shopping terapeutico vs risparmio ossessivo

Due giorni fa, nel bel mezzo di una domenica assolata di inizio estate (lo so che non è ancora arrivata ma qui ormai ci siamo in pieno!), mi sono presa un paio di ore libere.
Buono Tagliandi Sconto Denaro Carrello DelLibere dai miei uomini (Big, come il mio preferito in Sex and the city, e Little come...non lo so come chi, ma è piccolo, quindi lo chiamerò così), libere anche da un'amica indagatrice e da tutti gli altri amici che non fanno che ricordarmi che sono sparita, che non faccio, né posso fare, le cose che facevo prima insieme a loro.
Ma non avevo voglia di star sola, cosa che mi sta bene a casa ma non quando desidero uscire.
Quindi ho chiamato la mia cara mamma e, mentre quei due uscivano per andare al parco giochi insieme ad altri amici con figli al seguito, mi preparavo per un pomeriggio di shopping e chiacchiere.
Sono passata a prenderla alle 17.00, vestita comoda (i miei jeans elasticizzati e le Palladium sono l'ideale per queste occasioni) e con trucco leggero, per portarla un po' in giro in città.
Lei non esce spesso, non senza un fine utilitaristico preciso come fare la spesa o andare dal parrucchiere. Lei e mio padre non hanno una vita sociale, se si esclude quella che si realizza durante qualche fine settimana in paese, per le feste o altre occasioni. Qui non amano uscire, non vanno a cena fuori, non frequentano persone al di fuori dei figli e dei parenti stretti.
Ma a lei credo non dispiacerebbe fare cose diverse, anche se lo nega e si dice soddisfatta così.
Comunque sono rare le volte che accetta di uscire con me, ma questa era una di quelle.
Probabilmente l'averle proposto di passare a prenderla con l'auto ha giocato a mio favore, perché usare i trasporti pubblici, che io prediligo, non rientra fra le sue modalità di movimento preferite.
Ma noi viviamo in periferia, quindi in qualche modo bisogna pur spostarsi per arrivare in zone dove il giro dei negozi duri un po' più del quarto d'ora che quelli locali possono garantirci!
Bisogna andare in centro se camminare non è l'unico scopo della passeggiata. E per me non lo è. Io odio tornare a mani vuote, potrà essere pure una cosa da niente ma devo tornare a casa con una busta e qualcosa da rimirare.
E quindi centro sia! Parcheggio custodito per evitare di girare a vuoto, perché odio fare manovre con qualcuno appiccicato dietro che alla fine suona il clacson per spronarmi ad accelerare i tempi, senza rendersi conto che così fa solo saltare i nervi e che ci metto il doppio a posizionarmi nel modo giusto!
Due euro valgono bene la serenità che regala chiudere l'auto e allontanarsi a piedi senza pensieri e senza stress.
Ed ecco che la nostra bella città si presenta in tutta la sua vivacità e in tutta la sua luce...se per vivacità intendiamo l'affollamento delle strade e per luce quella solare!
E' solo una piccola città ma a me piace davvero. E tutta un saliscendi di viuzze dai palazzetti antichi, ora anche in gran parte rimessi a nuovo, con lastricati e scalette e angolini un po' nascosti che è davvero un piacere camminare, guardarsi intorno, respirare odore di mare e di vacanza anche quando le vacanze sono lontane.
La prendo a braccetto, che anche se è antiestetico è veramente il modo più comodo per camminare insieme, e la passeggiata ha inizio.
Lei guarda le vetrine ma si mostra sempre poco interessata, del resto è vero che è proprio una difficile da accontentare. E' capace di farti girare per una settimana intera prima di trovare una maglietta che si avvicini anche solo lontanamente a quella che lei ha in testa, e che puntualmente non sa descrivere. E' vero anche che i soldi che maneggia sono pochi, lei fa la casalinga e la nonna, solo occasionalmente fa dei lavoretti, nel senso che magari assiste qualche anziano ma sempre nell'ambito familiare. Il non disporre di risorse sue, personali, non derivanti dalla pensione di mio padre, di sicuro le pesa e le dispiace. E la spinge anche a restringere al minimo gli acquisti, a selezionare e a scegliere con cura ogni capo che acquista.
Io, al contrario, tendo a comprare quel che mi piace, se costa poco e se sono certa di poterlo indossare senza stiratura! Non amo i capi firmati o di valore, quelli che ti devi preoccupare se la temperatura della lavatrice ti finisce sui 60° invece che sui 30°, quelli che ti fanno piangere se finisci per bucarli accidentalmente con la sigaretta!
