccio ha effetti deleteri. La gente si spaventa prima ancora di capire che cosa succede, non vede 42 migranti indifesi ma si convince, piuttosto, che ci sia davvero un patto tra volontari, ONG e tutta le gente intenzionata a invadere il nostro territorio. E quei 42 migranti, alla faccia di tutti gli altri che quotidianamente sbarcano indisturbati sulle nostre coste, diventano un capro espiatorio da un lato e uno spauracchio dall'altro.
Spero che per Carola e il suo equipaggio tutto si chiuda nel migliore dei modi, spero che smetteremo di chiudere fuori dai nostri porti chi ha bisogno, spero che smetteremo di usarli per fare campagna elettorale...ma, ripeto, non sono convinta che questo sia il modo giusto di affrontare la cosa.
Ben vengano le provocazioni e le prove di forza, come quelle a cui Carola era probabilmente abituata nella sua attività con Green Peace, che approvo sempre pienamente. Ma una cosa è rischiare sulla propria pelle, altro è farlo su quella di queste persone fragili a cui poco importa dei nostri giochetti politici e d'effetto.
Basta cazzate...

Crisi di mezza età e dintorni...

Ieri al TG mi ha quasi commosso vedere Alain Delon a Cannes, che ritira il suo discusso premio alla carriera in lacrime, orgoglioso e, certo, felice ma, come ha tristemente ammesso, in uno stato di profonda infelicità per l'incapacità di accettare la vecchiaia.
Lo so che lui è oltre gli 80, che i segni del tempo sono evidenti e profondi, che questo diventa tanto più difficile da accettare quando la tua vita precedente era fatta di bellezza, fascino e continue conquiste, di avventure, seduzione, certezza d'essere irresistibile per la maggior parte delle donne e magari di molti uomini.
Io non posso certo fare paralleli tra la sua condizione e la mia!
Primo, perché non ho la sua età, secondo, perché non ho avuto una vita ricca di avventura e successi!
Ma qualcosa in comune l'ho vista chiaramente, l'ho sentita nel profondo, l'ho condivisa con lui in quelle lacrime e quello sguardo vinto.
Perché in fondo, anch'io, a soli 46 anni, mi sento sull'orlo del baratro, avverto come incombente un tempo in cui la mia bellezza, il fascino che ancora sento di emanare, la mia capacità di suscitare desiderio andranno irrimediabilmente a scemare fino a scomparire. E il processo è già iniziato.
Non ho mai avuto la bellezza di Delon ma sapevo chi ero, sapevo di piacere e mi piaceva piacere. Mi piace ancora.
E per questo comincia a suscitare in me un pò di tristezza accorgermi che, ogni giorno di più, riesco a passare inosservata o quasi per strada, a salire su un bus e non sentire alcuno sguardo un pò più insistente su di me, a passare perfino di fronte a una squadra di operai al lavoro senza che sguardi o commenti facciano eco al mio passaggio.
Non sono mai stata una miss né ho mai pensato di esserlo, semplicemente ero abituata a suscitare negli altri un tipo di attenzione che, per quanto mi lusingasse, non sentivo necessaria, non ricercavo. E' ora che sento venir meno quel tipo di attenzione che mi accorgo di quanto mi abbia reso più piacevole l'esistenza! Come sempre capita, apprezziamo certe cose quando stiamo per perderle, quando cominciano a sbiadire.
Io sono in quella fase, mi sento sbiadire, all'esterno, mentre dentro sento di essere viva, sempre più desiderosa di nuove cose, nuove avventure, nuove strade da percorrere.
Non sono vecchia, lo so. Ma so anche che questi saranno i miei ultimi anni di piena forma fisica, di una maturità ancora giovanile e attraente, di una vitalità ancora visibile e riconoscibile. E io li sto sprecando. Ingabbiata nel doppio ruolo di madre e moglie, e forse anche in quello di amante. Perchè quando tutto diventa così miseramente monotono, conosciuto, ordinario e routinario, persino tradire un  marito o un compagno perde il fascino dell'avventura!
Magari dovrei tradire l'amante con un altro amante!? Magari dovrei mandare tutti al diavolo e ricominciare, da sola, cercando nuovi modi per essere felice.
Magari, magari, magari.
Ma io da sola ci so stare? Ma io ho il coraggio di ricominciare, rinunciando a quelle basi sicure che sono la mia famiglia, la casa, il lavoro, gli amici comuni?
Forse no, ci sto riflettendo ogni giorno, sempre più intensamente. E magari quando sarò vecchia davvero avrò preso finalmente una decisione...troppo tardi...
Intanto vivo di fantasie e porto avanti questa piece teatrale al meglio che riesco, che non è tanto.
Se è una crisi di mezza età, cosa che trovo realistica, passerà. Se non lo è mi sto condannando all'infelicità. Ma non è micaper tutti la felicità! E non è per sempre! Può darsi che io la mia fetta di torta l'abbia già mangiata...
Si fotta tutto! Prendo tempo, parlo solo con me, mi guardo dentro con terrore e aspetto di capire. Allora forse deciderò che fare e se fare. Ora sto qui, lasciando che il tempo mi scivoli accanto, lasciandomi nuove rughe sul volto e sempre più desideri insoddisfatti.
Sto qui ancora un pò, a trattenere lacrime che, comunque, non saprei far uscire.
Diventerò vecchia così, frustrando i miei desideri e sfogando la mia rabbia attraverso i capricci. Peggio per chi mi starà accanto!

