Jane Austen, una scoperta

A poca distanza dalla lettura di "Emma", mi trovo immersa in "Orgoglio e pregiudizio", entrambi di Jane Austen. E non uso il termine "immersa" per caso, è che proprio mi sento trascinata dentro quel mondo ottocentesco fatto di rituali, cerimoniosità, un continuo darsi del Voi persino tra amanti.
Un mondo in cui quasi tutto il tempo è dedicato all'arricchimento di sé, sia in senso culturale (difficile trovare un personaggio che non si dedichi alla lettura o almeno a una qualche forma d'arte), che economico (è tutto un continuo tramare per accaparrarsi il partito migliore, uomo o donna che sia, quello con la rendita maggiore, che possa far uscire da situazioni anche disastrose il/la malcapitato/a).
Il tutto infarcito di passeggiate, visite da fare e da restituire, viaggi, balli, banchetti e grandi discussioni di gruppo sugli argomenti più disparati, da quelli più banali come l'etichetta, a quelli sociali e politici.
Certo, nelle opere della Austen prevale l'aspetto romantico e femminile, non necessariamente frivolo ma, certo, molto centrato su famiglia e ricerca ossessiva del giusto matrimonio.
Ma l'ambientazione fa sì che sia confermata la mia passione per i romanzi dell'800, europei e russi.
E lei non sarà un Tolstoy ma è davvero brava a raccontare le donne di quel tempo, a volte frivole e superficiali, disposte a tutto pur di sistemarsi, a volte "con le palle", tipe che, considerando in che epoca e in che mondo vivevano, erano così forti da pretendere di decidere della propria vita. E lo facevano apertamente o con sotterfugi, ma sempre con la forza necessaria al raggiungimento dell'obiettivo prefissato, fosse anche il semplice rifiuto del matrimonio.
Donne che non si sentono inferiori agli uomini, che si confrontano con questi, che studiano, sono in grado di sostenere discussioni a vari livelli, che, in fin dei conti, orientano gli avvenimenti e la vita familiare e di società come meglio credono, anche facendosi la guerra tra loro.
Sarà che io alla complicità femminile ci ho sempre creduto poco, sarà che le donne che prendono il loro spazio senza sentirsi messe in un angolo le ho sempre ammirate, ma resta il fatto che quelle donne mi affascinano, spesso molto più di quelle raccontate nella letteratura moderna.
Certo, queste donne sono tutte rintracciabili nella fascia alta della società, in ambienti elitari, che vivono di mondanità e che, quando proprio si trova un personaggio che sta andando in rovina economica, semplicemente lo si vede obbligato a svolgere un lavoro per guadagnare il denaro invece che riceverlo passivamente.
Ma è bello lasciarsi rapire da quella fetta di società, da quelle storie, dagli intrighi, dalle passioni non mitigate dall'urgenza del bisogno economico.
Il resto fa da contorno e, comunque, ognuno racconta ciò che conosce.
Insomma, consiglio a tutti la lettura della Austen, forse più alle donne che agli uomini...ma vale la pena. Io continuo...

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