A me piace avere l'armadio pieno, avere più opzioni la mattina, senza dover correr dietro a lavatrici e panni stesi, senza correre il rischio di non trovar nulla di pulito che mi ispiri in quel preciso momento. Vesto in modo semplice ma pur sempre secondo l'umore, l'occasione e, perché no, la depilazione più o meno trascurata. 
Non sono troppo convinta che nel vestire spendere di più significhi spendere meglio, vedo che alcuni capi pagati una miseria sono ancora integri dopo tanti anni di utilizzo, per cui punto più sulla quantità e la varietà. E poi mi piace fare il cambio armadio, ogni tanto, senza troppe remore, cosa che non può fare a cuor leggero chi, senza esser ricco, acquista capi più costosi.
E così scelgo i negozi più accessibili, e anche e soprattutto quelli in cui non siano presenti commesse troppo solerti nel servire, chiedere, tallonare il cliente.
Io amo essere lasciata in pace. Io amo fare da me.
Io amo portare in cassa un po' di roba, rigorosamente non provata, ed uscire soddisfatta rinviando il piacere o il dispiacere a quando rientro a casa. La prova del fuoco si fa davanti al mio specchio e se non va bene pazienza! Si regala a qualcuno che potrà gradire.
Mamma invece prova e riprova, porta tanti capi in camerino e di solito, critica com'è nei confronti di se stessa, e forse anche del mondo, fa arrivare in cassa solo un decimo di ciò che così accuratamente ha studiato allo specchio, tirando un po' di qua e un po' di là.
E riesce pure a stressarsi nel far questo! Io invece trovo che fare acquisti sia una delle cose più rilassanti del mondo, quando non sono acquisiti obbligati e destinati a occasioni formali come i matrimoni o simili.
Il valore che diamo al denaro è diverso, lo so. E anche se sono stata educata a non sprecare nulla, cosa da cui discende forse anche la mia passione per il risparmio e per l'occasione, io ho trovato un equilibrio tutto mio, che mi consente di sentirmi "felice" spendendo anche poco ma comprando sempre qualcosa come fossero coccole, piccole grandi concessioni.
Non metto a rischio il portafoglio familiare e nel contempo mi concedo un po' di leggerezza.
Dopo un'ora e mezza io giravo con 4 buste diverse (ma non piene) mentre lei ancora cercava la sua "maglietta ideale", così indefinibile e, a quanto pare, non ancora creata da nessuno!
Verso le 20.15 ci siamo arrese e finalmente ci siamo sedute in un baretto, tavolino all'aperto, a ristorarci un po' con aperitivo e salatini e una sigaretta come ciliegina sulla torta. In realtà lei ha chiesto un'aranciata, ma l'importante era stare lì, insieme, rilassate, a chiacchierare un po'. Ogni tanto riusciamo a farlo e per me è importante.
Siamo così diverse, e di certo  non posso confidarmi con lei se si tratta della mia vita sentimentale, è pur sempre una mamma di quelle vere, che vorrebbe proteggerti da tutto e che vorrebbe credere nella coincidenza tra quel che sono e quello che lei vorrebbe che fossi.
Ma, dopotutto, il non dover affrontare con lei i miei errori e i miei mancati sensi di colpa è confortante, mi fa sentire bene, in pace. Lei non sa, non chiede e non mi giudica.
Io ho un caratteraccio, con lei poi mi lascio andare fin troppo e a volte esagero, sbotto, non mi sforzo di comprenderla ed essere paziente, di sostenerla anche quando penso che si preoccupi troppo per cose che non vale proprio la pena, di essere affettuosa e farle sentire la mia vicinanza.  Le voglio un bene infinito, eppure di rado riesco a manifestarlo come vorrei, quasi mai. Del resto lei stessa non è  espansiva e "fisica" nel rapporto con me e con tutti i suoi figli. Forse lo era quando eravamo bambini ma poi no, non ci ha insegnato a coccolarci e a parlare dei nostri sentimenti. Nessuno l'ha insegnato a lei, credo, e ora siamo tutti adulti, è troppo tardi, e le coccole sono rimaste solo per i nipotini.
Per noi ci sono altre coccole, che si esprimono con la cucina, con la disponibilità di tempo e cure per i piccoli, con la pazienza garantita anche quando siamo sgarbati o chiediamo più di quel che dovremmo. E con questi momenti di complicità, che sembrano superficiali ma che ci fanno sentire vicine.
E allora si parla delle sue sorelle, delle novità sui suoi vicini di casa, di mio padre che finge di star bene perché non gli si dica di andare dal medico, di mille altre cose importanti e no. E' solo parlare, chiacchierare, fare la figlia e sentirsi al sicuro.
Dovremmo farlo più spesso.


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