Maneskin, per tornare a sognare

E si, mi aggiungo alla schiera delle tante sostenitrici sfegatate di questa band, così sfrenate nel non distinguere più dove sta il confine tra il gusto per la musica di qualità e i primitivi istinti sessuali che il così detto ragazzino ci ispira!
Ragazzino...
Tutti lì a scandalizzarsi, a fare i moralisti sul limite della decenza ormai superato, sull'inadeguatezza di passioni intense provate e, quindi, espresse, da donne che non avrebbero più l'età...
Bene, sono fra queste. 45 anni e non mi sento troppo vecchia per questo!
E perché cavolo non dovrei provare quel che provo? Da quando un uomo attraente e sensuale deve essere valutato in base all'età o, ancora meglio, alla differenza d'età con chi lo sta ammirando in modo, certo, non disinteressato?!
Potrei concordare sul fatto che esporsi sui social alla mia età per esternare, neanche velatamente, la voglia di fare sesso con un personaggio pubblico forse un pò acerbo, non si intona bene con l'essere poi, a casa e in società, una donna in carriera o una mamma o una moglie o compagna senza pecche. Ma che vuol dire, poi?
Al massimo penso che non posterei certe affermazioni sapendo che mio figlio adolescente può leggerle e magari restarne scioccato o imbarazzato, magari non andrei a urlare e strapparmi i vestiti sotto il palco con lui o il mio compagno a fianco, ma certo non mi scandalizza il fatto che in migliaia vorrebbero farsi il "ragazzino" senza alcuna remora o senso di colpa!
E qui parlo per le donne, anche se sono certa che sul sesso maschile più o meno interessato, l'effetto è esattamente lo stesso!
Inizi ad ascoltarli per la musica, almeno è quanto è successo a me, poi scopri che qualcosa ti si smuove nel basso ventre, fino a definirsi chiaramente e spudoratamente come desiderio incontenibile.
La musica, è questo l'elemento caratterizzante dei Maneskin, un sound preciso, pulito, nuovo eppure così buono da far ritornare in mente il buon rock anni 70.  La musica coinvolgente, dei testi interessanti e non smielati o banali, e infine quell'elemento imprescindibile per una band che si rispetti: il carisma.
E anche se l'oggetto principale del desiderio, almeno nel mio caso, è certamente il frontman, Damiano David, posso affermare che gli altri componenti del gruppo non avranno problemi a ritagliarsi il loro pezzettino di cielo.
Lei, la bassista, è carina e sensuale, di quelle che, senza fisico da pin-up, andranno bene per tutte le stagioni e i gusti, il batterista promette di diventare un uomo più che solido e attraente (già adesso quell'aria da indiano d'America lo rende non poco appetibile...) e il chitarrista, lui non so, ma sento che piace forse alle più giovani, per cui ha la sua ragion d'essere.
Se quella non è la tua musica ma ci sbavi dietro gratuitamente, posso capirlo ma forse non trovarlo del tutto lineare...ma se quella musica ti da i brividi e un'energia paurosa, allora, come sempre, il passo tra il godere di quel suono e di quella voce e il voler godere di quei corpi, sarà davvero breve!
Capita persino quando l'artista in questione non è tecnicamente bello e neppure particolarmente attraente, perchè la musica o l'arte in genere in qualche modo creano una magia, cambiano il volto alle cose e alle persone, e quell'emozione finisce per diventare una specie di amore che può esaurirsi nei 3 minuti di un brano o arrivare a invaderti il cervello per giorni, mesi o anni... (e qui ogni riferimento al ritornello di una canzoncina di infima qualità è veramente casuale...).
Figuriamoci cosa può succedere se ti trovi di fronte (o solo sul video, purtroppo) un ragazzo con quel carisma lì, con quel corpo da ninfa e da uomo, con quegli occhi profondi e sprezzanti, con lo sguardo tra l'impaurito, l'incazzato e il vissuto che vira quasi al depresso...
I casini e gli incasinati attraggano come calamite, e quel ragazzo di casini in testa ne ha parecchi, di quelli che ti spingono a premere l'acceleratore per vedere se ti schianti o voli, di quelli che ti spingono a scoprire se non ci siano altri confini da superare, nell'identità sessuale come in quella artistica, di quelli che ti fanno sentire un Dio e un minuto dopo ti lasciano tramortito al suolo nella convinzione di essere unico ma anche solo e incompreso...
Sono solo le mie sensazioni, ma è così che lo vedo. Una sessualità forte ma indefinita, una sete di rivincita non so bene da cosa dettata, un pugno in faccia per tutti quelli che in qualche modo non gli hanno dato credito.
E mai, neppure a volermici impegnare, vedo un ragazzino indifeso o immaturo. Che cavolo vuol dire, poi, immaturo? Si fosse trattato di una ragazza nessuno si sarebbe fatto tutte queste seghe mentali per proteggerlo dai presunti attacchi o assalti di uomini maturi! Tutto normale.
Ma è un maschio. E lo è davvero, a prescindere dal suo personale gusto o orientamento sessuale che, al momento, mi è indifferente.
Vorrei poterlo possedere per un giorno, per tutto il tempo necessario a saziarmi di lui. Vorrei.
E' solo un sogno, una fantasia, e che cazzo di vita sarebbe questa, senza fantasie?! Quella di tutti intendo! Perchè senza quelle siamo tutti scatole vuote, morte.
E mi frega un cazzo se parla come uno scoppiato, se ammette candidamente di piacersi e di sapere di piacere, di voler diventare immortale, di essere consapevole di non avere, al momento, limiti impossibili da superare!?
Ha ragione, lo dice e lo fa da sbruffone, ma ha ragione!
Potenzialmente potrebbe diventare il nostro Jim Morrison, il nuovo uomo serpente, per me le assonanze sono tante... Potrebbe conquistare il mondo, potrebbero, come band, conquistare un posto nella storia. Glielo auguro, senza invidie o rancori.
Perchè deve esserci invidia se l'unica cosa che qualcuno trova da dire nei loro confronti è che se la tirano e che si schianteranno come una meteora!
Io sto qui e mi godo il momento, convinta che non finirà presto, che cresceranno e mi regaleranno altra musica per cui vibrare...e se se le vibrazioni saranno anche altre non avrò da ridire...questo è il rock! Basta cazzate!

Non c'è mai fine al peggio in questo PD: Renzi, il figlio ingrato!

Che dire caro Matteo, anni fa non ti digerivo, non ti ho votato, optando per il più rassicurante e meno ambizioso Bersani. Ho sempre scelto...